NEW YORK – In Texas, dove Donald Trump nel 2024 aveva vinto con margini impressionanti, sono arrivati due segnali forti: la gente protesta contro l’Ice e comincia a guardare ai democratici come alternativa. In una tornata di elezioni speciali per coprire seggi vacanti, uno nel Senato statale e l’altro alla Camera federale, i liberal hanno vinto. Taylor Rehmet ha battuto la repubblicana Leigh Wambsganss, appoggiata da Trump, in un distretto in cui il tycoon aveva vinto di 17 punti alle presidenziali, conquistando un seggio al Senato.
Il democratico Christian Menefee ha battuto la rivale del suo stesso partito, Amanda Edwards, prendendo il seggio alla Camera rimasto vacante da tredici mesi dopo la morte del deputato Sylvester Turner. Il distretto era democratico, ma il risultato ha ridotto la già scarna maggioranza dei conservatori, ora 218 a 214. A spingere la vittoria è stata una campagna improntata contro Ice e Border Patrol, le agenzie federali dell’immigrazione finite sotto accuse…
NEW YORK – In Texas, dove Donald Trump nel 2024 aveva vinto con margini impressionanti, sono arrivati due segnali forti: la gente protesta contro l’Ice e comincia a guardare ai democratici come alternativa. In una tornata di elezioni speciali per coprire seggi vacanti, uno nel Senato statale e l’altro alla Camera federale, i liberal hanno vinto. Taylor Rehmet ha battuto la repubblicana Leigh Wambsganss, appoggiata da Trump, in un distretto in cui il tycoon aveva vinto di 17 punti alle presidenziali, conquistando un seggio al Senato.
Il democratico Christian Menefee ha battuto la rivale del suo stesso partito, Amanda Edwards, prendendo il seggio alla Camera rimasto vacante da tredici mesi dopo la morte del deputato Sylvester Turner. Il distretto era democratico, ma il risultato ha ridotto la già scarna maggioranza dei conservatori, ora 218 a 214. A spingere la vittoria è stata una campagna improntata contro Ice e Border Patrol, le agenzie federali dell’immigrazione finite sotto accuse per gli abusi e la morte, a Minneapolis, in Minnesota, di due cittadini americani, Renee Good e Alex Pretti, uccisi a sangue freddo dagli agenti. Anche i sondaggi indicano il crollo di popolarità di Trump. Secondo Pew Research, il 61 per cento degli intervistati ha bocciato la politica del presidente.
Ma c’è un altro dato che a Trump non piacerà: Il 52 per cento pensa che non abbia più le condizioni mentali per guidare il Paese. E tra i conservatori quelli che lo ritengono in grado ancora di governare sono passati dal 75 al 66 per cento, mentre alla sua moralità crede solo il 42. Tra i dem solo il 2 per cento lo ritiene moralmente accettabile, e il 3 in buone condizioni fisiche e mentali.
Negli Stati Uniti non c’è la crescita di una semplice opposizione, ma la volontà dei cittadini di sottolineare i confini della partecipazione civica. Centinaia di migliaia di americani hanno marciato per protestare contro le violenze dell’Ice, sfidando il freddo artico. A New York faceva -10, a Minneapolis -17. Trump continua a sostenere che il Paese è con lui, la «gente ama l’Ice» e dice non essere preoccupato dai nuovi file Epstein, in cui viene accusato da testimoni di aver stuprato ragazzine di tredici anni e organizzato “aste sessuali”. «Amici importanti mi hanno detto che i file non solo mi scagionano, ma dicono l’opposto di ciò che la sinistra radicale sperava», ha dichiarato ai giornalisti.
In realtà Trump è infuriato per la fuga di notizie. I file più imbarazzanti, pubblicati venerdì, ieri erano di nuovo spariti dal sito del dipartimento di Giustizia. Il presidente ha inoltre minacciato di fare causa al giornalista Michael Wolff, accusandolo di aver complottato con Jeffrey Epstein per screditarlo, ma è difficile lo faccia perché sarebbe costretto a deporre in aula. Le minacce rientrano nella sua strategia di intimidire gli avversari.
Nonostante gli annunci di de-escalation, in realtà il governo ha dato silenziosamente agli agenti federali carta bianca per arrestare chiunque sia sospettato di essere un immigrato illegale, anche senza mandato. Basterà che il «sospettato tenti la fuga», ma non è chiaro cosa si intenda tecnicamente per “fuga”. In mancanza di immagini riprese con i cellulari, chiunque potrebbe venire arrestato in modo arbitrario. Una donna è stata fermata a Minneapolis come fosse una terrorista da tre agenti mascherati che le hanno puntato la pistola contro. La donna è stata poi rilasciata, dopo una telefonata del capo di un distretto di polizia, ma per fortuna c’erano anche le immagini.
Intanto il piccolo Liam Ramos, il bimbo di cinque anni fermato con il padre a Minneapolis, è tornato a casa dopo l’ordinanza di un giudice, che nella sua sentenza, a tratti apparsa una lezione di educazione civica, ha accusato il governo Trump di essere «ignorante riguardo a un documento storico americano chiamato Dichiarazione d’Indipendenza». Il giudice Fred Biery, nominato da Bill Clinton nel ’94, ha citato le preoccupazioni del presidente Thomas Jefferson contro un «aspirante re-autoritario», ricordando che «oggi stiamo sentendo gli echi di quella storia». Biery fa il giudice nel conservatore Texas.