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Westminster rischia il crollo, ma il restauro costa 50 miliardi di euro e 61 anni di lavori

(afp)

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Incendi e tubature vecchie, la decisione per il piano di messa in sicurezza del Parlamento iniziato a costruire nel 1016 non è ancora stata presa: e “la casa” di deputati e lord è anche infestata dai topi
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LONDRA – Sessantun anni di lavori e quasi 50 miliardi di euro di spese: è la stima di quanto costerà, in tempo e denaro, il restauro del parlamento di Westminster. L’antico edificio cade a pezzi: è a rischio di incendi e di crolli che minacciano l’incolumità di deputati e lord. Altre minacce possono apparire meno gravi, ma sono egualmente da estirpare: è talmente infestato di topi, che l’altro giorno uno è passato davanti alla leader dell’opposizione conservatrice, Kemi Badenoch, mentre dava un’intervista nel suo ufficio a un giornalista.

Perciò sono anni che si discute di ingenti riparazioni. Ma sono discussioni che non hanno finora portato a una decisione, perché prevedono costi e tempi troppo elevati. Le ultime due proposte sono arrivate questa settimana sul tavolo di una apposita commissione parlamentare. La prima calcola che saranno necessari 61 anni di lavori e 40 miliardi di sterline di budget, ma lasciando la camera dei Comuni quasi sempre al suo posto: soltanto quella dei Lor…

LONDRA – Sessantun anni di lavori e quasi 50 miliardi di euro di spese: è la stima di quanto costerà, in tempo e denaro, il restauro del parlamento di Westminster. L’antico edificio cade a pezzi: è a rischio di incendi e di crolli che minacciano l’incolumità di deputati e lord. Altre minacce possono apparire meno gravi, ma sono egualmente da estirpare: è talmente infestato di topi, che l’altro giorno uno è passato davanti alla leader dell’opposizione conservatrice, Kemi Badenoch, mentre dava un’intervista nel suo ufficio a un giornalista.

Perciò sono anni che si discute di ingenti riparazioni. Ma sono discussioni che non hanno finora portato a una decisione, perché prevedono costi e tempi troppo elevati. Le ultime due proposte sono arrivate questa settimana sul tavolo di una apposita commissione parlamentare. La prima calcola che saranno necessari 61 anni di lavori e 40 miliardi di sterline di budget, ma lasciando la camera dei Comuni quasi sempre al suo posto: soltanto quella dei Lord dovrebbe traslocare altrove durante il restauro. La seconda opzione è meno cara, si fa per dire, e più rapida: 24 anni di lavori e 15 miliardi di sterline, trasferendo però da un’altra parte entrambe le camere.

Risultato: la decisione non è stata ancora presa e bisognerà aspettare probabilmente fino a metà del prossimo decennio per vedere operai all’opera e impalcature. Qualcosa, tuttavia, bisognerebbe fare anche prima e possibilmente in fretta. A parte i rischi per la salute dei parlamentari, soltanto le spese di manutenzione, incluse le toppe, per così dire, che occorre mettere in continuazione per guasti e problemi d’ogni tipo, ammontano a 1 milione e mezzo di sterline alla settimana. Tubature, cavi di comunicazione, sicurezza: tutto è vecchio nel palazzo di Westminster. Soltanto negli ultimi dieci anni, dal 2016 a oggi, ci sono stati 36 incendi e una trentina di crolli.

Il fuoco ha devastato e distrutto più volte l’edificio originale, che risale al 1016: ricostruito nel 1840, appunto dopo un rogo, Westminster Palace ha comunque quasi due secoli di vita e necessita un urgente lifting. Conservatori e laburisti si alternano al governo ma la “madre di tutti i parlamenti”, come è chiamato perché qui nacque la democrazia moderna, continua ad aspettare. L’idea di svuotarlo dai suoi inquilini è scioccante per entrambi i partiti. L’aspettativa di spendere una fortuna per modernizzarlo lo è altrettanto per le tasche dei contribuenti. Se i lavori cominciassero nel 2032, andrebbero avanti nel migliore dei casi fino al 2056 o, nella opzione più diluita nel tempo, fino al 2093. Il Regno Unito si è già rattristato quando, tra il 2017 e il 2021, il Big Ben ha smesso di fare sentire i suoi rintocchi, perché anche la torre dell’orologio aveva bisogno di un restauro: e lo ha avuto.

Rimanere senza il parlamento di Westminster fino a metà o alla fine del secolo è una prospettiva ancora più insopportabile per la più antica democrazia della Terra.

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