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Rutte: “In Ucraina l’orso russo va alla velocità di una lumaca”

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Alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza domani vertice sul conflitto, attesi anche Witkoff e Kushner
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MONACO – A sorpresa, all'inaugurazione dell'"Ukraine House" compare Christine Lagarde. E la presidente della Bce si lascia guidare attraverso un'impressionante mostra sulla guerra russa arrivata quasi al quinto anno: droni, video, testimonianze del terrore quotidiano. La Conferenza sulla sicurezza di Monaco si apre così, con uno sguardo all'Ucraina nel sito organizzato proprio accanto al Bayerischer Hof che ospita gli eventi principali, con un ambasciatore che a microfoni spenti ricorda agli europei che una "comunicazione nordcoreana" non consente ai russi di avere uno sguardo realistico sul conflitto. Ma negli stessi minuti é il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ad offrire un quadro più realistico del conflitto: "Invece di percepire i russi come un orso possente, dobbiamo renderci conto che si stanno muovendo attraverso l'Ucraina alla velocità di una lumaca". Anche Volodomyr Zelensky é già arrivato a Monaco, e si mostra fiducioso che "ci saranno passi verso la nostra sicure…

MONACO – A sorpresa, all'inaugurazione dell'"Ukraine House" compare Christine Lagarde. E la presidente della Bce si lascia guidare attraverso un'impressionante mostra sulla guerra russa arrivata quasi al quinto anno: droni, video, testimonianze del terrore quotidiano. La Conferenza sulla sicurezza di Monaco si apre così, con uno sguardo all'Ucraina nel sito organizzato proprio accanto al Bayerischer Hof che ospita gli eventi principali, con un ambasciatore che a microfoni spenti ricorda agli europei che una "comunicazione nordcoreana" non consente ai russi di avere uno sguardo realistico sul conflitto. Ma negli stessi minuti é il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ad offrire un quadro più realistico del conflitto: "Invece di percepire i russi come un orso possente, dobbiamo renderci conto che si stanno muovendo attraverso l'Ucraina alla velocità di una lumaca". Anche Volodomyr Zelensky é già arrivato a Monaco, e si mostra fiducioso che "ci saranno passi verso la nostra sicurezza comune". Si vocifera che domani nel capoluogo bavarese potrebbero arrivare gli inviati di Trump sul conflitto in Ucraina, Jared Kushner e Steve Witkoff per un nuovo vertice con il presidente ucraino e gli europei.

Intorno al Bayerischer Hof, dove il direttore ad interim della Conferenza, Wolfgang Ischinger, e il cancelliere tedesco Friedrich Merz aprono all'ora di pranzo un appuntamento che si annuncia all'insegna della crisi senza precedenti dei rapporti transatlantici, il viavai di auto blindate é continuo, la presenza della polizia mostruoso.

Domani è atteso il Segretario di Stato Marco Rubio e una girandola di riunioni a margine - il G7 dei ministri degli Esteri, una riunione ristretta dei leader europei e forse un vertice sull'Ucraina - serviranno soprattutto a cementare gli europei e a ridefinire gli equilibri della Nato.

Dalla "colomba" Rubio gli europei si aspettano toni meno violenti di quelli del vicepresidente JD Vance, che l'anno scorso accusò l'Europa di schiacciare la libertà e si lanciò in un elogio delle estreme destre e preferì incontrare la leader dell'Afd Alice Weidel piuttosto che il cancelliere uscente Olaf Scholz. Rubio incontrerà invece, tra gli altri, il cancelliere Friedrich Merz e la premier danese Mette Frederiksen, un tema sarà dunque anche la Groenlandia.

L'umore degli americani si capisce dai capannelli a microfoni spenti, dal loro modo di declinare il nuovo "realismo flessibile" precipitato nei recenti documenti strategici pubblicati dalla Casa Bianca. Sono convinti, ormai, che la Nato 2.0 emersa dopo la fine della Guerra fredda sia stata caratterizzata da "troppe" garanzie americane all'Europa, che la Ue si debba proteggere di più da sola. La fedeltà degli americani all'articolo 5 della Nato resta insomma un'incognita. E la Russia è diventata "un rischio persistente ma gestibile". Altra svolta inquietante. Altra spinta all'Europa a ricompattarsi e accelerare la spinta verso una maggiore autonomia militare e strategica.

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