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Merz boccia la proposta di Macron sugli eurobond: “Distrae dal problema della produttività”

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Il cancelliere tedesco contro la richiesta del presidente francese di un piano di prestiti congiunti per stimolare gli investimenti in settori strategici. Nagel: “Per rendere l’Ue più attraente occorre attirare investitori dall’esterno. Un mercato più liquido, quando si parla di asset europei sicuri, sarebbe in grado di farlo”
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Un nuovo scontro tra Parigi e Berlino scalda la vigilia del pre-vertice europeo sulla competitività convocato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni dal cancelliere Friedrich Merz. In un'intervista a sei giornali europei Emmanuel Macron ha rilanciato l'idea di finanziare alcuni settori cruciali con gli eurobond: "Per le spese orientate al futuro dobbiamo creare una capacità comune di fare debito, dunque per la difesa, le tecnologie verdi, l'intelligenza artificiale e i computer quantistici".

Da Berlino un portavoce del governo ha replicato in un briefing con i giornalisti a stretto giro: "Il problema non é il debito ma la mancanza di produttività". Ma intanto il governatore della Bundesbank, il tedesco Joachim Nagel, ha ribadito la posizione della Bce dai tempi di Mario Draghi e si è detto a favore degli eurobond in un’intervista a Politico: “Per rendere l’Europa più attraente occorre attirare investitori dall’esterno. Un mercato più liquido, quando si parla di asset europei s…

Un nuovo scontro tra Parigi e Berlino scalda la vigilia del pre-vertice europeo sulla competitività convocato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni dal cancelliere Friedrich Merz. In un'intervista a sei giornali europei Emmanuel Macron ha rilanciato l'idea di finanziare alcuni settori cruciali con gli eurobond: "Per le spese orientate al futuro dobbiamo creare una capacità comune di fare debito, dunque per la difesa, le tecnologie verdi, l'intelligenza artificiale e i computer quantistici".

Da Berlino un portavoce del governo ha replicato in un briefing con i giornalisti a stretto giro: "Il problema non é il debito ma la mancanza di produttività". Ma intanto il governatore della Bundesbank, il tedesco Joachim Nagel, ha ribadito la posizione della Bce dai tempi di Mario Draghi e si è detto a favore degli eurobond in un’intervista a Politico: “Per rendere l’Europa più attraente occorre attirare investitori dall’esterno. Un mercato più liquido, quando si parla di asset europei sicuri, sarebbe in grado di farlo”.

Una richiesta, quella di eurobond, che è contenuta anche nel documento spedito da Christine Lagarde ai leader europei, anticipato da Repubblica, dove si parla di “asset sicuri” che aiuterebbero anche i Paesi membri a mantenere “politiche dei conti pubblici prudenti”. Per Nagel la Bce “vede i benefici di creare uno strumento comune sicuro europeo”. Ma la novità è che sia un “falco” come il governatore della Buba a sostenere il debito comune.

In realtà il tabù tipicamente tedesco degli eurobond é caduto da un pezzo: a dicembre il Consiglio europeo ha deciso 90 miliardi di euro di finanziamenti all'Ucraina che saranno pagati con gli eurobond. E la Germania stessa si é concessa l'anno scorso una deroga al freno al debito iscritto nella costituzione per stanziare oltre mille miliardi di euro per difesa e infrastrutture. Ma nell'anno in cui la Germania affronta alcune cruciali elezioni regionali che rischiano di registrare una valanga di voti per l'ultradestra Afd, Merz deve mantenere in Europa una parvenza di rigore: meno si parla di eurobond, meglio é.

Il debito comune, peraltro, rischia in teoria di aprire una crepa nella forte sinergia registrata ultimamente tra Merz e Meloni: l'Italia é da sempre favorevole agli eurobond. E Francia e Italia soffrono di debiti oltre il 100% del Pil, non possono permettersi i margini di spesa della Germania e dei "frugali": Berlino vanta un debito intorno al 60% del Pil. Non é escluso che ci sia dunque un po' di malizia nella proposta di Macron.

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