Media: “Arrestato in Venezuela Alex Saab, mediatore del caso Trentini”. Poi la smentita dell’avvocato
di Giuliano FoschiniAlex Saab, il mediatore dell’affare Trentini, non è stato arrestato e si trova regolarmente nella propria abitazione a Caracas. A smentire le notizie circolate nelle ultime ore sull’imprenditore colombo-venezuelano, ex ministro del governo Maduro, è stato il suo avvocato Luigi Giuliano, che in dichiarazioni al sito venezuelano TalCual ha definito “false” e “inventate” le informazioni diffuse da alcuni media internazionali sulla presunta detenzione.
Secondo quanto riferito dal legale, non esiste alcun ordine di cattura né alcuna comunicazione giudiziaria a carico di Saab. “È a casa sua, sta bene”, ha affermato Giuliano, precisando di essere stato in contatto diretto con il proprio assistito nel corso della giornata.
Il quotidiano colombiano Caracol Radio aveva diffuso la notizia dell’arresto dell’imprenditore colombo-venezuelano, ex ministro del governo Maduro, scrivendo che sarebbe stato catturato nella mattina del 4 febbraio nel corso di un’operazione congiunta tra le forze di sicur…
Alex Saab, il mediatore dell’affare Trentini, non è stato arrestato e si trova regolarmente nella propria abitazione a Caracas. A smentire le notizie circolate nelle ultime ore sull’imprenditore colombo-venezuelano, ex ministro del governo Maduro, è stato il suo avvocato Luigi Giuliano, che in dichiarazioni al sito venezuelano TalCual ha definito “false” e “inventate” le informazioni diffuse da alcuni media internazionali sulla presunta detenzione.
Secondo quanto riferito dal legale, non esiste alcun ordine di cattura né alcuna comunicazione giudiziaria a carico di Saab. “È a casa sua, sta bene”, ha affermato Giuliano, precisando di essere stato in contatto diretto con il proprio assistito nel corso della giornata.
Il quotidiano colombiano Caracol Radio aveva diffuso la notizia dell’arresto dell’imprenditore colombo-venezuelano, ex ministro del governo Maduro, scrivendo che sarebbe stato catturato nella mattina del 4 febbraio nel corso di un’operazione congiunta tra le forze di sicurezza locali e agenti dell’Fbi, con l’obiettivo di una nuova estradizione negli Stati Uniti.
Dall’arresto lo aveva salvato nei mesi scorsi l’Italia, con un patteggiamento per riciclaggio, che di fatto gli aveva restituito una “verginità” internazionale che la caduta di Maduro gli ha però rovinato. Saab non è solo un uomo d’affari, ma per anni è stato uno snodo informale e centrale del potere chavista, l’uomo delle missioni riservate, delle triangolazioni finanziarie e dei canali esteri più delicati del regime di Nicolás Maduro. A gennaio Saab è stato rimosso dall’incarico dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez, figura chiave del nuovo assetto di potere a Caracas. Da quel momento il suo nome è progressivamente scomparso dalla scena ufficiale.
Dietro l’estromissione, poi smentita, secondo più fonti, ci sarebbe stato anche il modo in cui Saab avrebbe gestito uno dei dossier più sensibili per il Venezuela: la detenzione del cooperante italiano Alberto Trentini. Una vicenda che Saab avrebbe provato a trasformare in una leva personale, promettendo soluzioni che non era in grado di garantire e intrecciando una questione di Stato con i propri interessi giudiziari.
All’epoca Saab aveva ancora aperti procedimenti in Italia, nati da accuse statunitensi poi cadute in seguito a una grazia, ma rimasti in piedi sul fronte italiano per riciclaggio, in un’inchiesta che coinvolgeva anche la moglie Camilla Fabri e l’acquisto di un appartamento in via Condotti. È in quel contesto che l’imprenditore si propone come mediatore offrendo canali e contatti per arrivare alla liberazione di Trentini. Che – nonostante sia stato poi definito il patteggiamento per lui e la moglie – si rivelano inefficaci. Nell’autunno Saab lascia filtrare che la liberazione del cooperante italiano sarebbe imminente. I servizi italiani arrivano a organizzare un volo per riportarlo a casa.
Ma nulla accade. Anzi, da Caracas arrivano nuove richieste politiche, fino a una bozza di comunicato contro gli Stati Uniti giudicata irricevibile dal governo italiano. Nelle stesse ore Saab pubblica sui social una versione dei fatti che non trova riscontro negli atti, sostenendo di essere stato dichiarato innocente dalla giustizia italiana. In realtà il procedimento si è chiuso con un patteggiamento che è piuttosto una condanna concordata, non certo un’assoluzione.
Da facilitatore, Saab diventa un problema. Il suo ruolo viene svuotato, le coperture politiche evaporano, e il dossier Trentini viene sottratto alla sua influenza. A sbloccare la situazione sarà infine l’intervento statunitense, con l’inserimento del nome del cooperante italiano nella lista dei prigionieri politici da rilasciare. Intanto, secondo quanto riferito dal legale Giuliano, Saab potrebbe smentire personalmente le notizie sul presunto arresto con un’apparizione pubblica prevista per oggi, giovedì 5 febbraio, dopo consultazioni con le autorità e “per rispetto delle istituzioni”. A sostegno della versione difensiva, l’avvocato ha citato anche la presenza pubblica della moglie a un evento ufficiale all’aeroporto internazionale di Maiquetía.