Ecco l’algoritmo di Musk che genera scontri: così i social capitalizzano la rabbia online
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - "Final score = Σ (P(reaction_i) × weighting_i ). È questa la formula alla base dell’algoritmo di X, il social media di Elon Musk, che si nutre di rabbia online e che oramai sta polarizzando ed estremizzando sempre più la nostra politica”. Così scrive il Times, che si riferisce alle rivelazioni di qualche giorno fa da parte dello stesso imprenditore sudafricano. Musk ha infatti pubblicato online i fondamenti dell’algoritmo di X (il defunto Twitter) e ha anche annunciato che d’ora in poi sarà "open source”, cioè modificato mediante fonti libere e accessibili da tutti nel web.
La formula alla base dell’algoritmo di Musk è semplice: "Ogni post viene valutato in base a 15 possibili reazioni: un like, una condivisione, oppure ti soffermerai su di esso (per ammirazione o per rabbia)? Il bot stima la tua reazione. Poi a ciascuna delle 15 opzioni viene attribuito un peso, perché le emozioni non sono tutte uguali”, scrive il quotidiano di Londra, “l’ultimo algoritmo di X non rende pubb…
LONDRA - "Final score = Σ (P(reaction_i) × weighting_i ). È questa la formula alla base dell’algoritmo di X, il social media di Elon Musk, che si nutre di rabbia online e che oramai sta polarizzando ed estremizzando sempre più la nostra politica”. Così scrive il Times, che si riferisce alle rivelazioni di qualche giorno fa da parte dello stesso imprenditore sudafricano. Musk ha infatti pubblicato online i fondamenti dell’algoritmo di X (il defunto Twitter) e ha anche annunciato che d’ora in poi sarà "open source”, cioè modificato mediante fonti libere e accessibili da tutti nel web.
La formula alla base dell’algoritmo di Musk è semplice: "Ogni post viene valutato in base a 15 possibili reazioni: un like, una condivisione, oppure ti soffermerai su di esso (per ammirazione o per rabbia)? Il bot stima la tua reazione. Poi a ciascuna delle 15 opzioni viene attribuito un peso, perché le emozioni non sono tutte uguali”, scrive il quotidiano di Londra, “l’ultimo algoritmo di X non rende pubblici i pesi utilizzati, ma conosciamo quelli precedenti. Un “like”, per esempio, vale appena 0,5 punti. Una risposta: 13,5. Ma se la tua risposta induce l’autore a replicare? Quello è un litigio: vale 75 punti. Tutti questi valori vengono sommati per ottenere un “punteggio finale”. Fondamentalmente, questo sistema non valuta (e non può valutare) se tu consideri un post interessante, illuminante o utile; vero o falso. Può solo misurare la reazione. “Rispondere” è normalmente un segnale di disaccordo, ed è valutato come 27 volte più prezioso di un “like”. Un dibattito: 150 volte di più”.
Insomma, che siano fake news o notizie vere poco importa. L’importante è fare “engagement", intrattenere, soprattutto su linee di frattura legate a razza, religione o genere, che generano gli scontri più accesi. "Non sorprende che, in tutto il mondo, i leader dei partiti populisti abbiano molti più follower sui social rispetto ai politici tradizionali”, nota il Times, “gli algoritmi della Silicon Valley sono finiti per diventare il loro più grande spin doctor”. E pure i loro finanziatori. Non è un caso che il deputato britannico di estrema destra Rupert Lowe, uno cacciato persino da Farage per il suo radicalismo eccessivo, nell’ultimo anno ha dichiarato 45mila sterline di introiti grazie ai suoi post incendiari su X. Per non parlare del ritorno del criminale xenofobo e di estrema destra Tommy Robinson, che accumula milioni di visualizzazioni per ogni video o post sui social e dunque una marea di “royalties". Senza alcun filtro.
La cosa preoccupante è che se nei giornali o media tradizionali ci sono direttori, capiredattori e reporter che controllano la veridicità delle notizie prima di pubblicarle, su X e altri social media ciò non avviene. E questi hanno oramai un numero di lettori superiore a quelli dei quotidiani. Nel Regno Unito, in termini di audience, resta davanti solo la Bbc, ma chissà fino a quando. Tutto questo ha un peso enorme sulla società e sulla politica mondiali, basti pensare ai disordini in Inghilterra nel 2024 dopo la strage di bambine di Southport fomentati da bufale o, più indietro negli anni, alle rivolte persecuzioni anti-musulmani in Myanmar.
"Sappiamo che l’algoritmo è stupido e ha bisogno di miglioramenti massicci", ha detto Musk alla sua pubblicazione, “ma almeno potete vederci mentre cerchiamo di migliorarlo in tempo reale e con trasparenza. Nessun’altra azienda di social media fa questo”. Tuttavia, proprio in base a quell’algoritmo, X ha sempre favorito i post più incendiari per aumentare il livello di engagement, spesso rilanciati dallo stesso Musk. Il tutto in nome del populismo mondiale, che spesso si allinea alla xenofobia e altre forme di discriminazione e minacce.
Negli ultimi mesi il bot di intelligenza artificiale di X, “Grok”, è finito sotto accusa per “denudare”, su richiesta, minorenni e ragazzine. Nel luglio 2025, i procuratori di Parigi hanno avviato un’indagine su X per un presunto pregiudizio algoritmico e per l’estrazione fraudolenta di dati, un’inchiesta che Musk ha definito "un’indagine penale politicamente motivata" e che, secondo l’azienda, minaccia la libertà di espressione dei suoi utenti. Il mese scorso, l’Unione europea ha inflitto a X una multa di 120 milioni di euro per “aver violato gli obblighi di trasparenza previsti dal Digital Services Act dell’Ue". La sanzione è legata all’abbonamento a pagamento al "bollino blu" di X (che non certifica più contenuti di qualità), alla mancanza di trasparenza relativa al suo archivio pubblicitario e al mancato accesso dei ricercatori ai dati pubblici della piattaforma.