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Anche la Spagna vieta i social ai minori di 16 anni. Musk: “Sánchez traditore del popolo spagnolo”

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L’annuncio del primo ministro: “Proteggiamo i giovani dal Far West digitale”. Dopo Australia e Francia si muove dunque anche Madrid
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LONDRA – Dopo l’Australia, anche la Spagna vieta l’uso dei social ai minori di 16 anni. “Dobbiamo proteggere i più giovani dal Selvaggio West digitale”, ha dichiarato il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, annunciando l’iniziativa durante il World Government Summit in corso a Dubai. Il leader socialista esorta gli altri Paesi europei a adottare misure analoghe e il fronte del no all’accesso indiscriminato degli adolescenti al web potrebbe presto crescere: anche Regno Unito, Francia e Portogallo stanno considerando una normativa simile. "Un traditore del popolo spagnolo”, ha subito commentato Elon Musk su X.

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Come funzionerà il divieto

Quella indicata da Sánchez sembra seguire gli stessi criteri della legge approvata nel novembre scorso in Australia: per accedere ai social media sarà richiesta una verifica dell’età degli utenti: le piattaforme digitali avranno la responsabilità di farla osserv…

LONDRA – Dopo l’Australia, anche la Spagna vieta l’uso dei social ai minori di 16 anni. “Dobbiamo proteggere i più giovani dal Selvaggio West digitale”, ha dichiarato il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, annunciando l’iniziativa durante il World Government Summit in corso a Dubai. Il leader socialista esorta gli altri Paesi europei a adottare misure analoghe e il fronte del no all’accesso indiscriminato degli adolescenti al web potrebbe presto crescere: anche Regno Unito, Francia e Portogallo stanno considerando una normativa simile. "Un traditore del popolo spagnolo”, ha subito commentato Elon Musk su X.

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Come funzionerà il divieto

Quella indicata da Sánchez sembra seguire gli stessi criteri della legge approvata nel novembre scorso in Australia: per accedere ai social media sarà richiesta una verifica dell’età degli utenti: le piattaforme digitali avranno la responsabilità di farla osservare; i violatori saranno puniti con pesanti multe. Una legislazione apposita, ha detto il premier spagnolo, sarà sottoposta al parlamento di Madrid nei prossimi giorni con l’intento di farla entrare in vigore entro l’estate.

Secondo quanto anticipato dalle indiscrezioni, la nuova legge riterrà responsabili i dirigenti dei social per contenuti illegali o incitanti all’odio contenuti sulle piattaforme. Saranno inoltre qualificati come reati la manipolazione degli algoritmi e l’amplificazione di contenuti illegali, verrà creato un sistema di tracciamento e quantificazione che consenta di stabilire una “traccia dell’odio e della polarizzazione”, e le procure indagheranno in modo particolare su possibili violazioni commesse da Instagram, TikTok e Grok, i social di proprietà di Elon Musk. L’obiettivo, afferma Sánchez, è “affrontare gli abusi delle grandi piattaforme digitali e garantire un contesto digitale sicuro, democratico e rispettoso dei diritti fondamentali”.

Spagna, stop social agli under 16. Il premier Sánchez: "Proteggiamo i giovani dal Far West digitale"

La coalizione di governo di centrosinistra spagnola si è ripetutamente lamentata della proliferazione dell’odio, della pornografia e della disinformazione sui social, sostenendo che il fenomeno ha un impatto negativo sulla società e soprattutto sui più giovani. “I nostri bambini e ragazzi sono esposti a una spazio che non dovevano navigare da soli”, ha detto Sánchez al vertice nel Dubai. “In Spagna non lo permetteremo più e suggeriamo agli altri Paesi europei di fare altrettanto. Gli adolescenti vanno protetti dal Selvaggio West che prospera sul digitale. I social media sono diventati uno Stato fallito, dove si ignorano le leggi e si tollerano i reati”.

Gli altri Paesi

A fine novembre l’Australia è diventata il primo Paese al mondo a mettere al bando i social media per i minori di 16 anni, una mossa studiata con attenzione da altri Stati che considerano leggi dello stesso tipo. Il parlamento britannico ha cominciato a discutere una risoluzione del genere e pure in Francia e Portogallo è in corso un dibattito sul tema: a Parigi l’Assemblea nazionale ha dato il proprio via libera a un disegno di legge che vieta l'accesso ai social network ai minori di 15 anni e il capo dell’Eliseo Emmanuel Macron ha commentato così: “Il cervello dei nostri bambini non è in vendita”. I problemi citati dai critici dell’iniziativa riguardano la difficoltà di verifica dell’età, il rischio di falsificazioni e il pericolo che i giovanissimi, non potendo più accedere ai social legali, si dirottino sul “dark web”, dove non esistono limiti o controlli. Il mese scorso il governo australiano ha reso noto che quasi 5 milioni di profili sono stati chiusi sui social perché appartenenti a minori di 16 anni: “La dimostrazione”, commenta il primo ministro Anthony Albanese, “che l’iniziativa era necessaria e sta avendo successo”.

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