L’ex agente dell’Ice: “State certi, un giorno sarà fatta giustizia per i morti di Minneapolis”
dal nostro inviato Paolo MastrolilliMINNEAPOLIS – «L’uccisione di Alex Pretti finirà davanti a un Grand Jury». Eric O’Denius ha lavorato per 24 anni come deportation officer dell’Ice a Minneapolis, oggi fornisce consulenze legali, e non ha dubbi: «Ogni proiettile sparato dovrà essere giustificato in tribunale. Magari passeranno 12 o 24 mesi, ma casi così finiscono sempre in giudizio».
Gli agenti dell’Ice hanno abbattuto le porte delle case, rotto i finestrini delle auto. Sono comportamenti giustificabili?
«No, non sarebbe professionale da parte di qualsiasi agenzia. L’uso della forza nel nostro distretto era molto raro, ora avviene ogni giorno. Alcuni agenti verranno rimandati nelle sedi di provenienza, ma prima o poi dovranno rispondere delle loro azioni davanti a una corte distrettuale».
Perché?
«Ogni volta che un agente usa la forza deve redigere una relazione che viene archiviata e inviata a un supervisore. A un certo punto qualcuno la esaminerà e si chiederà cosa diavolo sia successo. Si è responsabili delle propri…
MINNEAPOLIS – «L’uccisione di Alex Pretti finirà davanti a un Grand Jury». Eric O’Denius ha lavorato per 24 anni come deportation officer dell’Ice a Minneapolis, oggi fornisce consulenze legali, e non ha dubbi: «Ogni proiettile sparato dovrà essere giustificato in tribunale. Magari passeranno 12 o 24 mesi, ma casi così finiscono sempre in giudizio».
Gli agenti dell’Ice hanno abbattuto le porte delle case, rotto i finestrini delle auto. Sono comportamenti giustificabili?
«No, non sarebbe professionale da parte di qualsiasi agenzia. L’uso della forza nel nostro distretto era molto raro, ora avviene ogni giorno. Alcuni agenti verranno rimandati nelle sedi di provenienza, ma prima o poi dovranno rispondere delle loro azioni davanti a una corte distrettuale».
Perché?
«Ogni volta che un agente usa la forza deve redigere una relazione che viene archiviata e inviata a un supervisore. A un certo punto qualcuno la esaminerà e si chiederà cosa diavolo sia successo. Si è responsabili delle proprie azioni, e questo concetto viene inculcato a fondo durante la formazione, che si ripete ogni trimestre. Si è responsabili di ogni proiettile sparato, di ogni colpo inferto col manganello».
Nel caso di Pretti i proiettili sono stati dieci.
«Il giudice li esaminerà uno per uno. Magari arriverà alla conclusione che 9 erano giustificati, ma se il decimo non lo era puoi finire in prigione. Oltre al processo penale, poi, ci saranno anche i procedimenti civili».
Da quello che ha visto gli spari contro Pretti erano legali?
«Ho la mia opinione, ma la risposta spetta al giudice, e lavorando come consulente legale devo evitare il conflitto di interessi. Di sicuro ci sarà un’inchiesta. Gli agenti sosterranno di avere la qualified immunity e la corte dovrà decidere se si applica o no».
La Casa Bianca ha detto che hanno l’immunità assoluta.
«La legge è chiara. Tutto si ridurrà alla domanda se il comportamento degli agenti è stato ragionevole. Se il tribunale giungerà alla conclusione che non lo è stato deciderà di conseguenza».
Sono stati arrestati anche cittadini americani, è legale?
«Ci sono condizioni in cui l’Ice è autorizzata ad arrestare i cittadini americani senza un mandato, se li vede commettere reati federali tipo il traffico di droga o persone, se falsificano documenti o aggrediscono agenti. Poi però deve consegnarli appena possibile al Marshals Service o alla magistratura, in uno o due giorni».
I manifestanti hanno il diritto di protestare e monitorare le attività dell’Ice?
«Non lo metto in discussione. Poi però bisogna vedere nel dettaglio pratico come è esercitato questo diritto».
Gli agenti hanno usato le tecniche di de-escalation che vengono insegnate durante l’addestramento?
«Potevano scegliere tattiche diverse. In alcuni casi, quando c’è resistenza, si va via e si torna in un secondo momento».
Conosce l’inviato del presidente Tom Homan?
«Sì, ho lavorato con lui».
Homan ha detto che gli arresti saranno mirati ai criminali.
«Ogni Paese ha il diritto di decidere chi far entrare, ma ci sono limiti logistici. Ai miei tempi avevamo 30mila letti per le detenzioni, ora sono circa 50mila: se devi scegliere arresti un criminale, prima di un illegale che non ha commesso reati».
In Italia è polemica per l’impiego dell’Ice alle Olimpiadi.
«Ho lavorato molto col vostro Paese, soprattutto per le estradizioni di membri della criminalità organizzata. In questi casi facciamo soprattutto il controllo del traffico internazionale negli aeroporti, in arrivo e in uscita. Gli agenti sanno che devono rispettare le leggi italiane e lo faranno».