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Kallas rilancia l’Europa: “Non è in declino”. Rubio, tour sovranista

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Per l’Alta rappresentante il Cremlino è in difficoltà economiche. Il Segretario di Stato Usa incontrerà Orban: “Grande sintonia”
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MONACO – Ha ragione l’esperto militare tedesco Carlo Masala, che a margine della Conferenza di Monaco derubrica il discorso di Marco Rubio, come quello di JD Vance, «a messaggi con un solo destinatario: Donald Trump». Ma sia come sia, l’eco delle parole del Segretario di Stato che ha messo in crisi i legami con il “vecchio continente” e sepolto decenni di pensiero Repubblicano - liberista, atlantista e favorevole al libero commercio - ha continuato a suscitare reazioni indignate sul palco dell’appuntamento globale sulla difesa arrivato ieri all’ultimo giorno.

E se qualcuno aveva ancora dubbi sulla natura Maga delle sue parole: il segretario di Stato ha continuato il suo tour europeo partendo ieri per Bratislava mentre oggi approderà a Budapest. Il capo della diplomazia americana incontrerà cioè i due premier, Robert Fico e Viktor Orban, che sono diventati i più fedeli cavalli di Troia di Putin in Europa, gli ostacoli più ingombranti a una maggiore integrazione europea e i più sfegata…

MONACO – Ha ragione l’esperto militare tedesco Carlo Masala, che a margine della Conferenza di Monaco derubrica il discorso di Marco Rubio, come quello di JD Vance, «a messaggi con un solo destinatario: Donald Trump». Ma sia come sia, l’eco delle parole del Segretario di Stato che ha messo in crisi i legami con il “vecchio continente” e sepolto decenni di pensiero Repubblicano - liberista, atlantista e favorevole al libero commercio - ha continuato a suscitare reazioni indignate sul palco dell’appuntamento globale sulla difesa arrivato ieri all’ultimo giorno.

E se qualcuno aveva ancora dubbi sulla natura Maga delle sue parole: il segretario di Stato ha continuato il suo tour europeo partendo ieri per Bratislava mentre oggi approderà a Budapest. Il capo della diplomazia americana incontrerà cioè i due premier, Robert Fico e Viktor Orban, che sono diventati i più fedeli cavalli di Troia di Putin in Europa, gli ostacoli più ingombranti a una maggiore integrazione europea e i più sfegatati fan di Trump: «Sono Paesi che sono molto cooperativi con gli Usa e che lavorano a stretto contatto con noi», ha detto Rubio alla vigilia del tour tra sovranisti.

Intanto dal palco della Conferenza, Kaja Kallas ha voluto replicare a un paio di provocazioni dell’inviato americano a Monaco. «L’Europa “woke”’ e decadente non sta andando verso la cancellazione della propria civiltà», ha sottolineato l’Alta Rappresentante Ue per la politica estera. «Di fatto le persone ancora vogliono unirsi al nostro club, e non solo altri europei: in Canada mi è stato detto che oltre il 40% dei canadesi sono interessati a entrare nell’Ue». E poi ci sono Ucraina, Moldova e sei Paesi Baltici che sono da anni sulla lista d’attesa. L’allargamento “è un antidoto all’imperialismo russo”, ha sottolineato. Oggi la Polonia è il 70% più ricca della Russia, nel 1990 la ricchezza russa era doppia rispetto a quella polacca.

L’estone ha ricordato, alla vigilia del round negoziale sull’Ucraina, che «la Russia non è una superpotenza»: avanza poco in Ucraina e a un’enorme costo umano: «1,2 milioni di vittime. Oggi la Russia è distrutta, la sua economia è a pezzi, è scollegata dai mercati energetici europei e i suoi cittadini stanno fuggendo».

Dagli Usa è arrivata intanto una bordata contro il cancelliere Friedrich Merz, ‘reo’ di aver incontrato il governatore della California e feroce avversario di Trump, Gavin Newsom. L’ex ambasciatore americano in Germania, ora inviato di Trump, Richard Grenell l’ha definita una “gaffe”.

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