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Ucraina, blackout al gelo prima dei colloqui

(reuters)

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Un guasto mette ko il Paese a poche ore dalla fine della tregua energetica e dei negoziati di Abu Dhabi. Dmitriev vede Witkoff a Miami: “Incontro costruttivo”
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KIEV – Ecco, all’improvviso, il grande blackout. Alle 10,42 di ieri mattina tutta Kiev e molte città e regioni ucraine si sono ritrovate senza luce, senza riscaldamento e senza acqua sia calda che fredda. Si è spenta la luce persino in Moldova, nella capitale Chisinau e in altre regioni del Paese. L’equilibrio fragile del sistema energetico ucraino — ferito a morte dai bombardamenti russi di questi mesi — è crollato nonostante la tregua dell’energia rispettata sia da Mosca che da Kiev. È successo nel giorno in cui è tornato il grande freddo, con temperature che oggi raggiungeranno i –30°. A Kiev si gela, e in casa è peggio.

È stato un «guasto tecnologico», secondo il ministero dell’Energia, a provocare la chiusura della linea da 400 kV che collega le reti elettriche ucraine alla Moldova e alla Romania, e «della linea da 750 kV tra l’Ucraina occidentale e centrale. E sono stati ridotti i carichi dei reattori delle centrali nucleari», cioè è stata abbassata la potenza visto che la …

KIEV – Ecco, all’improvviso, il grande blackout. Alle 10,42 di ieri mattina tutta Kiev e molte città e regioni ucraine si sono ritrovate senza luce, senza riscaldamento e senza acqua sia calda che fredda. Si è spenta la luce persino in Moldova, nella capitale Chisinau e in altre regioni del Paese. L’equilibrio fragile del sistema energetico ucraino — ferito a morte dai bombardamenti russi di questi mesi — è crollato nonostante la tregua dell’energia rispettata sia da Mosca che da Kiev. È successo nel giorno in cui è tornato il grande freddo, con temperature che oggi raggiungeranno i –30°. A Kiev si gela, e in casa è peggio.

È stato un «guasto tecnologico», secondo il ministero dell’Energia, a provocare la chiusura della linea da 400 kV che collega le reti elettriche ucraine alla Moldova e alla Romania, e «della linea da 750 kV tra l’Ucraina occidentale e centrale. E sono stati ridotti i carichi dei reattori delle centrali nucleari», cioè è stata abbassata la potenza visto che la rete non era più in grado di assorbire l’energia prodotta in continuo. Ne è nato un «blackout a cascata — spiega il ministero — con attivazione dei sistemi di protezione automatica nelle sottostazioni». Insomma è saltato tutto all’improvviso, e sono dovuti intervenire i soccorsi per salvare centinaia di persone bloccate in galleria nei treni della metropolitana. Ci sono volute molte ore per ripristinare la rete elettrica, ma riscaldamento e acqua calda non sono tornati né a Kiev né a Zhytomyr, Chernigov o Poltava.

(afp)

Sull’origine del disastro si sono diffuse voci di un «attacco di hacker russi», ma in serata il presidente Zelensky ha informato che «non ci sono conferme di interferenze esterne o attacchi informatici», mentre i distacchi automatici sarebbero scattati per il surgelamento delle linee. Gli sbalzi di tensione, al ritorno della corrente con picchi oltre i 300 volt, hanno distrutto molti elettrodomestici. Ma è a oggi e soprattutto a domani che puntano lo sguardo gli ucraini. Dopo l’incontro «costruttivo» di ieri a Miami tra l’inviato di Putin, Dmitriev, e la squadra di Trump, oggi dovrebbero riprendere i negoziati ad Abu Dhabi ma non ci sono conferme. «Aspettiamo indicazioni — dice Zelensky — pronti a lavorare in tutti i formati. Contiamo sugli incontri della prossima settimana». La tregua energetica potrebbe evaporare prima: il Cremlino l’aveva garantita fino a domani. Con temperature a –30° e senza più batterie di Patriots — come ha ricordato il presidente — a proteggere centrali e sottostazioni già compromesse, una ripresa degli attacchi con droni e missili accumulati sarebbe un disastro.

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