✕

Musk critica la sanatoria spagnola sui migranti. Sánchez: “Marte può attendere, l’umanità no”

Ascolta l'audio

L’imprenditore sudafricano rilancia le accuse di chi sostiene che il decreto di regolarizzazione di 500mila persone sia una mossa per acquisire forza elettorale. Ma i migranti regolarizzati possono votare soltanto alle comunali
2 minuti di lettura

Botta e risposta via X tra Elon Musk e Pedro Sánchez. Il tema è la regolarizzazione straordinaria di migranti annunciata nei giorni scorsi dal governo spagnolo, mossa che potrebbe portare a una sanatoria per circa 500mila persone.

L’imprenditore sudafricano ha condiviso – scrivendo “wow” - un post dell’infuencer malese di estrema destra Ian Miles Cheong nel quale il decreto veniva così descritto: “Legalizzando 500mila clandestini con il pretesto di sconfiggere l'estrema destra, Pedro Sánchez sta essenzialmente gettando la maschera. Si tratta di ingegneria elettorale. La logica è semplice: legalizza mezzo milione di persone, accelera il loro percorso verso la cittadinanza (che per molti richiede solo due anni) e avrai effettivamente importato un enorme blocco elettorale fedele e in debito con la sinistra”.

Secca la risposta del presidente del Governo spagnolo che ha ribattuto al post alludendo alle ambizioni spaziali del milionario di Tesla: “Marte può attendere, l’umanità no”.

…

Botta e risposta via X tra Elon Musk e Pedro Sánchez. Il tema è la regolarizzazione straordinaria di migranti annunciata nei giorni scorsi dal governo spagnolo, mossa che potrebbe portare a una sanatoria per circa 500mila persone.

L’imprenditore sudafricano ha condiviso – scrivendo “wow” - un post dell’infuencer malese di estrema destra Ian Miles Cheong nel quale il decreto veniva così descritto: “Legalizzando 500mila clandestini con il pretesto di sconfiggere l'estrema destra, Pedro Sánchez sta essenzialmente gettando la maschera. Si tratta di ingegneria elettorale. La logica è semplice: legalizza mezzo milione di persone, accelera il loro percorso verso la cittadinanza (che per molti richiede solo due anni) e avrai effettivamente importato un enorme blocco elettorale fedele e in debito con la sinistra”.

Secca la risposta del presidente del Governo spagnolo che ha ribattuto al post alludendo alle ambizioni spaziali del milionario di Tesla: “Marte può attendere, l’umanità no”.

A smentire la teoria dell’influencer malese basta ricordare la legge spagnola secondo la quale le persone migranti regolarizzate possono votare soltanto alle elezioni comunali e soltanto in presenza di determinati requisiti, ovvero aver vissuto ininterrottamente nel Paese per cinque anni e avere un accordo di reciprocità con il Paese di origine. Lo dice la legge organica sul regime elettorale generale secondo la quale gli immigrati con residenza legale non possono esprimere il loro voto alle elezioni generali o regionali.

La sanatoria spagnola, che riguarda stranieri presenti in Spagna da almeno cinque mesi prima del 31 dicembre 2025 e i richiedenti asilo che abbiano fatto domanda entro la stessa data, è stata accolta con entusiasmo, proprio nei giorni delle violente repressioni di Minneapolis. “Aiuta le persone ad accedere ai diritti e ai servizi essenziali, tutela la dignità e rafforza la coesione sociale, a vantaggio sia degli individui che delle comunità", ha commentato l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, guidato da Volker Türk.

In migliaia si sono presentati nelle ambasciate e nei consolati per produrre i documenti necessari alla richiesta: a Barcellona, in particolare, centinaia di cittadini pakistani hanno preso d'assalto il consolato del loro Paese, alcuni perfino montando tende, per le lunghe code che da ieri si registrano davanti alla sede diplomatica.

Nonostante il plauso della Conferenza episcopale spagnola che ha accolto il decreto del governo parlando di “un atto di giustizia sociale e di riconoscimento a tante persone migranti che con il loro lavoro contribuiscono da tempo allo sviluppo del Paese, pur essendo mantenute in situazione irregolare”, ieri due vescovi spagnoli – l'arcivescovo di Oviedo, Jesus Sanz, e José Ignacio Munilla, titolare della diocesi di Orihuela-Alicante – hanno espresso la loro contrarietà spiegando che “tutti i migranti non entrano in Spagna” e chiedendo che la sanatoria venga discussa in Parlamento "con i distinguo" del caso.

Mentre continua la battaglia del Partito Popolare, che oggi con il leader Alberto Núñez Feijóo, presenterà al vertice del Partito Popolare Europeo (Ppe) a Zagabria la sua opposizione al decreto, la misura è stata difesa dal commissario europeo dell’Interno, Magnus Brunner: "Siamo al corrente della nuova legge approvata in Spagna. Le decisioni e politiche per regolarizzare la situazione dei cittadini di paesi terzi in situazione irregolare è responsabilità degli Stati membri".

Difesa che il governo continua a portare avanti ricordando l’importanza dei migranti per "il contributo al sostegno e alla crescita" del Paese, ha spiegato la vicepremier spagnola con delega alle Finanze, Maria Jesus Montero.

Leggi i commenti