✕

Musk spegne Starlink ai soldati russi, Kiev: “Sono nel caos, gli assalti rallentati”

(reuters)

Ascolta l'audio

Mosca non ha più accesso al servizio internet satellitare non solo nei territori ucraini occupati ma persino in alcuni distretti russi: il blocco toglie precisione e governabilità ai nuovi droni Geran 2 che diventano più vulnerabili
3 minuti di lettura

C’è una nuova tregua, in Ucraina, ma stavolta non è stata chiesta da Trump al Cremlino: è stata imposta. E’ la tregua digitale scattata per forza maggiore mercoledì notte, quando si sono spenti i terminali StarLink usati illegalmente dai russi in Ucraina. Una mossa che ha accecato i russi. Il risultato, dice la Difesa ucraina e confermano persino i corrispondenti militari russi, è “una catastrofe” per le forze armate russe. I terminali Starlink acquisiti in massa con l’importazione parallela hanno smesso di funzionare sulla linea del fronte. I micidiali droni che flagellano le linee e le retrovie ucraine sono diventati ciechi, i gruppi d’assalto hanno perso il coordinamento tra loro, la trasmissione di informazioni in tempo reale – essenziale nella guerra moderna – è saltata.

E’ l’effetto di un colpo micidiale messo a segno dal nuovo ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, per sottrarre ai russi l’uso di Starlink con cui coordinare le operazioni militari e controllare i dron…

C’è una nuova tregua, in Ucraina, ma stavolta non è stata chiesta da Trump al Cremlino: è stata imposta. E’ la tregua digitale scattata per forza maggiore mercoledì notte, quando si sono spenti i terminali StarLink usati illegalmente dai russi in Ucraina. Una mossa che ha accecato i russi. Il risultato, dice la Difesa ucraina e confermano persino i corrispondenti militari russi, è “una catastrofe” per le forze armate russe. I terminali Starlink acquisiti in massa con l’importazione parallela hanno smesso di funzionare sulla linea del fronte. I micidiali droni che flagellano le linee e le retrovie ucraine sono diventati ciechi, i gruppi d’assalto hanno perso il coordinamento tra loro, la trasmissione di informazioni in tempo reale – essenziale nella guerra moderna – è saltata.

E’ l’effetto di un colpo micidiale messo a segno dal nuovo ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, per sottrarre ai russi l’uso di Starlink con cui coordinare le operazioni militari e controllare i droni. Ha contattato Elon Musk e SpaceX twittando un primo ringraziamento il 29 gennaio: “Nel giro di poche ore dalle segnalazioni secondo cui droni russi dotati di connettività Starlink stavano operando sopra le città ucraine, il team della Difesa ha contattato SpaceX e ha proposto soluzioni concrete per risolvere il problema. Le tecnologie occidentali devono continuare a sostenere il mondo democratico e a proteggere i civili, non essere utilizzate per il terrore e la distruzione di città pacifiche. Sono grato alla presidente di SpaceX, Gwynne Shotwell, e personalmente a Elon Musk per aver iniziato immediatamente a lavorare a una soluzione”. “E’ un piacere”, gli ha risposto Musk che il primo febbraio ha aggiunto: “Sembra che i passi intrapresi abbiano funzionato. Facci sapere se occorre fare di più”.

Tecnicamente, il sistema ha disabilitato ogni terminale che operi in territorio occupato o in Ucraina senza appartenere alle forze armate ucraine. Il primo grande effetto è quello di aver tolto precisione e governabilità ai nuovi droni Geran 2: non precipitano, ma perdono la capacità di essere guidati o di correggere la rotta, e diventano più vulnerabili alla guerra elettronica. Il blocco è stato attivato introducendo la registrazione obbligatoria dei terminali Starlink usati in Ucraina, e tutti quelli non verificati sono stati disattivati.

Le conseguenze sul campo sono state immediate: “Il nemico non ha un problema in prima linea: ha una catastrofe. Tutti i comandi e i controlli delle truppe sono crollati. Le operazioni d’assalto sono state interrotte in molte aree”, ha scritto ieri su Telegram Serhiy “Flash” Beskrestnov, consigliere tecnologico della Difesa. Ma il colonnello Oleg Starikov, l’ex colonnello Sbu e analista militare a cui abbiamo chiesto un commento, invita alla prudenza: “Ci vorranno ancora tra 24 e 72 ore per capire se gli effetti sono veramente dirompenti come sostiene la nostra Difesa. StarLink è una rete rapida e tecnologica, ma i russi hanno altre linee di comunicazione. Sono più lente, ma sicure”.

Secondo Fedorov, i soldati russi non hanno più accesso a Starlink non solo nei territori ucraini occupati ma persino in alcuni distretti russi, mentre il sistema continuerà a operare regolarmente per gli ucraini con terminali verificati. Ma la sospensione di tutti i sistemi non verificati ha creato il caos anche tra le fila ucraine: ha bloccato migliaia di terminali non ancora registrati dai soldati di Kiev – soprattutto dalle unità territoriali, dai volontari e dai reparti che lo utilizzavano in modo autonomo – per paura di essere tracciati, di perdere flessibilità operativa o di mostrare le proprie posizioni in un sistema centralizzato.

La Difesa li ha rassicurati dicendo loro che non ci sono rischi di geolocalizzazione, e che le procedure di registrazione sono adattate all’uso militare e di sicurezza. Ma non tutto è filato alla perfezione: il tenente maggiore Tetyana Chornovol, ex deputata che oggi comanda squadre di dronisti, su Facebook ha denunciato “lo spegnimento dei satelliti” che “ha lasciato le mie due posizioni di combattimento dei piloti senza comunicazione”; avvisando che “i terminali StarLink non funzionano ancora, anche se tutti i dati sono stati inseriti già da tempo nella lista bianca”, cioè sono stati registrati.

Ma è in Russia che il caso è esploso trascinando le proteste persino sulla tv di Stato. Il giornalista Vladimir Soloviev ha chiesto a Putin e alla Duma di intervenire contro “un attacco deliberato ai cittadini e all’esercito russo”. Da giorni nelle chat militari è il panico, e qualcuno sostiene che sia una mossa degli americani per premere su Mosca perché non alzi l’asticella nei negoziati di pace in corso: “Si parla del blocco di centinaia di migliaia di terminali, e questo con assoluta certezza porterà a rallentare l’avanzata al fronte, già di per sé non rapida”.

Tra gli ucraini, invece, torna a brillare la stella di Elon Musk, offuscata da tempo: “E’ un vero campione di libertà e un vero amico del popolo ucraino”, lo descrive oggi Fedorov che già all’invasione - da ministro per la digitalizzazione – gli aveva chiesto e aveva ottenuto migliaia di pezzi del sistema satellitare Starlink di SpaceX per mantenere attive le comunicazioni mentre le reti terrestri venivano distrutte dai bombardamenti e dai blackout. Era il 26 febbraio 2022 quando gli chiese di attivare Starlink in Ucraina, e Musk non solo lo fece ma spedì i terminali consentendo alle forze armate ucraine di mantenere connettività e coordinamento.

I costi, oltretutto, erano integralmente sostenuti da Starlink e Musk, ma le cose presto si complicarono. SpaceX vietò l’uso di Starlink come arma d’attacco, rifiutando le richieste che il governo ucraino gli faceva – come quella di attivare la copertura in Crimea per poter attaccare la flotta nei porti russi - per non rischiare l’escalation. E furono giudicate indigeste anche le sue accuse al presidente Zelensky di volere una “guerra senza fine” senza avere una chiara strategia di uscita dal conflitto. Da lì ad accusarlo di essere filorusso il passo divenne breve. Persino il ministro degli Esteri polacco, Radosław Sikorski, lo accusò di “fare soldi con i crimini di guerra” per aver concesso ai russi l’uso di Starlink.

Leggi i commenti