NEW YORK – C’è qualcosa di profondamente americano nella scena che Washington si prepara a vivere: due personaggi che per più di trent’anni hanno abitato i palazzi del potere globale — un ex presidente e una ex segretario di Stato — siederanno davanti a una commissione del Congresso per rispondere a domande su un finanziere pedofilo morto in carcere, accusato di aver messo in piedi un harem per soddisfare i piaceri sessuali suoi e di amici eccellenti: Jeffrey Epstein. Bill e Hillary Clinton hanno accettato di testimoniare a porte chiuse, dopo essersi rifiutati di farlo a metà gennaio. La Camera, guidata dai repubblicani, aveva deciso di mettere ai voti l’accusa di oltraggio al Congresso, provvedimento che avrebbe potuto portarli in carcere. Le votazioni sono state sospese.
L’ex first lady e segretario di stato Hillary Clinton deporrà il 26 febbraio. L’ex presidente democratico Bill Clinton lo farà il giorno dopo. Rispetto alle convocazioni di gennaio, l’ordine è cambiato dopo una ser…
NEW YORK – C’è qualcosa di profondamente americano nella scena che Washington si prepara a vivere: due personaggi che per più di trent’anni hanno abitato i palazzi del potere globale — un ex presidente e una ex segretario di Stato — siederanno davanti a una commissione del Congresso per rispondere a domande su un finanziere pedofilo morto in carcere, accusato di aver messo in piedi un harem per soddisfare i piaceri sessuali suoi e di amici eccellenti: Jeffrey Epstein. Bill e Hillary Clinton hanno accettato di testimoniare a porte chiuse, dopo essersi rifiutati di farlo a metà gennaio. La Camera, guidata dai repubblicani, aveva deciso di mettere ai voti l’accusa di oltraggio al Congresso, provvedimento che avrebbe potuto portarli in carcere. Le votazioni sono state sospese.
L’ex first lady e segretario di stato Hillary Clinton deporrà il 26 febbraio. L’ex presidente democratico Bill Clinton lo farà il giorno dopo. Rispetto alle convocazioni di gennaio, l’ordine è cambiato dopo una serie di negoziati e darà un piccolo vantaggio a Clinton, che potrà conoscere i documenti mostrati alla moglie il giorno prima. Il presidente del comitato James Comer, repubblicano del Kentucky, ha commentato la resa usando toni sprezzanti. «Quando è diventato chiaro che la Camera li avrebbe dichiarati in oltraggio, i Clinton hanno completamente ceduto e compariranno questo mese per deposizioni verbalizzate e filmate». «Non vediamo l’ora di di interrogarli per garantire trasparenza verso il popolo americano e le vittime».
I Clinton sono tra le dieci persone citate dalla commissione di Vigilanza per testimoniare sul più grave scandalo sessuale della storia recente americana. Epstein è morto nell’agosto 2019, mentre la complice, Ghislaine Maxwell, condannata nel 2021 a vent’anni di prigione, verrà ascoltata dalla commissione il 9 febbraio. Tra i tre milioni di file pubblicati a fine gennaio, Bill Clinton viene citato 1.245 volte. In una email inviata a un indirizzo associato all’ex presidente, Maxwell si complimentava dicendo «sei un vero stallone» e «sei molto dotato». Il democratico compare in fotografie insieme ad alcune ragazze. Un suo portavoce ha dichiarato che l’ex presidente aveva incontrato il finanziere diverse volte e fatto quattro viaggi sul suo jet privato, il Lolita Express, ma prima che Epstein venisse arrestato e condannato nel 2008 per reati sessuali.
I Clinton non sono stati accusati di illeciti ed entrambi hanno dichiarato di non aver informazioni utili all’indagine. «La vostra è solo un’iniziativa politica di parte», avevano detto a gennaio. Due ex ministri della Giustizia come Jeff Sessions e Alberto Gonzales hanno presentato dichiarazioni giurate al posto delle deposizioni. I repubblicani, però, puntavano a dare in pasto al pubblico i due big democratici, presentandoli come volto dello scandalo, anche per sviare l’attenzione dalle ombre che riguardano Donald Trump. Il tycoon è stato accusato da alcune vittime di aver organizzato “aste sessuali” di tredicenni e stuprato una minorenne. Lui ha negato di essere stato amico del finanziere ma in uno scambio di messaggi telefonici del dicembre 2018 con lo stratega trumpiano Steve Bannon, Epstein scriveva: «È molto più calmo, ma vederlo nella residenza in mutande è difficile da concepire».
Nel frattempo il dipartimento di Giustizia continua a fare muro sui file. Più di due milioni di documenti restano secretati. Tolti i Clinton, nessuno dei personaggi citati nelle indagini — da Elon Musk al segretario al Commercio Howard Lutnick, da Bill Gates al co-fondatore di Google Sergey Brin e il regista del documentario su Melania Trump, Brett Ratner — è stato finora convocato dalla commissione d’inchiesta. «I Clinton — ha scritto su X il vicecapo dello staff dell’ex presidente, Angel Ureña — non vedono l’ora di stabilire un precedente che valga per tutti».