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Dal Regno Unito all’Arabia Saudita, le ramificazioni mondiali dello scandalo Epstein

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I file del miliardario pedofilo stanno facendo tremare le classi dirigenti di molti Paesi, inclusi l’esecutivo laburista di Starmer e la monarchia norvegese. Ma i documenti mettono in imbarazzo, tra gli altri, anche i governanti di Riad, della Slovacchia e della Costa d’Avorio
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LONDRA – Parafrasando il celebre incipit di Marx, uno spettro si aggira per il mondo: lo spettro dello scandalo Epstein. Milioni di email e di immagini fuoriusciti dal caso del miliardario pedofilo americano, morto in carcere nel 2019 a New York con un suicidio per molti versi misterioso, stanno avendo conseguenze in gran parte del pianeta. Dagli Stati Uniti all’Europa, dal Nord dell’emisfero al Sud globale, la vicenda di abusi sessuali di minorenni, party sulla sua isola privata, doni in denaro, favori politici e d’affari, ha ramificazioni ovunque. “Una vasta cospirazione globale”, la definisce il Guardian di Londra. Ecco una mappa dello scandalo che fa tremare il mondo.

America

Bill e Hillary Clinton costretti a testimoniare davanti al Congresso di Washington, dopo le foto dell’ex presidente degli Stati Uniti in piscina con una ragazza a una festa organizzata da Epstein, sebbene entrambi neghino qualunque addebito. Bill Gates, il fondatore di Microsoft, accusato dalla propria ex mog…

LONDRA – Parafrasando il celebre incipit di Marx, uno spettro si aggira per il mondo: lo spettro dello scandalo Epstein. Milioni di email e di immagini fuoriusciti dal caso del miliardario pedofilo americano, morto in carcere nel 2019 a New York con un suicidio per molti versi misterioso, stanno avendo conseguenze in gran parte del pianeta. Dagli Stati Uniti all’Europa, dal Nord dell’emisfero al Sud globale, la vicenda di abusi sessuali di minorenni, party sulla sua isola privata, doni in denaro, favori politici e d’affari, ha ramificazioni ovunque. “Una vasta cospirazione globale”, la definisce il Guardian di Londra. Ecco una mappa dello scandalo che fa tremare il mondo.

America

Bill e Hillary Clinton costretti a testimoniare davanti al Congresso di Washington, dopo le foto dell’ex presidente degli Stati Uniti in piscina con una ragazza a una festa organizzata da Epstein, sebbene entrambi neghino qualunque addebito. Bill Gates, il fondatore di Microsoft, accusato dalla propria ex moglie Melinda per i legami con Epstein (lui si giustifica dicendo: “Cercavo donatori per le mie campagne di beneficenza in Africa”). E poi l’uomo più ricco della Terra, Elon Musk, il teorico dei Maga Steve Bannon, l’ex segretario al Tesoro Larry Summers, il grande avvocato Alan Dershowitz, senatori, deputati, banchieri, il mago illusionista David Copperfield, il regista Woody Allen e sua moglie, Brett Rattner, regista del documentario sulla first-lady Melania.

(afp)
E naturalmente Donald Trump, ma nei documenti trapelati finora il suo nome, a dispetto di una relazione con Epstein durata anni e delle molte fotografie e filmati che li ritraggono insieme, non figura coinvolto in attività illecite o sospette: un caso o un complotto della Casa Bianca per proteggerlo? Nel 2002 Trump disse di Epstein: “Persona fantastica. Lo conosco da quindici anni. Con lui ci si diverte un sacco. Si dice che gli piacciano le donne quanto a me e molte di queste tendono a essere assai giovani”. Nella ragnatela di soldi dispensati da Epstein è finito addirittura Noam Chomsky, il politologo della sinistra radicale Usa, punto di riferimento della sinistra radicale mondiale: ha 97 anni ed è reduce da un ictus, ma ieri la moglie Valerie si è scusata anche a suo nome per la loro amicizia con il miliardario pedofilo.

Regno Unito

Paradossalmente, un primo ministro che Epstein non lo ha mai incontrato, Keir Starmer, è quello che più rischia di doversi dimettere come risultato dello scandalo: per avere nominato Peter Mandelson ambasciatore a Washington, pur conoscendo i suoi rapporti con il miliardario pedofilo. Da Epstein, Mandelson ha ricevuto almeno 75 mila sterline e gli ha fornito in cambio informazioni riservate. Starmer ha praticamente costretto Mandelson a dimettersi, lo ha espulso dal partito laburista e lo ha accusato di avere mentito sulla reale entità dei suoi legami con Epstein, su cui ora indaga Scotland Yard per possibile “insider trading” risalente a quando era un ministro del governo di Gordon Brown; e ha dato le dimissioni anche Morgan McSweeney, il capo dello staff di Downing Street, che aveva caldeggiato la nomina di Mandelson, di cui era un protetto. Ma potrebbe non essere sufficiente a salvare la poltrona del premier.

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L’altra istituzione britannica colpita dallo scandalo è la monarchia: con le accuse sempre più gravi emerse sul conto del principe Andrea, adesso ex principe, privato dal fratello re Carlo dei titoli e perfino della casa nel parco del castello di Windsor, esortato da Starmer a testimoniare anche lui davanti ai deputati del Congresso americano. Infangata dai rapporti con Epstein pure Sarah Ferguson, l’ex moglie di Andrea: sono venute fuori le email in cui chiedeva soldi al miliardario e, una volta ottenuti, lo ringraziava come il suo “amico più caro”. Anche l’imprenditore britannico Richard Branson, uno degli uomini più ricchi del Regno Unito, è implicato nel caso: “Ogni volta che sei dalle mie parti sarei felice di vederti, a condizione che porti con te il tuo harem”, scrive a Epstein in un messaggio.

Norvegia

Investita dallo scandalo è anche la casa reale norvegese: la principessa della corona Mette-Marit ha avuto un’ampia corrispondenza con Epstein, anche dopo la prima condanna per pedofilia nei suoi confronti: un’amicizia che, insieme al processo per stupro contro suo figlio, suscita dubbi sull’opportunità che lei possa diventare regina. E ci sono incontri e frequenti comunicazioni pure fra Epstein e l’ex ministro degli Esteri di Olso, Thorbjorn Jagland, nel periodo in cui quest’ultimo era segretario generale del Consiglio d’Europa. Anche un altro ex ministro degli Esteri della Norvegia, Borge Brende, ha dormito o intendeva dormire nella casa newyorchese di Epstein.

Israele

L’ex primo ministro israeliano Ehud Barak è nominato in numerose email di Epstein, con il quale parla degli investimenti e degli affari di cui si è occupato dopo avere lasciato la politica. In almeno una occasione, Barak ha dormito a New York ospite di Epstein. Ma l’ex generale ed ex leader laburista nega di avere mai assistito a comportamenti impropri o ricevuto favori. Il fatto che Ghislaine Maxwell, partner sentimentale di Epstein, ora in carcere negli Stati Uniti per una condanna a 20 anni per la sua partecipazione nel traffico di minorenni, fosse figlia di Robert Maxwell, grande editore britannico di origine ebraica, in seguito identificato come un collaboratore del Mossad, ha scatenato teorie secondo cui Epstein stesso sarebbe stato un agente del servizio segreto israeliano, allo scopo di ricattare personaggi importanti. Ma questa tesi, sostenuta da un ex agente del Mossad e da alcuni giornalisti, viene messa in dubbio dai maggiori esperti di intelligence.

Arabia Saudita

“Sono sicuro che lei sta aprendo molte gambe”, scrive a Epstein un importante membro della casa reale saudita, Rafaat al Sabbagh, consigliere del principe della Corona Mohammed bin Salman. Nel suo studio, Epstein teneva una foto che lo ritrae proprio insieme a Mbs, ma non è chiaro quando sia stata scattata.

Russia

Epstein era diventato amico dell’ambasciatore russo a Washington, Vitalij Churkin, promettendogli fra l’altro di aiutarlo a fare assumere il figlio in una banca di investimenti di New York. Il miliardario avrebbe manifestato a Churkin il desiderio di incontrare Vladimir Putin. E quello di visitare la Russia per reclutare giovani modelle per concorsi di bellezza e sfilate di moda: in realtà, come è emerso dalle indagini, per procurarsi ragazze da abusare e mettere a disposizione del suo giro di pedofili. Peter Mandelson, al tempo in cui era ministro nel governo britannico, si era offerto di aiutarlo a ottenere un visto per la Russia.

Francia

L’ex ministro della Cultura francese Jack Lang ha dato le dimissioni nei giorni scorsi dall’incarico di presidente dell’Arab World Institute, un prestigioso istituto culturale con sede a Parigi, dopo la scoperta di conti bancari in paradisi fiscali intestati congiuntamente a Epstein e alla figlia di Lang, a cui Epstein avrebbe lasciato, secondo alcune indiscrezioni, 5 milioni di dollari nel suo testamento. Figura di primo piano dell’establishment francese dai tempi della presidenza socialista di Francois Mitterand, Lang ha avuto una lunga amicizia con Epstein. Nelle email di Epstein appare centinaia di volte anche il nome di Emmanuel Macron, ma non ci sono prove che tra i due vi siano stati contatti diretti.

Slovacchia

Mentre era ministro degli Esteri slovacco, Miroslav Lajcak ha scambiato spesso messaggi con Epstein per organizzare incontri con lui e con le sue “ragazze”. In una email il ministro scrive al miliardario: “Saluti da Kiev! Solo per confermare che qui le ragazze sono più belle che mai”. In un altro messaggio dice a Epstein: “Prenderei la ragazza Mi”. E Epstein gli risponde: “Puoi averle entrambe, non sono possessivo”. In uno scambio di messaggi del 2018, Lajcak scrive che “Mosca ha petrolio e ragazze”, dopo che Epstein gli ha scritto: “Le ragazze sono la migliore esportazione russa”.

Costa d’Avorio

Tra il 2012 e il 2014, Epstein aiuta l’ex premier israeliano Barak a sviluppare progetti d’affari nel campo della sicurezza in Costa d’Avorio, mettendolo in contatto con il capo dello staff del presidente ivoriano Alassane Ouattara e con altri alti funzionari.

Mongolia

Nel 2013-2014, Epstein svolge un ruolo simile nel facilitare in Mongolia progetti simili a quelli avviati in Costa d’Avorio, assistendo nella promozione di tecnologia israeliana nel campo della sorveglianza.

Italia

Nelle email del caso Epstein viene citato decine di volte anche Matteo Salvini. Ma il leader della Lega afferma: “Non lo conosco, ho incontrato soltanto una volta Steve Bannon”.

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