Il motorino Simson da icona Ddr a bandiera dell’ultradestra. Gli eredi dei fondatori contro l’Afd
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Bjoern Hoecke lo considera un simbolo importante, un mito della “Ostalgie”, la nostalgia per la vecchia Germania comunista su cui l’Afd fa leva per alimentare la rabbia popolare. Il leader estremista del partito di ultradestra tedesco, l’uomo che grida slogan delle SA dai palchi, che ha chiesto “una svolta di 180 gradi nelle politiche della memoria” e ha definito il Monumento alla Shoah di Berlino “una vergogna”, scorrazza spesso per le strade della Turingia con il suo “Simson”, il motorino più famoso della Ddr. Lo usa per i poster delle sue campagne elettorali, si mostra sulla due ruote mentre va ai comizi seguito da un codazzo di militanti. E ha dichiarato pubblicamente che il Simson aiuta ad alimentare “il cameratismo” nel partito di estrema destra.
Ma i discendenti di Loeb e Moses Simson non ci stanno. Alla metà dell’Ottocento i due fratelli ebrei fondarono a Suhl, in Turingia, l’azienda che quasi un secolo dopo -quando la Germania est era già finita dietro la Cortina di…
BERLINO – Bjoern Hoecke lo considera un simbolo importante, un mito della “Ostalgie”, la nostalgia per la vecchia Germania comunista su cui l’Afd fa leva per alimentare la rabbia popolare. Il leader estremista del partito di ultradestra tedesco, l’uomo che grida slogan delle SA dai palchi, che ha chiesto “una svolta di 180 gradi nelle politiche della memoria” e ha definito il Monumento alla Shoah di Berlino “una vergogna”, scorrazza spesso per le strade della Turingia con il suo “Simson”, il motorino più famoso della Ddr. Lo usa per i poster delle sue campagne elettorali, si mostra sulla due ruote mentre va ai comizi seguito da un codazzo di militanti. E ha dichiarato pubblicamente che il Simson aiuta ad alimentare “il cameratismo” nel partito di estrema destra.
Ma i discendenti di Loeb e Moses Simson non ci stanno. Alla metà dell’Ottocento i due fratelli ebrei fondarono a Suhl, in Turingia, l’azienda che quasi un secolo dopo -quando la Germania est era già finita dietro la Cortina di ferro - cominciò a produrre la due ruote più popolare della Ddr. Che adesso Hoecke e l’Afd sfruttino quel marchio storico per fare le loro campagne razziste è “una beffa della storia”, protestano gli eredi dell’azienda.
La famiglia Simson fu costretta negli anni Trenta a cedere l’azienda a un prezzo stracciato e a emigrare negli Stati Uniti per sfuggire alla persecuzione nazista. Ora ha diffidato l’Afd dall’usare il loro marchio. Per uno dei discendenti, Dennis Baum, “qualsiasi associazione con l’Afd è raccapricciante ed è un insulto al nostro nome”. Baum, a nome della famiglia, ha fatto sapere che “respingiamo con fermezza ideologie estremiste e non accetteremo che l’Afd si appropri del nostro nome”. Il motorino Simson, avverte la famiglia, “non deve diventare un simbolo dell’Afd, in nessun caso”.