NEW YORK – In giacca e cravatta, sorriso stirato e mascella squadrata, lo “zar del confine” Tom Homan ha provato a lanciare un segnale di disgelo. L’inviato speciale di Donald Trump ha promesso di «aggiustare» la situazione e ridurre “presto” il numero di agenti dell’immigrazione dalle strade di Minneapolis, la città del Minnesota ancora sconvolta dalla morte di Renee Good, 37 anni, madre di tre bambini, e Alex Pretti, infermiere, stessa età, uccisi a sangue freddo dagli agenti federali nello spazio di venti giorni. Ci sono ancora tremila membri del Border Patrol e dell’Ice in giro per le strade, ma non per molto.
«Ci assicureremo di condurre operazioni mirate ma lo ripeto: non rinunciamo alla nostra missione. La porteremo avanti solo in modo più intelligente», ha detto Homan. «Ci crederemo quando lo vedremo», ha commentato Steven Gagner, gioielliere di 41 anni che fa parte della rete di cittadini organizzati per segnalare nel quartiere la presenza dell’Ice. «La sicurezza della popola…
NEW YORK – In giacca e cravatta, sorriso stirato e mascella squadrata, lo “zar del confine” Tom Homan ha provato a lanciare un segnale di disgelo. L’inviato speciale di Donald Trump ha promesso di «aggiustare» la situazione e ridurre “presto” il numero di agenti dell’immigrazione dalle strade di Minneapolis, la città del Minnesota ancora sconvolta dalla morte di Renee Good, 37 anni, madre di tre bambini, e Alex Pretti, infermiere, stessa età, uccisi a sangue freddo dagli agenti federali nello spazio di venti giorni. Ci sono ancora tremila membri del Border Patrol e dell’Ice in giro per le strade, ma non per molto.
«Ci assicureremo di condurre operazioni mirate ma lo ripeto: non rinunciamo alla nostra missione. La porteremo avanti solo in modo più intelligente», ha detto Homan. «Ci crederemo quando lo vedremo», ha commentato Steven Gagner, gioielliere di 41 anni che fa parte della rete di cittadini organizzati per segnalare nel quartiere la presenza dell’Ice. «La sicurezza della popolazione è fondamentale», ha spiegato Homan, che poi ha aggiunto: «Se non vi piace quello che facciamo andate a protestare al Congresso, non in questo edificio». Ma intanto ha indicato un cambiamento importante: se gli agenti non si comporteranno in modo professionale, «verranno trattati come in qualsiasi altra agenzia».
L’immunità assoluta evocata da membri del governo non sarà più garantita. Questo non significa che il piano di deportazioni di massa si fermerà. Dopo aver evocato una “piccola de-escalation”, Donald Trump è tornato a usare la sua retorica incendiaria, accusando il sindaco democratico di Minneapolis, Jacob Frey, di “voler scherzare col fuoco”, mentre le reti Maga hanno rilanciato le immagini di un video che documentano uno scontro tra Pretti e gli agenti, undici giorni prima di venire ucciso.
"Agitatore e, forse, un insurrezionalista, le azioni di Alex Pretti sono crollate dopo la pubblicazione del video appena pubblicato in cui urla e sputa in faccia a un agente dell'Ice molto calmo e sotto controllo", ha scritto Trump sul suo social Truth riferendosi al video.
Nel video si vede l’infermiere prendere a calci la macchina del Border Patrol. Intanto, mentre l’Ice ha lasciato il Maine e i senatori Dem hanno votato una prima volta contro un nuovo finanziamento per le agenzie dell’immigrazione - un giudice federale del Minnesota ha annullato gli arresti di rifugiati che non hanno ancora lo status di residenti permanenti, ma vivono legalmente nel Paese. In un altro caso, un magistrato ha accusato l’Ice di “aver violato a gennaio” quasi cento ordinanze giudiziarie, “più di quanto alcune alcune agenzie federali abbiano fatto in tutta la loro esistenza”. La gente, seppure sconvolta, non arretra. Continuano le ronde nei quartieri per segnalare la presenza dell’Ice.