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Gaza, strage infinita: 24 palestinesi uccisi nei raid israeliani

(reuters)

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Ingressi e uscite a rilento dal valico di Rafah. Denunciate procedure umilianti su chi torna
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E la chiamano tregua. Ieri i carri armati e i droni di Israele hanno bombardato diverse aree della Striscia di Gaza uccidendo almeno 24 palestinesi, tra cui 8 bambini. E portando così a 560, secondo il conteggio delle autorità sanitarie locali, il numero delle vittime registrate da quando, il 10 ottobre scorso, è cominciato il cessate il fuoco.

Le forze armate dicono che i raid di ieri sono la risposta al ferimento nella notte di un soldato israeliano per mano di un miliziano che gli ha sparato contro nei pressi della Linea gialla che separa la zona sotto il controllo dell’Idf dal resto della Striscia. «Abbiamo ucciso membri di alto livello di Hamas e della Jihad Islamica, come Muhammad Essam Hassan Habil, capo di una cellula terroristica e responsabile dell’assassinio della soldatessa Noa Marciano (rapita dall’avamposto di Nahal Oz il 7 Ottobre, ndr) mentre era tenuta in ostaggio nell’ospedale Shifa».

Il portavoce dell’Idf aggiunge che a Gaza è stato preso di mira anche Bilal Abu A…

E la chiamano tregua. Ieri i carri armati e i droni di Israele hanno bombardato diverse aree della Striscia di Gaza uccidendo almeno 24 palestinesi, tra cui 8 bambini. E portando così a 560, secondo il conteggio delle autorità sanitarie locali, il numero delle vittime registrate da quando, il 10 ottobre scorso, è cominciato il cessate il fuoco.

Le forze armate dicono che i raid di ieri sono la risposta al ferimento nella notte di un soldato israeliano per mano di un miliziano che gli ha sparato contro nei pressi della Linea gialla che separa la zona sotto il controllo dell’Idf dal resto della Striscia. «Abbiamo ucciso membri di alto livello di Hamas e della Jihad Islamica, come Muhammad Essam Hassan Habil, capo di una cellula terroristica e responsabile dell’assassinio della soldatessa Noa Marciano (rapita dall’avamposto di Nahal Oz il 7 Ottobre, ndr) mentre era tenuta in ostaggio nell’ospedale Shifa».

Il portavoce dell’Idf aggiunge che a Gaza è stato preso di mira anche Bilal Abu Assi: oltre ad aver guidato l’assalto ai kibbutz, avrebbe conservato i corpi di diversi ostaggi. A Deir al-Balah, invece, è stato ucciso Ali al-Rizaina, comandante di una brigata della Jihad islamica. Le altre 21 vittime, si desume, sono civili.

A Gaza City, due adolescenti di 12 e 16 anni nel quartiere Tuffah, e un bambino di 5 mesi a Zeitoun, sono morti. «Mentre dormivamo in casa, il carro armato ci ha colpiti e i proiettili hanno investito la nostra abitazione, i nostri figli sono diventati martiri, il figlio e la figlia di mio fratello sono diventati martiri… Non abbiamo nulla a che fare con nulla, siamo gente pacifica», si dispera Abu Mohamed Habouch, parlando al funerale della sua famiglia a Khan Younis. Ha perso la vita anche un soccorritore della Mezzaluna rossa palestinese, Hussein Al-Samiri, arrivato sul luogo di un raid e poi ucciso da un secondo attacco.

Le nuove operazioni mirate dell’Idf arrivano tre giorni dopo la riapertura del valico di Rafah, previsto dall’accordo di tregua firmato quattro mesi fa e sostenuto dagli Stati Uniti. L’ingresso e l’uscita, però, procede col contagocce: i palestinesi che rientrano nella Striscia di Gaza denunciano procedure umilianti, perquisizioni e interrogatori. Ci sono problemi anche per i malati e feriti che sono nelle liste di uscita: un portavoce della Mezzaluna Rossa palestinese ha dichiarato che ieri 46 persone avrebbero dovuto attraversare verso l’Egitto, ma solo 20 sono state fatte passare. Le altre 26 sono state riportate a Gaza.

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