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Un inviato Ue a Mosca: in pole position il finlandese Niinistö

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A Parigi von der Leyen e Macron hanno ribadito la necessità di avviare un’iniziativa di Bruxelles per dialogare con lo zar
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BRUXELLES – Un inviato speciale Ue per l’Ucraina. È questa la mossa che l’Europa vuole tentare per riprendere i contatti con Vladimir Putin. L’idea è stata discussa ieri nell’incontro a Parigi tra il presidente francese, Emmanuel Macron, quella della Commissione, Ursula von der Leyen, e del Consiglio europeo, Antonio Costa. E sul tavolo ci sono i nomi di alcuni ex premier. In pole position, però, figura l’ex presidente della Repubblica finlandese, Sauli Niinistö.

Tutto è nato dopo l’iniziativa di Macron che ha dichiarato pubblicamente l’intenzione di contattare il Cremlino per riaprire un canale di dialogo a favore della pace in Ucraina. L’Eliseo ha confermato che la preparazione di un colloquio di questo tipo «richiederà più di un giorno, sicuramente diversi giorni: bisogna concentrarsi sui risultati». Con questo obiettivo tre giorni fa il consigliere diplomatico del presidente transalpino, Emmanuel Bonne, è volato a Mosca per incontrare il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov.

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BRUXELLES – Un inviato speciale Ue per l’Ucraina. È questa la mossa che l’Europa vuole tentare per riprendere i contatti con Vladimir Putin. L’idea è stata discussa ieri nell’incontro a Parigi tra il presidente francese, Emmanuel Macron, quella della Commissione, Ursula von der Leyen, e del Consiglio europeo, Antonio Costa. E sul tavolo ci sono i nomi di alcuni ex premier. In pole position, però, figura l’ex presidente della Repubblica finlandese, Sauli Niinistö.

Tutto è nato dopo l’iniziativa di Macron che ha dichiarato pubblicamente l’intenzione di contattare il Cremlino per riaprire un canale di dialogo a favore della pace in Ucraina. L’Eliseo ha confermato che la preparazione di un colloquio di questo tipo «richiederà più di un giorno, sicuramente diversi giorni: bisogna concentrarsi sui risultati». Con questo obiettivo tre giorni fa il consigliere diplomatico del presidente transalpino, Emmanuel Bonne, è volato a Mosca per incontrare il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov.

Nei contatti informali di queste ore, però, oltre al tentativo in corso di Parigi, è emersa la necessità di avviare un’iniziativa dell’Unione europea. Per non fornire alibi al Cremlino e evitare di mostrare l’immagine di una coalizione divisa che si affida ancora solo alla diplomazia nazionale. Un “inviato speciale” per l’Ucraina, allora, potrebbe essere il soggetto in grado di rappresentare tutto il Vecchio Continente. La stessa von der Leyen da giorni ha spiegato a diversi capi di Stato e di governo di essere pronta anche personalmente ad un faccia a faccia con lo “Zar”. Ma il suggerimento di molti, compreso Macron, è stato quello di evitare in questa fase un coinvolgimento diretto che renderebbe dirompente un eventuale fallimento del dialogo. Per questo sono già state visionate alcune possibile candidature. L’identikit è disegnato intorno ad un ex capo di governo o di Stato con una forte personalità in grado di tenere testa al presidente russo. La prima soluzione studiata è stata quella dell’ex Cancelliera tedesca, Angela Merkel, sulla quale però proprio il governo di Berlino ha più di un dubbio anche in relazione agli accordi siglati dalla leader in passato per l’acquisto del gas russo. L’altra opzione si concentra sul nome di Mario Draghi. Che però ha come controindicazione – segnalata da diverse capitali – la circostanza che l’ex premier italiano è già impegnato nel piano per la competitività. L’ipotesi che appare in crescita è allora quella dell’ex presidente finlandese Ninisto. La Finlandia ha una lunga tradizione di relazioni anche piuttosto dure con Mosca e il politico di Helsinki parla bene il russo e ha un preparazione specifica sulla difesa.

Il tentativo di non lasciare a Donald Trump l’esclusiva dei colloqui con il Cremlino sarà discusso anche giovedì prossimo nel corso del Consiglio europeo informale. Sebbene l’ordine del giorno preveda soltanto una sorta di seminario proprio sulla competitività con la partecipazione dello stesso Draghi e di Enrico Letta. «Un riepilogo con il presidente Emmanuel Macron – così la presidente della Commissione ha spiegato il senso dell’incontro di ieri all’Eliseo - delle questioni attuali prima del nostro vertice europeo della prossima settimana. Competitività, innovazione, investimenti, crescita, occupazione, difesa, sicurezza: questo è il nostro programma comune per l’indipendenza del nostro continente». «In un mondo in profonda trasformazione – ha detto Costa - è più che mai fondamentale rafforzare la nostra autonomia e proteggere le nostre industrie strategiche».

Dalla Russia, però, non arrivano segnali positivi o di ottimismo. «Il presidente francese Emmanuel Macron – è la stilettata del ministro degli Esteri, Sergey Lavrov - ha dichiarato ancora una volta che un giorno avrebbe chiamato il presidente russo Vladimir Putin. Non è serio. È diplomazia patetica. Se vuole chiamare e parlare di qualcosa di serio, allora chiami». A suo giudizio, Putin «risponderà sempre al telefono e ascolterà qualsiasi proposta, se seria». Le distanze sembrano ancora ampie.

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