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Guterres: “Onu a rischio collasso. Impunità e disuguaglianza uccidono il multilateralismo”

(reuters)

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Intervista al segretario generale delle Nazioni Unite, in Italia per l’apertura delle Olimpiadi: “Sui migranti Roma non sostenga risposte unilaterali”
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Quando la legge del potere sostituisce il potere della legge, le conseguenze sono profondamente destabilizzanti». Va al cuore della minaccia che scuote il mondo, il monito che il segretario generale dell’Onu António Guterres lancia in questa intervista esclusiva a Repubblica, in occasione della sua visita in Italia per l’apertura delle Olimpiadi.

I Giochi sono un’opportunità di pace, ma nel suo discorso all’Assemblea generale sulle priorità del 2026 lei ha detto: “Viviamo in un mondo pieno di conflitti, impunità, disuguaglianze e imprevedibilità”. Quali sono le cause e le soluzioni?

«Le Olimpiadi sono un momento eccellente per simboleggiare pace e rispetto del diritto e della cooperazione internazionale. Voglio esprimere la mia profonda gratitudine all’Italia per la sua leadership nel rivitalizzare l’antica tregua olimpica. Un promemoria che, anche in tempi di divisione, l’umanità può unirsi attorno a valori condivisi. Le sfide che ho evidenziato sono profondamente radicate in moltepl…

Quando la legge del potere sostituisce il potere della legge, le conseguenze sono profondamente destabilizzanti». Va al cuore della minaccia che scuote il mondo, il monito che il segretario generale dell’Onu António Guterres lancia in questa intervista esclusiva a Repubblica, in occasione della sua visita in Italia per l’apertura delle Olimpiadi.

I Giochi sono un’opportunità di pace, ma nel suo discorso all’Assemblea generale sulle priorità del 2026 lei ha detto: “Viviamo in un mondo pieno di conflitti, impunità, disuguaglianze e imprevedibilità”. Quali sono le cause e le soluzioni?

«Le Olimpiadi sono un momento eccellente per simboleggiare pace e rispetto del diritto e della cooperazione internazionale. Voglio esprimere la mia profonda gratitudine all’Italia per la sua leadership nel rivitalizzare l’antica tregua olimpica. Un promemoria che, anche in tempi di divisione, l’umanità può unirsi attorno a valori condivisi. Le sfide che ho evidenziato sono profondamente radicate in molteplici fattori interconnessi. Nella geopolitica odierna azioni sconsiderate provocano reazioni pericolose. L’impunità alimenta l’escalation, le disuguaglianze scuotono le società e il cambiamento climatico scatena tempeste, incendi, livelli crescenti dei mari. La tecnologia senza guardrail moltiplica l’instabilità. Violazioni sfacciate del diritto e delle norme internazionali indeboliscono la credibilità delle istituzioni globali, inviando un segnale pericoloso che attori potenti possono agire senza conseguenze. La riduzione degli investimenti in sviluppo e aiuti umanitari aggrava queste crisi, lasciando le popolazioni esposte a fame, sfollamento e conflitti. L’effetto cumulativo è un indebolimento del multilateralismo proprio nel momento in cui la cooperazione globale è più necessaria. Le Olimpiadi offrono una piattaforma unica anche per sensibilizzare sulla crisi climatica. Il cambiamento del clima minaccia il futuro degli sport invernali: senza un’azione urgente, le località in grado di ospitarli potrebbero scendere da oltre 90 oggi ad appena 30 negli anni ‘80. Salvaguardare il futuro dello sport – e del nostro pianeta – richiede un’azione decisa e collettiva da parte di tutti i governi per limitare il riscaldamento, in linea con l’Accordo di Parigi, l’Agenda 2030 e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile».

L’Italia a dicembre ha celebrato il 70º anniversario dell’adesione all’Onu e il presidente Mattarella ha ribadito l’impegno. Dalle migrazioni alla pace, cosa potrebbe fare per aiutare la soluzione dei problemi?

«Sono lieto di essere tornato in Italia e celebrare i 70 anni di appartenenza all’Onu, è un pilastro del multilateralismo e partner fedele. L’Italia ha costantemente sostenuto la riforma delle Nazioni Unite, promosso maggiore inclusività e trasparenza, diplomazia e de-escalation in tempi di incertezza globale. La sua generosità nell’ospitare istituzioni Onu, in particolare le agenzie alimentari a Roma, rafforza i nostri sforzi per combattere la fame. Svolge un ruolo chiave nella protezione e l’accesso all’asilo, lavorando con l’Unhcr per promuovere percorsi sicuri e ordinati per i rifugiati. I contributi al mantenimento della pace dell’Onu sono esemplari. Con quasi 950 persone in uniforme schierate in quattro missioni, incluso un ruolo di leadership in Unifil, l’Italia è tra i principali Paesi che contribuiscono con truppe e polizia. Guardando al futuro, può continuare a far parte della soluzione sostenendo risposte multilaterali alle sfide migratorie, promuovendo peacekeeping inclusivo ed efficace, promuovendo la partecipazione delle donne alle missioni e investendo in formazione, tecnologia e protezione ambientale».

Lei ha detto di recente: “Quando si osserva la politica attuale degli Stati Uniti, c’è una chiara convinzione che le soluzioni multilaterali non siano rilevanti e ciò che conta è l’esercizio del potere e dell’influenza degli Usa”. Quali sono conseguenze e pericoli di questo comportamento?

«Se vogliamo un mondo stabile – uno in cui la pace possa essere preservata, lo sviluppo condiviso e i nostri valori comuni possano prevalere – dobbiamo sostenere la multipolarità radicata nella cooperazione, non nello scontro. Quando la legge del potere sostituisce il potere della legge, le conseguenze sono profondamente destabilizzanti. L’impunità alimenta conflitti, l’escalation, e amplia la sfiducia, permettendo agli spoiler di sfruttare le tensioni e agire senza responsabilità. Quando gli Stati potenti danno priorità all’influenza rispetto all’adesione al diritto internazionale si mina la credibilità del sistema basato sulle regole, inviando un messaggio pericoloso che regole e norme possono essere ignorate e scartate. Questo erode la fiducia tra i Paesi, incoraggia azioni unilaterali e aumenta il rischio di scontro, instabilità e sofferenza umana. Pace e stabilità globali non possono essere raggiunte senza rispetto del diritto internazionale, comportamenti prevedibili e cooperazione collettiva. Istituzioni multilaterali forti, inclusive, fondate su responsabilità e valori condivisi sono essenziali per gestire i conflitti, risolvere le disuguaglianze, rispondere alle crisi umanitarie, affrontare il cambiamento climatico e sostenere i principi della Carta dell’Onu».

Il presidente Trump ha detto che il Board of peace di Gaza potrebbe sostituire l’Onu. Vede questo rischio?

«Il Consiglio di sicurezza ha adottato la risoluzione 2803 su Gaza. Definisce una serie di ruoli e responsabilità, inclusi quelli del Board of Peace, ed è essenziale che venga pienamente attuata. Incoraggio tutte le parti a rispettarla. Abbiamo bisogno che il cessate il fuoco a Gaza regga e che si muova decisamente verso la Fase Due. Ciò significa un completo ritiro delle forze israeliane, lo smantellamento dei gruppi armati e la creazione delle condizioni per un orizzonte politico credibile, inclusa una soluzione a due Stati. È importante essere chiari riguardo ai mandati. La responsabilità per la pace e la sicurezza internazionale ricade sull’Onu e, al suo interno, sul Consiglio di sicurezza. Solo il Consiglio ha l’autorità mandata dalla Carta per agire per conto di tutti gli Stati membri, adottare decisioni vincolanti e autorizzare l’uso della forza ai sensi del diritto internazionale. Nessun altro organismo o iniziativa può sostituirlo. Proprio per questo rafforzare e riformare il Consiglio di sicurezza resta così importante».

Lei ha inviato una lettera agli ambasciatori avvertendoli che l’Onu corre il pericolo di un “imminente collasso finanziario”. Il Palazzo di Vetro rischia la bancarotta?

«Ho sottolineato che questa non è una sfida di flusso di cassa ordinaria. Ho chiarito agli Stati membri che, sebbene l’Onu abbia già gestito periodi difficili di contributi non pagati, la situazione attuale è categoricamente diversa. Le decisioni di non onorare i contributi che finanziano una quota significativa del bilancio regolare sono state ora formalmente annunciate. Questo crea una crisi strutturale. Per le regole finanziarie esistenti, se i fondi non vengono ricevuti l’Organizzazione è legalmente tenuta a restituire importi “non spesi”, anche quando i mandati non possono essere pienamente attuati. Il risultato è un ciclo insostenibile di incertezza, ritardi nelle operazioni, congelamenti delle assunzioni e riduzione della realizzazione dei mandati approvati dagli Stati membri. La traiettoria attuale è insostenibile. Ciò espone l’Onu a rischi finanziari strutturali e costringe a una scelta netta: gli Stati membri devono o concordare di riformare le regole finanziarie dell’Onu oppure accettare la reale prospettiva del suo collasso finanziario».

Abu Dhabi ha ospitato il primo negoziato trilaterale tra Ucraina, Russia e Stati Uniti, ma la condizione per le garanzie di sicurezza è che l’Ucraina accetti di cedere territori. È una soluzione accettabile?

«Accolgo con favore tutti gli sforzi per raggiungere una pace giusta e inclusiva, e l’Onu è pronta a sostenerli. Tuttavia, quando si parla dell’Ucraina, è fondamentale non dimenticare i principi chiave. Innanzitutto, è stata la Russia a invadere l’Ucraina, non il contrario. In secondo luogo, qualsiasi possibile soluzione deve essere fondata sul diritto internazionale e sui principi della Carta delle Nazioni Unite. Le violazioni di queste regole sono estremamente pericolose, poiché inviano il messaggio che il diritto internazionale non conta più e gli Stati possono agire senza conseguenze. Qualsiasi pace in Ucraina deve garantire sovranità, indipendenza e integrità territoriale del Paese, all’interno dei suoi confini riconosciuti a livello internazionale. L’Onu è pronta a sostenere un processo di pace se le parti sono d’accordo e ce lo chiedono, ma tali decisioni dipendono dalle parti. Tra meno di un mese segneremo quattro anni dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Federazione Russa – una guerra che ha portato morte e distruzione, e rappresenta una grave minaccia non solo per la pace e la sicurezza in Europa, ma anche per le fondamenta e i principi fondamentali dell’Onu. Negli ultimi mesi, con temperature che sono scese ben sotto lo zero, abbiamo assistito ad attacchi sistematici alle infrastrutture energetiche ucraine, con devastanti conseguenze umanitarie. Ovunque avvengano, gli attacchi contro civili e infrastrutture sono inaccettabili e devono cessare immediatamente. Questa guerra, che non avrebbe mai dovuto iniziare, deve finire».

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