Raid israeliani sulla Striscia di Gaza: dall’alba almeno 32 morti, tra cui diversi bambini
di Gabriella ColarussoAtallah Abu Hadaiyed aveva appena finito di pregare. E’ corso dove ha sentito l’esplosione, tra le tende fatte a pezzi e un materasso insanguinato e ha trovato i suoi cugini “a terra qua e là, con il fuoco che divampava”. Non “sappiamo se siamo in guerra o in pace, o cosa. Dov'è la tregua? Dov'è il cessate il fuoco di cui parlavano?", dice a Reuters. L’esplosione al campo profughi di Khan Younis, nel centro della Striscia, ha fatto almeno sette morti, tra cui un padre, i suoi tre figli e tre nipoti. Non è stata l’unica, oggi, in una delle giornate più sanguinose per i palestinesi dall’inizio della tregua, lo scorso ottobre.
Una serie di attacchi dell’esercito israeliano, a Gaza City e a Khan Younis ha lasciato a terra almeno 32 morti, tra cui diversi bambini, hanno denunciato le autorità sanitarie degli ospedali Nasser e al Shifa. Gli israeliani hanno preso di mira anche una stazione di polizia …
Atallah Abu Hadaiyed aveva appena finito di pregare. E’ corso dove ha sentito l’esplosione, tra le tende fatte a pezzi e un materasso insanguinato e ha trovato i suoi cugini “a terra qua e là, con il fuoco che divampava”. Non “sappiamo se siamo in guerra o in pace, o cosa. Dov'è la tregua? Dov'è il cessate il fuoco di cui parlavano?", dice a Reuters. L’esplosione al campo profughi di Khan Younis, nel centro della Striscia, ha fatto almeno sette morti, tra cui un padre, i suoi tre figli e tre nipoti. Non è stata l’unica, oggi, in una delle giornate più sanguinose per i palestinesi dall’inizio della tregua, lo scorso ottobre.
Una serie di attacchi dell’esercito israeliano, a Gaza City e a Khan Younis ha lasciato a terra almeno 32 morti, tra cui diversi bambini, hanno denunciato le autorità sanitarie degli ospedali Nasser e al Shifa. Gli israeliani hanno preso di mira anche una stazione di polizia a Gaza City, uccidendo almeno 14 persone, a un giorno dalla tanto attesa riapertura del valico di Rafah, la principale porta di ingresso e uscita da Gaza, lungo il confine con l'Egitto, che dovrebbe segnare l’inizio della cosiddetta fase due del piano Trump, con il disarmo di Hamas e la ricostruzione della Striscia. Gli israeliani hanno continuato a tenerla chiusa anche dopo il ritrovamento del corpo dell’ultimo ostaggio.
Per oltre 16mila malati in attesa di cura è una corsa contro il tempo per la sopravvivenza. L’accordo con l’Egitto è che il valico verrà riaperto in entrambi le direzioni, ma con numeri ancora molto limitati: 50 persone in uscita e 50 in ingresso al giorno, a piedi. L’Idf ha ammesso la sequenza di raid dicendo di aver colpito miliziani e comandanti di Hamas e della Jihad islamica in risposta a una "violazione del cessate il fuoco", dopo che giovedì otto uomini armati sono emersi da un tunnel a Rafah: tre sono stati uccisi negli attacchi e un quarto, descritto come un comandante chiave di Hamas, è stato catturato.
Il gruppo armato palestinese denuncia invece "una nuova flagrante violazione" del cessate il fuoco e si appella agli Stati Uniti e agli altri paesi mediatori perché facciano pressione su Israele: "Tutti gli indicatori disponibili suggeriscono che abbiamo a che fare con un Consiglio di guerra, non con un Consiglio di pace", afferma Bassem Naim, uno dei dirigenti del gruppo. Dall’inizio della tregua, gli attacchi israeliani hanno ucciso più di 520 palestinesi a Gaza. Israele continua a colpire anche in libano, dove i raid dell’Idf sono quotidiani: ieri è toccato alla città di Markaba, nel sud, dove le Idf dicono di aver eliminato un agente di Hezbollah.