NEW YORK – A Washington sono i monumenti in pietra a raccontare la storia dell’America. Sono considerate dagli studiosi frasi scolpite nel marmo per ricordare agli americani chi sono.
La Casa Bianca, alta più di una ventina di metri, è il simbolo del potere civile. Il Lincoln Memorial, alto una trentina, indica sacrificio, frattura e la ricomposizione del Paese. Tra i due poli che indicano governo e redenzione si stende uno dei corridoi simbolici più densi d’America, quello che unisce il Lincoln Memorial ad Arlington.
Ed è proprio lì che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump immagina di far costruire un arco alto 250 piedi, cioè 75 metri, come un grattacielo di 25 piani. Più del Lincoln Memorial, più della Casa Bianca e dell’Arco di Trionfo di Parigi al quale Trump si ispira. Il tycoon vuole mettere il punto esclamativo in marmo per celebrare il suo ego. L’idea, dicono persone che hanno a…
NEW YORK – A Washington sono i monumenti in pietra a raccontare la storia dell’America. Sono considerate dagli studiosi frasi scolpite nel marmo per ricordare agli americani chi sono.
La Casa Bianca, alta più di una ventina di metri, è il simbolo del potere civile. Il Lincoln Memorial, alto una trentina, indica sacrificio, frattura e la ricomposizione del Paese. Tra i due poli che indicano governo e redenzione si stende uno dei corridoi simbolici più densi d’America, quello che unisce il Lincoln Memorial ad Arlington.
Ed è proprio lì che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump immagina di far costruire un arco alto 250 piedi, cioè 75 metri, come un grattacielo di 25 piani. Più del Lincoln Memorial, più della Casa Bianca e dell’Arco di Trionfo di Parigi al quale Trump si ispira. Il tycoon vuole mettere il punto esclamativo in marmo per celebrare il suo ego. L’idea, dicono persone che hanno ascoltato il presidente parlarne, lo affascina per la sua grandezza elementare: 250 piedi per il 250º anniversario degli Stati Uniti che si celebra quest’anno. Una formula da marchio, semplice, memorabile, per celebrare la vittoria con la Independence Arch.
Il no degli urbanisti
Ma quale vittoria? È una delle domande che inquietano storici e urbanisti, anche perché Washington è una città sì monumentale ma costruita con una cautela quasi teologica verso il potere. I suoi monumenti più riusciti, tipo il Vietnam Veterans Memorial e lo stesso Lincoln Memorial, parlano in tono rispettoso del costo umano della storia americana. Se Washington è una delle capitali senza archi di trionfo un motivo c’era. Quello di Trump affacciato sul Potomac non dialogherebbe con l’area attorno, la oscurerebbe, chiudendo la linea che idealmente unisce i due memoriali, Arlington e Lincoln. Alcuni urbanisti temono proprio questo: non solo l’impatto visivo, ma simbolico. Arlington House, che domina il cimitero dalla collina, rischierebbe di diventare una miniatura. Il ponte tra Nord e Sud, pensato dopo la Guerra Civile come gesto di riconciliazione, verrebbe incorniciato da un segno di tutt’altra retorica.
«Non penso che un arco così grande appartenga a quel luogo», ha commentato al Washington Post Catesby Leigh, critico d’arte che aveva concepito un arco più modesto e temporaneo, alto una ventina di metri, in un saggio del 2024, idea che i suoi alleati avevano portato alla Casa Bianca. Ma non era piaciuto per le sue dimensioni. Il tycoon lo vuole permanente e gigantesco, come la Ballroom che sorgerà al posto della storica West Wing della Casa Bianca. «Quello che la gente conosce di più è l’Arco di Trionfo a Parigi. E noi lo supereremo, credo, di molto», aveva detto il presidente durante un ricevimento natalizio alla Casa Bianca. «Siamo la nazione più grande e potente. Vorrei che fosse il più grande di tutti», ha aggiunto ieri parlando ai giornalisti a bordo dell'Air Force One.
L’Arco parigino - uno dei più grandi al mondo - misura circa 50 metri. Trump ha anche detto a Politico a dicembre che sperava di avviare la costruzione del monumento entro due mesi, tempistica che appare improbabile dato che i funzionari della Casa Bianca non hanno ancora reso pubblici i piani definitivi né li hanno sottoposti alle commissioni federali di revisione. Memorial Circle, il terreno su cui il presidente ha messo gli occhi, è controllato dal National Park Service.
L’arco diventerà «uno dei punti di riferimento più iconici non solo di Washington, ma del mondo intero», ha affermato il portavoce Davis Ingle al Washington Post. «La visione audace del presidente Trump sarà impressa nel tessuto dell’America e si farà sentire per generazioni», ha aggiunto. Il 23 gennaio il tycoon ha pubblicato sul social Truth immagini senza commento che raffigurano tre versioni di un grande arco trionfale, inclusa una con dorature in oro, il marchio trumpiano. Il presidente, sostiene il suo entourage, ha pensato anche all’ipotesi di piazzare una grande Statua della Libertà sopra l’Arco. E non scherzava.