MONACO – Alla vigilia della Conferenza di Monaco il presidente del Ppe, Manfred Weber, parla in esclusiva con Repubblica dei temi che stanno dominando il dibattito internazionale.
Come interpreta l’attuale concordia tra Giorgia Meloni e Friedrich Merz?
"Accolgo con enorme favore il fatto che Germania e Italia stiano cooperando in modo stretto. Sono due governi forti e stabili, chiaramente favorevoli a soluzioni pro-europee e molto in sintonia sui contenuti. Stanno dando all'Europa un nuovo slancio, che è urgentemente necessario. È prezioso che la cooperazione italo-tedesca funzioni così bene, perché è anche sostenuta dai contenuti. Ad esempio, siamo sulla stessa linea sulla lotta all'immigrazione clandestina, e mietiamo grandi successi. E la cooperazione funziona sul Mercosur. Sulla sburocratizzazione e il mercato interno, le priorità sono le stesse. E sul cambiamento climatico l'obiettivo per il 2040 deciso in Europa a novembre ha visto un ruolo determinante di Germania e Italia. E’ …
MONACO – Alla vigilia della Conferenza di Monaco il presidente del Ppe, Manfred Weber, parla in esclusiva con Repubblica dei temi che stanno dominando il dibattito internazionale.
Come interpreta l’attuale concordia tra Giorgia Meloni e Friedrich Merz?
"Accolgo con enorme favore il fatto che Germania e Italia stiano cooperando in modo stretto. Sono due governi forti e stabili, chiaramente favorevoli a soluzioni pro-europee e molto in sintonia sui contenuti. Stanno dando all'Europa un nuovo slancio, che è urgentemente necessario. È prezioso che la cooperazione italo-tedesca funzioni così bene, perché è anche sostenuta dai contenuti. Ad esempio, siamo sulla stessa linea sulla lotta all'immigrazione clandestina, e mietiamo grandi successi. E la cooperazione funziona sul Mercosur. Sulla sburocratizzazione e il mercato interno, le priorità sono le stesse. E sul cambiamento climatico l'obiettivo per il 2040 deciso in Europa a novembre ha visto un ruolo determinante di Germania e Italia. E’ una politica pro-europea efficace. Mi piacerebbe se approfondissimo questo rapporto con un Trattato di amicizia italo-tedesco”.
Sostiene Mario Draghi che l’Europa è forte quando parla con una sola voce: su euro, antitrust o commercio. Come si può rafforzare la Ue?
"L'esordio del 2026 lo ha confermato: laddove agiamo a livello europeo, l’impatto nelle relazioni commerciali si vede. Al Parlamento Ue abbiamo deciso di sospendere l'accordo sui dazi e di non concedere agli Usa un accesso facile al nostro mercato interno. Anche l’intenzione dei capi di Stato e di governo del Wto di adottare contromisure ha impressionato Trump e ha chiarito che noi europei non ci lasciamo mettere i piedi in testa. Ma siamo deboli laddove vige l'unanimità. La mia proposta è: se vogliamo un'Europa forte, dobbiamo abolirla. Nel quadro del Trattato di Lisbona si può escludere per la politica estera. Mi aspetto che i leader sfruttino appieno il trattato di Lisbona. Secondo: nel trattato di Lisbona l'articolo 42.7, la clausola di assistenza militare, è la promessa reciproca di aiuto in caso di aggressione militare. Finora è stato poco considerato, perché ci sono le garanzie NATO. Nel mondo in cui siamo oggi, è necessario e deve essere messo in pratica. Dobbiamo iniziare a costruire il pilastro europeo della difesa. Uscire dal pensiero puramente nazionale e passare al pilastro europeo. Ciò rafforzerà anche la NATO”.
Anche costruendo un esercito europeo?
”Sono fermamente convinto che la possibile garanzia della pace in Ucraina sia un compito che riguardi tutta l'Ue. Non possiamo seriamente aspettarci che siano gli Usa a garantire una possibile pace in Ucraina. In tal caso, vorrei che inviassimo unità europee con lo stemma europeo sulle uniformi. Una missione di questo tipo in Ucraina può essere l'inizio della costruzione di strutture di difesa europee e di un esercito europeo. In Europa è sempre esistita l'idea di creare un esercito europeo, pensiamo a De Gasperi. Dovremmo quindi prendere come modello i padri fondatori dell'UE. Che ebbero la forza di pensare al di là della politica quotidiana. Abbiamo bisogno di progetti concreti e comuni, come uno scudo di droni al confine orientale dell'Europa, uno scudo antimissile e una brigata di cyberdifesa. Nel mondo digitale non esistono più confini nazionali. Si tratta di proteggere insieme il nostro spazio europeo dagli attacchi informatici e di costruire un sistema di sorveglianza satellitare europeo autonomo. È compito dell'Europa di difendersi disponendo di dati propri, senza dipendere da quelli americani. E dovremmo iniziare subito con questi tre progetti”.
La Conferenza sulla sicurezza di Monaco sarà dominata dalle relazioni incrinate con gli Usa: il rapporto parla di Donald Trump come di un ‘demolitore’ che sta devastando i pilastri dell'ordine occidentale.
"I pilastri fondamentali dell'ordine mondiale stanno cambiando in modo radicale e a una velocità vertiginosa. Ma inviterei a non dare troppo peso a ogni tweet di Donald Trump. Non dovremmo aspettare nervosamente ciò Rubio potrebbe dire domani: Monaco dovrebbe essere l'occasione per parlare finalmente con coraggio della nostra sicurezza europea e per compiere i prossimi passi. I paesi dell’Ue si sono impegnati a spendere 6.400 miliardi di euro per la difesa nei prossimi 10 anni, in linea con gli obiettivi NATO. Spenderemo cioè quanto gli Usa. Indi il nostro obiettivo deve essere quello di avere le stesse capacità militari degli americani entro dieci anni. Un modo di pensare ancora troppo poco diffuso. C'è troppo affidamento su Washington. La speranza che torni la vecchia America. E lo dico chiaramente, sono un transatlantico, voglio il partenariato con l'America. Ma la vecchia America che conoscevamo non tornerà più. L'Europa deve affrontare questa realtà e acquisire finalmente consapevolezza di sé”.
A proposito di difesa: Emmanuel Macron chiede un fondo europeo da finanziare con gli Eurobond.
“Noi vogliamo conti pubblici solidi. Il debito pubblico francese non può essere un modello. C’è bisogno di un dibattito onesto, in cui tutte le opzioni siano sul tavolo. Una cosa è certa: l'Europa deve investire insieme e fare investimenti comuni. Il settore della difesa lo dimostra chiaramente: abbiamo 17 diversi tipi di carri armati. Stiamo sprecando miliardi. In America sarebbe impensabile che il Kentucky avesse carri armati diversi dalla California. Urge un passo decisivo per agire a livello europeo. Dobbiamo pensare alle strutture europee con la mentalità Airbus dei decenni passati, rendere l'Europa pronta ad affrontare le sfide del futuro".
C'è una controversia anche sul Buy European tra Germania e Francia. Lei come lo interpreta?
“Credo che ci sia un ampio consenso sul fatto che dobbiamo approvvigionarci in Europa, che dobbiamo rafforzare e sviluppare le nostre strutture. A tal fine sono necessari soprattutto progetti comuni, come abbiamo discusso nell'esempio dell'Ucraina, sui 90 miliardi che, tra l'altro, abbiamo appena sbloccato al Parlamento Ue”.
Finanziati dagli eurobond…
"L'Ucraina ha bisogno di armi adesso. Il criminale di guerra Putin non deve vincere e minare lo stile di vita europeo. E’ a rischio anche la sicurezza dell'Europa: la domanda è, di cosa abbiamo bisogno? E se decidiamo, ad esempio, che l'Europa costruirà uno scudo comune di missili e droni nell’Europa dell’Est, allora ha senso finanziarlo insieme a livello europeo. E la questione fondamentale è se finanziarlo attraverso il Bilancio europeo, in modo che sia finanziato in modo sostenibile a lungo termine. In primis dobbiamo usare in modo più efficiente i fondi esistenti e, in secondo luogo, abbiamo bisogno di risorse proprie dell'Ue. Con il Recovery fund e le spese militari europee, il programma SAFE, stiamo già contraendo debiti europei legati a progetti specifici, quindi non è escluso. Una cosa è chiara, però: se vogliamo rendere l'Europa sovrana, non possiamo minarne nuovamente la sovranità con montagne di debiti”.
Come procedere sul Mercosur?
“Innanzitutto una considerazione su Macron: da un lato afferma che vogliamo essere una potenza globale, che vogliamo diventare una potenza mondiale come europei. Allo stesso tempo, però, rifiuta la mano tesa dal Sudamerica con il Mercosur. La politica commerciale è oggi uno strumento centrale non solo della politica economica, ma anche della geopolitica. Per questo vogliamo il Mercosur e sostengo Ursula von der Leyen nella sua decisione di applicarlo in anticipo".
Questo è un anno importante per la Germania: ci saranno varie elezioni regionali e l'AfD è molto forte nei sondaggi. Il cordone sanitario cadrà?
“La Cdu/Csu in Germania e il Ppe a livello europeo sono contrari alle proposte dell'AfD e al suo programma. Pertanto, non c'è alcuna possibilità di collaborazione tra la Cdu/Csu e l'AfD. Coalizioni di governo sono impensabili con questo partito, così come qualsiasi altra forma di collaborazione. Il cordone sanitario è ancora in piedi”.