Trump delude Netanyahu: “Con l’Iran voglio trattare”. Ma prepara un’altra portaerei
dal nostro inviato Paolo MastrolilliL'incontro alla Casa Bianca tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu
WASHINGTON – I colloqui con l’Iran continuano, ma se Teheran rifiuta l’accordo gli Stati Uniti torneranno a colpirla duramente, forse inviando una seconda portaerei nella regione. È interlocutorio il risultato dell’incontro di ieri alla Casa Bianca tra il presidente americano Donald Trump e i premier israeliano Benjamin Netanyahu, ma conferma le linee della vigilia.
Stavolta i due leader hanno evitato le telecamere, dopo il colloquio durato circa due ore e mezza. Quindi è stato il capo della Casa Bianca a riassumere la sostanza della discussione, con un messaggio sui social: «Ho appena finito di incontrare il primo ministro israeliano Netanyahu e vari suoi rappresentanti. È stato un incontro molto buono, la straordinaria relazione tra i nostri due Paesi continua». Le decisioni però sono rimandate: «Non è stato raggiunto nulla di definitivo, ma ho insistito affinché i negoziati con l’Iran continuino, per vedere se un accordo può essere concretizzato. Se fosse possibile, farò sapere al …
WASHINGTON – I colloqui con l’Iran continuano, ma se Teheran rifiuta l’accordo gli Stati Uniti torneranno a colpirla duramente, forse inviando una seconda portaerei nella regione. È interlocutorio il risultato dell’incontro di ieri alla Casa Bianca tra il presidente americano Donald Trump e i premier israeliano Benjamin Netanyahu, ma conferma le linee della vigilia.
Stavolta i due leader hanno evitato le telecamere, dopo il colloquio durato circa due ore e mezza. Quindi è stato il capo della Casa Bianca a riassumere la sostanza della discussione, con un messaggio sui social: «Ho appena finito di incontrare il primo ministro israeliano Netanyahu e vari suoi rappresentanti. È stato un incontro molto buono, la straordinaria relazione tra i nostri due Paesi continua». Le decisioni però sono rimandate: «Non è stato raggiunto nulla di definitivo, ma ho insistito affinché i negoziati con l’Iran continuino, per vedere se un accordo può essere concretizzato. Se fosse possibile, farò sapere al primo ministro che questa è la mia preferenza. Se non ci riusciremo, dovremo solo vedere quale sarà l’esito. L’ultima volta l’Iran ha deciso che era meglio non fare un accordo, ed è stato colpito dall’operazione Midnight Hammer. Ciò non ha funzionato bene per loro. Spero che questa volta saranno più ragionevoli e responsabili. Inoltre, abbiamo discusso dei notevoli progressi compiuti a Gaza e nella regione in generale».
Alla vigilia Netanyahu aveva spiegato così l’obiettivo della sua visita, anticipata dopo l’inizio dei colloqui fra americani e iraniani in Oman: «Presenterò al presidente la nostra visione riguardo ai principi di questi negoziati che, a mio avviso, sono importanti non solo per Israele, ma per tutti coloro nel mondo che desiderano pace e sicurezza in Medio Oriente». Tradotto, significa che lo Stato ebraico vorrebbe allargare i colloqui a tutti i Paesi della regione, includendo anche temi come il programma missilistico e le operazioni di gruppi vicini a Teheran come Hezbollah, oltre al dossier nucleare.
Trump invece aveva parlato così alla Fox: «Penso che l’Iran sarebbe sciocco se non facesse l’accordo. Abbiamo eliminato la sua forza nucleare l’ultima volta, dovremo vedere se eliminarne altre questa volta. Deve essere un buon accordo, niente armi nucleari e niente missili». Altrimenti una seconda portaerei potrebbe salpare per la regione, allo scopo di rafforzare “l’armada” già pronta a colpire.