Svolta sul petrolio in Venezuela. Da un lato il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha allentato le sanzioni. Dall’altro la presidente Delcy Rodríguez ha firmato e promulgato una riforma che allenta il controllo statale sul settore e apre alla partecipazione di investimenti privati ed esteri.
Lo ha fatto dopo una telefonata proprio con il presidente Donald Trump. Rodríguez ha definito la riforma un "salto storico" e ha aggiunto che "il Venezuela sta compiendo passi importanti" per rilanciare un'industria strategica in profonda crisi, colpita dal crollo della produzione, dalle sanzioni internazionali e dalla carenza di capitali.
Il Tesoro statunitense ha emesso una licenza generale che autorizza le transazioni che coinvolgono il governo venezuelano e la compagnia petrolifera statale Pdvsa, "normalmente connesse e necessarie all'estrazione, all'esportazione, alla riesportazione, alla vendita, alla rivendita, alla fornitura, allo stoccaggio, alla commercializzazione, all'acquisto, alla consegna o al trasporto di petrolio di origine venezuelana".
Intanto, però, al contempo Trump ha firmato un ordine esecutivo che dichiara lo stato di emergenza nazionale e istituisce una procedura per imporre dazi doganali sui beni provenienti dai paesi che vendono o forniscono petrolio a Cuba.
L’Avana lo ha definito un "brutale atto di aggressione". "Il popolo cubano per oltre 65 anni è stato sottoposto al più lungo e crudele blocco economico mai applicato contro un'intera nazione, che ora si promette di sottoporre a condizioni di vita estreme", ha scritto nel social network X il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodriguez.