LONDRA – «Non ho mai visto Keir così furioso», rivela chi lo conosce bene. Il primo ministro britannico Starmer si è ritirato in riflessione questo weekend dopo lo scandalo Mandelson, l’ex ambasciatore che aveva inviato negli Usa nonostante i legami con Jeffrey Epstein. Sir Keir sostiene di esser stato tradito e gabbato dalle bugie del Lord. Valuta ogni ipotesi, viste le orde di deputati imbizzarriti. I suoi alleati ribattono: «Keir non si dimette». Ma Starmer pare arrivato al capolinea. Se non adesso, il sipario calerà alle elezioni amministrative di maggio. Quando si prospetta una disfatta epocale per il Labour.
Angela Rayner già scalpita. La 45enne “regina rossa” del Labour, ex vicepremier, paladina degli operai e della periferia dickensiana di Manchester, madre a 16 anni e nonna a 37, ha già allertato le truppe. Anche sui giornali. Ieri ha fatto trapelare sul Times di «aver avvertito Starmer di non nominare Mandelson ad ambasciatore». E, insieme a Andy Burnham, sindaco di Manchest…
LONDRA – «Non ho mai visto Keir così furioso», rivela chi lo conosce bene. Il primo ministro britannico Starmer si è ritirato in riflessione questo weekend dopo lo scandalo Mandelson, l’ex ambasciatore che aveva inviato negli Usa nonostante i legami con Jeffrey Epstein. Sir Keir sostiene di esser stato tradito e gabbato dalle bugie del Lord. Valuta ogni ipotesi, viste le orde di deputati imbizzarriti. I suoi alleati ribattono: «Keir non si dimette». Ma Starmer pare arrivato al capolinea. Se non adesso, il sipario calerà alle elezioni amministrative di maggio. Quando si prospetta una disfatta epocale per il Labour.
Angela Rayner già scalpita. La 45enne “regina rossa” del Labour, ex vicepremier, paladina degli operai e della periferia dickensiana di Manchester, madre a 16 anni e nonna a 37, ha già allertato le truppe. Anche sui giornali. Ieri ha fatto trapelare sul Times di «aver avvertito Starmer di non nominare Mandelson ad ambasciatore». E, insieme a Andy Burnham, sindaco di Manchester ed ex ministro del fu leader Corbyn, sembra l’unica in grado di riconnettere con la sinistra del Labour e sfidare Farage per i voti dei “forgotten men”, i dimenticati del Regno.
Poi c’è Wes Streeting, attuale ministro della Salute: 43 anni, rampante, pugnace, brillante in tv, centrista, gay. Wes è della corrente blairiana, non vuole bruciarsi e non è ancora uscito allo scoperto. Ma da tempo architetta la sua discesa in campo. Negli ultimi mesi ha partecipato a diverse cene di finanziatori nei “gentlemen club” di Pall Mall, a Londra. E pure l’ex leader laburista e attuale ministro dell’Ambiente, Ed Miliband, spera in un clamoroso “comeback”.
Eppure, Starmer resta un politico fortunato, come nel trionfo elettorale del 2024 in cui gli avversari fecero harakiri. Potrebbe resistere in sella per mesi, e per vari motivi. Rayner resta imbrigliata in uno scandalo di tasse non pagate sulla sua seconda casa al mare di Brighton, tra l’altro quando era ministra delle politiche abitative. Streeting è un “figlioccio” di Mandelson, l’ombra dello scandalo potrebbe risucchiarlo e poi blairiani come lui sono meno accetti agli iscritti al Labour — più spesso di sinistra — che scelgono il leader. Inoltre, con una mossa machiavellica, solo due settimane fa Starmer ha bloccato la candidatura di Burnham a un seggio di Westminster, indispensabile per concorrere alla leadership. E poi, a meno che non si dimetta, spodestare un primo ministro laburista con un golpe interno è una gran seccatura: non è mai accaduto nella storia, il leader può ricandidarsi e servono le firme di almeno 80 deputati, ovvero il 20% del gruppo parlamentare ai Comuni.
In ogni caso, servirà un miracolo a Starmer, ex procuratore generale che in privato ripete «non sono un politico» o «non mi piace la politica». Un “alieno” a Downing Street che, come ricorda il Times, spesso appalta molte funzioni di governo ai suoi fedelissimi, vedi l’infausta nomina di Mandelson delegata al suo “rasputin” Morgan McSweeney. Ora però, Sir Keir è rimasto con il conto in mano, e potrebbe pagare per tutti.