✕

Francia, l’accusa non fa sconti: “Le Pen interdetta per 5 anni”

(reuters)

Ascolta l'audio

Le richieste al processo d’appello contro la leader dell’estrema destra, che si gioca le ultime chance di correre alle presidenziali
2 minuti di lettura

PARIGI – È il processo che può ridisegnare la corsa all’Eliseo, quello in appello sugli assistenti parlamentari europei del Front national. Il verdetto di primo grado, pronunciato quasi un anno fa, era stato un colpo pesante per Marine Le Pen: i giudici le avevano imposto un’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni con effetto immediato. Ieri sono arrivate le requisitorie dell’accusa per lei e gli altri dieci imputati del partito. E se il pubblico ministero non ha ribadito la richiesta dell’applicazione immediata dell’ineleggibilità, ha confermato la domanda di interdizione di cinque anni dai pubblici uffici, 100 mila euro di multa e una pena detentiva di quattro anni, tre dei quali con sospensione condizionale e la possibilità di scontare la parte non sospesa ai domiciliari con il braccialetto elettronico.

La sentenza della Corte d’appello è prevista entro l’estate, con tempi accelerati rispetto alle normali scadenze giudiziarie. Se i giudici seguiranno le raccomandazioni de…

PARIGI – È il processo che può ridisegnare la corsa all’Eliseo, quello in appello sugli assistenti parlamentari europei del Front national. Il verdetto di primo grado, pronunciato quasi un anno fa, era stato un colpo pesante per Marine Le Pen: i giudici le avevano imposto un’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni con effetto immediato. Ieri sono arrivate le requisitorie dell’accusa per lei e gli altri dieci imputati del partito. E se il pubblico ministero non ha ribadito la richiesta dell’applicazione immediata dell’ineleggibilità, ha confermato la domanda di interdizione di cinque anni dai pubblici uffici, 100 mila euro di multa e una pena detentiva di quattro anni, tre dei quali con sospensione condizionale e la possibilità di scontare la parte non sospesa ai domiciliari con il braccialetto elettronico.

La sentenza della Corte d’appello è prevista entro l’estate, con tempi accelerati rispetto alle normali scadenze giudiziarie. Se i giudici seguiranno le raccomandazioni dell’accusa, Le Pen dovrebbe scegliere tra rinunciare alla candidatura all’Eliseo oppure fare ricorso in Cassazione, sperando in un’ultima svolta giudiziaria in suo favore, anche se a ridosso delle presidenziali previste nell’aprile 2027. Durante il processo d’appello, i pm hanno insistito sul fatto che la leader sarebbe stata “al cuore” di un sistema che avrebbe dirottato oltre 4 milioni di euro di fondi del parlamento europeo. Secondo l’accusa, le somme destinate agli assistenti parlamentari a Bruxelles e Strasburgo sarebbero state utilizzate per pagare personale e attività del partito in Francia.

Sul processo si è innestata anche la polemica su presunte ingerenze americane denunciate dalla magistrata Magali Lafourcade, avvicinata nel maggio scorso da due consiglieri del Dipartimento di Stato americano alla ricerca di elementi per sostenere la tesi di un processo politico contro Le Pen. Donald Trump aveva criticato pubblicamente la condanna di primo grado, parlando di «caccia alle streghe» e invocando la «liberazione» della leader dell’estrema destra. Il suo ex consigliere Steve Bannon ha auspicato una vittoria di Le Pen nel 2027, arrivando a evocare misure punitive contro i giudici francesi che l’hanno condannata in primo grado.

La posta in gioco resta quindi politica, prima ancora che giudiziaria. Le Pen, tre volte candidata all’Eliseo e tuttora molto alta nei sondaggi, rischia però di trovarsi prigioniera del calendario. «Molti francesi non capirebbero la sua esclusione dalle presidenziali», ha commentato Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National. Ma l’incognita giudiziaria comincia a pesare anche sugli equilibri interni, con Bardella che ormai nei sondaggi ha raggiunto la leader.

Le Pen ieri sera è uscita dal tribunale senza fare commenti, salvo poi rilasciare una dichiarazione polemica sulla procura generale della Corte d’appello che è «in linea con il primo grado». E dal suo punto di vista è un segnale negativo. Nei prossimi giorni parleranno i suoi avvocati.

Leggi i commenti