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Energia e industria, le strategie comuni per il rilancio europeo

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Il dossier: dal tetto ai costi delle bollette alla precedenza ai beni prodotti nel continente
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ALDEN BIESEN – I prezzi dell’energia alti sono uno dei temi trattati al Consiglio europeo informale. Per cittadini e imprese le bollette sono diventate tra le più salate al mondo. A marzo le prime opzioni. Una delle soluzioni indicate è quella di stabilire un “tetto” diverso al prezzo. E soprattutto rivedere il sistema degli Ets, il sistema per le emissioni di gas serra. Sostanzialmente buoni da acquistare che autorizzano ad inquinare. Un modello che tra gli altri Francia, Italia, Belgio chiedono di riformare. La Germania e la Commissione europea no. Von der Leyen anzi accusa le tasse imposte dai singoli Paesi come prima causa dei prezzi alti.

Sul finanziamento dell’economia le capitali restano divise

Come trovare risorse? Come affrontare le nuove esigenze di sicurezza dell’Ue? E quelle delle imprese dinanzi alla transizione digitale ed ecologica? Gli eurobond e quindi il debito pubblico comune che gli Stati dell’Europa meridionale sostengono da tempo.

Di certo la Francia e l’Itali…

ALDEN BIESEN – I prezzi dell’energia alti sono uno dei temi trattati al Consiglio europeo informale. Per cittadini e imprese le bollette sono diventate tra le più salate al mondo. A marzo le prime opzioni. Una delle soluzioni indicate è quella di stabilire un “tetto” diverso al prezzo. E soprattutto rivedere il sistema degli Ets, il sistema per le emissioni di gas serra. Sostanzialmente buoni da acquistare che autorizzano ad inquinare. Un modello che tra gli altri Francia, Italia, Belgio chiedono di riformare. La Germania e la Commissione europea no. Von der Leyen anzi accusa le tasse imposte dai singoli Paesi come prima causa dei prezzi alti.

Sul finanziamento dell’economia le capitali restano divise

Come trovare risorse? Come affrontare le nuove esigenze di sicurezza dell’Ue? E quelle delle imprese dinanzi alla transizione digitale ed ecologica? Gli eurobond e quindi il debito pubblico comune che gli Stati dell’Europa meridionale sostengono da tempo.

Di certo la Francia e l’Italia. Ma rappresenta un tabù per la Germania e per quasi tutti i Paesi del nord. Lo scontro su questo punto si è ripetuto anche ieri al vertice nel Castello di Alden Biesen. Berlino non ne vuole sapere di comunitarizzare il debito. Nemmeno per la difesa per la quale ha già stanziato 100 miliardi per rinforzare solo il suo esercito

Tempi più rapidi per le aziende ma attenzione alla deregulation

La semplificazione è uno dei punti fondamentali della Road map che la Commissione europea sta preparando per mettere in pratica il Rapporto sulla Competitività redatto da Mario Draghi. L’esecutivo europeo ha già presentato alcuni provvedimenti “omnibus” al riguardo. Ma fino ad ora non hanno sortito effetto sulle capacità delle aziende. L’obiettivo è quello di rendere la vita burocratica più semplice a chi vuole investire in Europa. Dare la possibilità, ad esempio, di far nascere un’impresa in tempi rapidissimi. Il lavoro della Commissione dovrà però tenere conto dei possibili rischi connessi ad un eccesso di deregulation.

Con il “Buy european” precedenza ai beni prodotti nel continente

Già a fine febbraio la Commissione è intenzionata a presentare l’Industrial Accelerator Act”, un primo provvedimento che punta ad aiutare il settore industriale. Al suo interno un primo pacchetto di misure sul Made in Ue, batterie e nucleare. Ma da marzo ci sarà invece la definizione del cosiddetto “Buy European”, l’assegnazione di una corsia preferenziale ai prodotti costruiti nel Vecchio Continente. Con la possibilità che i confini si estendano anche alla Gran Bretagna. In primavera anche le linee guida per le fusioni industriali con l’obiettivo di creare dei “campioni europei” in ogni settore.

Vigilanza unica per tutti i partner che aggira i veti nazionali

La definizione del mercato unico dovrebbe essere avviata in primavera. Anche con una “vigilanza” unica e non affidata come accade adesso ai singoli Paesi. Viene considerato un tassello decisivo per la competitività delle imprese: punta a utilizzare anche il risparmio privato negli investimenti evitando che venga impiegato all’estero. Se entro giugno non verranno compiuti passi avanti, ha avvertito Ursula von der Leyen, «prenderemo in considerazione una cooperazione rafforzata», L’opzione di procedere con un nucleo ristretti di Stati membri fa ormai parte delle opzioni relative a tutte le prossime scelte.

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