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Newsom e Ocasio al summit di Monaco portano l’America dem: “Trump presto se ne andrà”

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La delegazione dell’opposizione in Germania: e lo Speaker repubblicano della Camera taglia loro i fondi per il viaggio
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NEW YORK – Donald Trump è un incidente di percorso della storia temporaneo. L’Europa deve tenere duro per altri tre anni, ma poi le relazioni transatlantiche torneranno alla normalità. La delegazione democratica alla Conferenza di Monaco, non a caso composta da diversi probabili candidati alle presidenziali del 2028 che cercano di costruire il loro profilo internazionale, è andata in Germania per lanciare questo messaggio rassicurante, nonostante lo Speaker della Camera Michael Johnson le abbia tagliato i fondi per il viaggio.

L’opposizione è guidata dal governatore della California Gavin Newsom, che era già stato a Davos e non nasconde le ambizioni presidenziali: «Donald Trump — ha detto — è temporaneo. Se ne andrà fra tre anni». Quindi ha aggiunto: “Sta raddoppiando con la stupidità. Mai nella storia degli Stati Uniti c’è stato un presidente più distruttivo dell’attuale inquilino della Casa Bianca. Sta cercando di ricreare il XIX secolo. È controllato al 100% dalle grandi aziende pe…

NEW YORK – Donald Trump è un incidente di percorso della storia temporaneo. L’Europa deve tenere duro per altri tre anni, ma poi le relazioni transatlantiche torneranno alla normalità. La delegazione democratica alla Conferenza di Monaco, non a caso composta da diversi probabili candidati alle presidenziali del 2028 che cercano di costruire il loro profilo internazionale, è andata in Germania per lanciare questo messaggio rassicurante, nonostante lo Speaker della Camera Michael Johnson le abbia tagliato i fondi per il viaggio.

L’opposizione è guidata dal governatore della California Gavin Newsom, che era già stato a Davos e non nasconde le ambizioni presidenziali: «Donald Trump — ha detto — è temporaneo. Se ne andrà fra tre anni». Quindi ha aggiunto: “Sta raddoppiando con la stupidità. Mai nella storia degli Stati Uniti c’è stato un presidente più distruttivo dell’attuale inquilino della Casa Bianca. Sta cercando di ricreare il XIX secolo. È controllato al 100% dalle grandi aziende petrolifere, del gas e del carbone».

Con lui c’è la deputata Alexandria Ocasio-Cortez, leader dell’ala progressista del partito, che nel 2028 potrebbe candidarsi al Senato o alla presidenza: «La nostra amministrazione — ha detto — sta cercando di distruggere la partnership transatlantica e ogni norma democratica. Come si era chiesto il premier canadese Mark Carney al World Economic Forum, dobbiamo domandarci se l’ordine basato sulle regole esista ancora. Questo non significa che la maggioranza degli americani sia pronta ad abbandonarlo e a rinunciare al nostro impegno per la democrazia».

La deputata di New York ha rimproverato l’ipocrisia dei colleghi: «Troppo spesso in Occidente chiudiamo gli occhi, che si tratti di rapire un capo di Stato straniero, minacciare i nostri alleati di colonizzare la Groenlandia, o ignorare un genocidio. Le ipocrisie sono le nostre vulnerabilità e minacciano le democrazie. Noi però siamo qui per affermare di essere pronti per il prossimo capitolo, non per vedere il mondo cadere in isolamento, ma approfondire la partnership verso un impegno maggiore e più profondo per l’integrità e i nostri valori».

I problemi però restano tre: primo, i danni che possono avvenire nel frattempo; secondo, la mancanza di certezze che fra tre anni Trump sarà sostituito da qualcuno più incline a rifondare il rapporto col Vecchio Continente; terzo, il timore che la sua antipatia per l’Europa sia condivisa da molti elettori americani, e quindi sia destinata comunque a restare un fattore rilevante.

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