NEW YORK – Le immagini mostrano il corpo di Jeffrey Epstein intubato, senza maglietta, con indosso i pantaloni arancioni da carcerato, mentre qualcuno, con guanti da infermiere, cerca di rianimarlo. Pubblicate dal sito Tmz, segnano l’ultima discesa all’inferno di uno scandalo sessuale che si allarga, supera i confini americani per poi tornare al punto di partenza, a quel 10 agosto 2019 quando il finanziere pedofilo venne trovato in condizioni disperate nella sua cella al Metropolitan Correctional Center di Manhattan. La morte venne archiviata come suicidio.
Tre settimane prima i suoi legali avevano detto all’Fbi che Epstein era disposto a collaborare. Scomparso lui, qualcuno pensava che la storia sarebbe finita nell’oblio, invece è cominciato il conto alla rovescia che ha portato a milioni di file, pubblicati la scorsa settimana dal dipartimento di Giustizia, che raccontano di una vasta rete di pedofili, non la ristrett…
NEW YORK – Le immagini mostrano il corpo di Jeffrey Epstein intubato, senza maglietta, con indosso i pantaloni arancioni da carcerato, mentre qualcuno, con guanti da infermiere, cerca di rianimarlo. Pubblicate dal sito Tmz, segnano l’ultima discesa all’inferno di uno scandalo sessuale che si allarga, supera i confini americani per poi tornare al punto di partenza, a quel 10 agosto 2019 quando il finanziere pedofilo venne trovato in condizioni disperate nella sua cella al Metropolitan Correctional Center di Manhattan. La morte venne archiviata come suicidio.
Tre settimane prima i suoi legali avevano detto all’Fbi che Epstein era disposto a collaborare. Scomparso lui, qualcuno pensava che la storia sarebbe finita nell’oblio, invece è cominciato il conto alla rovescia che ha portato a milioni di file, pubblicati la scorsa settimana dal dipartimento di Giustizia, che raccontano di una vasta rete di pedofili, non la ristretta cerchia di amici di cui abbiamo parlato per anni. Erano decine, forse un centinaio i personaggi eccellenti legati a Epstein, che in oltre vent’anni aveva creato un harem di donne giovani, adolescenti e bambine, fatto di abusi, torture psicologiche e minacce.
Nelle foto del corpo di Epstein si vede la cella con i due letti a castello e una striscia di stoffa arancione, probabilmente ricavata dalle lenzuola e usata dal finanziere per impiccarsi alla barra del letto. Sulla spalla e il braccio sinistro appaiono ampie abrasioni. Due giorni prima, Epstein aveva firmato un documento in cui lasciava la maggior parte delle sue ricchezze, cento milioni di dollari, alla sua fidanzata, Karyna Shuliak.
Secondo il New York Times, il finanziere voleva sposarla e regalarle un diamante da 33 carati. Ma l’attenzione dei media è concentrata su altri tipi di “beneficiari”: quelli che facevano parte della rete di pedofili o avevano avuto legami con Epstein. Uno di questi è l’ex premier norvegese Thorbjørn Jagland, presidente del comitato Nobel per la pace tra il 2009 e il 2015: dovrà chiarire al comitato di Oslo il suo rapporto con il finanziere, al quale aveva chiesto un aiuto finanziario per l’acquisto di una casa.
La moglie di Woody Allen e figlia adottiva di Mia Farrow, Soon Yi Previn, invece aveva scritto a Epstein per attaccare il movimento #MeToo, nato per denunciare gli abusi, dicendo che era “andata troppo oltre”. “Odio le donne che si approfittano degli uomini”, aveva aggiunto. Gli abusi sessuali non erano tutto per Epstein: ambiva anche a diventare uno 007. Ma aveva un limite: parlava troppo. Mosca, citata più di novemila volte nei file, ha negato contatti con il finanziere. L’ex direttore della Cia William Burns, anche lui comparso nei documenti, ha respinto le accuse. L’ex ambasciatore britannico in Usa Peter Mandelson, invece, non ha negato l'amicizia con Epstein. In una email del 2009, gli chiese come intendesse “festeggiare” il suo rilascio dal carcere. Il finanziere gli aveva risposto: con due spogliarelliste.