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Caccia all’Ottobre Rosso davanti alla Sardegna: fregate e aerei radar pedinano le navi russe

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Mobilitazione per controllare il caccia “Severomosk” e il corriere degli armamenti “Sparta IV” che da oltre 36 ore si muovono davanti alle coste dell’isola. Il Pd chiede spiegazioni al governo
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La flottiglia militare russa prosegue il suo misterioso pattugliamento a largo della Sardegna orientale. La fregata italiana “Schergat” si è messa sulla scia del grande caccia d’epoca sovietica “Severomorsk” e l’esame dei movimenti nei cieli sembra presentare una scena da “Caccia all’Ottobre Rosso”. Oltre al sorvolo di un ricognitore ATR72 delle Fiamme Gialle, l’Aeronautica questa mattina ha mandato in zona il più potente strumento di sorveglianza elettronica esistente in Europa, il Gulfstream CAEW decollato dall’aeroporto di Pratica di Mare e spesso impegnato nel controllo delle frontiere orientali. Poco dopo pure una cisterna volante Boeing KC767 è giunta sulla zona.

In realtà, l’arrivo delle navi di Mosca si è intrecciato con una serie di esercitazioni internazionali già previste nel Mediterraneo occidentale: due giorni fa ci sono state azioni congiunte di jet Rafale della portaerei De Gaulle e di F35 della Cavour. Il “Severomorsk” vuole tenere sotto controllo queste manovre?

Anc…

La flottiglia militare russa prosegue il suo misterioso pattugliamento a largo della Sardegna orientale. La fregata italiana “Schergat” si è messa sulla scia del grande caccia d’epoca sovietica “Severomorsk” e l’esame dei movimenti nei cieli sembra presentare una scena da “Caccia all’Ottobre Rosso”. Oltre al sorvolo di un ricognitore ATR72 delle Fiamme Gialle, l’Aeronautica questa mattina ha mandato in zona il più potente strumento di sorveglianza elettronica esistente in Europa, il Gulfstream CAEW decollato dall’aeroporto di Pratica di Mare e spesso impegnato nel controllo delle frontiere orientali. Poco dopo pure una cisterna volante Boeing KC767 è giunta sulla zona.

In realtà, l’arrivo delle navi di Mosca si è intrecciato con una serie di esercitazioni internazionali già previste nel Mediterraneo occidentale: due giorni fa ci sono state azioni congiunte di jet Rafale della portaerei De Gaulle e di F35 della Cavour. Il “Severomorsk” vuole tenere sotto controllo queste manovre?

Ancora non c’è una spiegazione per il cambiamento di rotta della formazione navale composta dal caccia, dal rifornitore “Kama” e soprattutto dal cargo “Sparta IV” spesso chiamato “il corriere della morte” perché trasferisce armamenti agli alleati del Cremlino o alle spedizioni russe in terra d’Africa. Inizialmente la squadra era diretta verso Gibilterra, ma già nello Ionio ha cominciato a modificare il percorso e poi martedì sera dopo avere superato la Sicilia ha fatto rotta verso Nord. Da 36 ore continua a fare su e giù lungo le coste sarde e anche lo “Sparta IV” ha spento i segnalatori radio.

Non è chiaro che fine abbia fatto il sottomarino che la scorsa settimana ha seguito in emersione il “Kama” e il “Severomorsk”, pedinati dalla fremm italiana “Fasan”. Si tratta di un battello classe Kilo estremamente silenzioso e armato con missili a lungo raggio Kalibr, identici a quelli usati da Mosca per bombardare le città ucraine. Le immagini scattate dai sensori radar del satellite europeo Sentinel 1 – diffuse dalla strutture Ue Copernicus – permettono di individuare le tre navi ma non l’eventuale sommergibile.

E’ stato ipotizzato che il gruppo voglia evitare il fronte di maltempo previsto domani tra Sardegna e Algeria, con onde di cinque metri: una valutazione non molto convincente, visto che si tratta di navi abituate a sfidare le tempeste dell'Atlantico. Un’altra possibile spiegazione è che il “Severomorsk”, unica unità da guerra presente nel Mediterraneo, stia aspettando l’arrivo di altri mercantili o petroliere da scortare. Il timore che possano essere sequestrate dalle flotte della Nato o colpite dai servizi segreti ucraini è sempre più forte. Proprio Kiev ha segnalato ieri la presenza di due petroliere della flotta ombra poco lontano da Cipro. E dal porto libico di Tobruk sarebbe appena salpato il cargo “Mys Zhelaniya” mentre tra Libia e Sicilia si troverebbe la M/V Messina, che scaricato materiali bellici imbarcati a San Pietroburgo.

Ma le preoccupazioni principali di Mosca riguardano proprio la Sparta IV, inclusa nella lista nera americana delle sanzioni e gemella della “Ursa Major” colata a picco da sabotatori mai identificati a largo della Spagna. Due settimane fa i francesi hanno abbordato una petroliera della “flotta ombra” non lontano dal litorale algerino. E anche la Marina italiana spiega che “L’Operazione Mediterraneo Sicuro prosegue senza soluzione di continuità con attività di controllo ravvicinato delle navi militari della Federazione Russa e delle unità mercantili della cosiddetta “flotta ombra” presenti nel Mediterraneo”.

Stefano Graziano, capogruppo pd in Commissione Difesa, ha chiesto all’esecutivo di dare spiegazioni: “Alla luce delle notizie sulla presenza prolungata di unità navali russe nel Tirreno centrale chiediamo al governo e al ministero della Difesa chiarimenti puntuali. Pur trattandosi, da quanto si apprende, di acque internazionali, desta preoccupazione la navigazione di navi militari con sistemi di tracciamento spenti in un’area strategica così vicina al territorio nazionale. In un contesto geopolitico delicato, non sono ammissibili sottovalutazioni. Serve massima trasparenza sulle valutazioni di sicurezza in corso e sulle misure adottate per la tutela del Paese”.

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