Una squadriglia di piloti stranieri ai comandi dei caccia F16 che difendono Kiev dalle incursioni russe. Veterani statunitensi e olandesi che hanno accumulato migliaia di ore alla guida dei Viper e dispongono di un’esperienza che i loro colleghi ucraini non raggiungeranno prima di anni. L’esistenza di questa unità speciale è stata descritta dal sito investigativo francese Intelligence Online: non ci sono conferme da fonti governative ma i rumors sulla sua creazione circolano da tempo.
Molti ufficiali americani ed europei si sono offerti di contribuire alla resistenza ucraina: la versione degli F16 donati all’Ucraina da un pool di Paesi del Vecchio Continente – Olanda, Danimarca, Belgio, Norvegia – è stata una delle più diffuse nel mondo, costruita in migliaia di esemplari. Sono tutti uomini che hanno lasciato il servizio attivo nelle aviazioni militari. Di fronti ai ritardi nella formazione degli equipaggi e dei tecnici, l’amministrazione Biden nell’estate 2024 ha preso in consid…
Una squadriglia di piloti stranieri ai comandi dei caccia F16 che difendono Kiev dalle incursioni russe. Veterani statunitensi e olandesi che hanno accumulato migliaia di ore alla guida dei Viper e dispongono di un’esperienza che i loro colleghi ucraini non raggiungeranno prima di anni. L’esistenza di questa unità speciale è stata descritta dal sito investigativo francese Intelligence Online: non ci sono conferme da fonti governative ma i rumors sulla sua creazione circolano da tempo.
Molti ufficiali americani ed europei si sono offerti di contribuire alla resistenza ucraina: la versione degli F16 donati all’Ucraina da un pool di Paesi del Vecchio Continente – Olanda, Danimarca, Belgio, Norvegia – è stata una delle più diffuse nel mondo, costruita in migliaia di esemplari. Sono tutti uomini che hanno lasciato il servizio attivo nelle aviazioni militari. Di fronti ai ritardi nella formazione degli equipaggi e dei tecnici, l’amministrazione Biden nell’estate 2024 ha preso in considerazione l’ipotesi di creare una “american legion” che si occupasse dei caccia ucraini.
Il modello evocato in quei giorni sono le “Tigri Volanti”, la compagnia privata con personale e velivoli Usa che negli anni Trenta proteggeva i cieli della Cina dagli invasori giapponesi: una vicenda leggendaria che ha ispirato decine di film e diversi racconti a fumetti.
Nel novembre 2024, dopo la vittoria di Donald Trump e prima del suo insediamento, la Casa Bianca ha formalmente autorizzato l’attività in Ucraina di cittadini statunitensi, qualificati come contractor, la formula contemporanea dei mercenari: vengono ingaggiati dal governo di Kiev tramite società senza un coinvolgimento degli organismi statali americani. Questo provvedimento non risulta essere mai stato revocato.
Intelligence Online sostiene che i piloti stranieri hanno contratti di sei mesi. Il loro contributo sarebbe particolarmente importante perché hanno la capacità di usare alcuni sistemi hitech ottenuti dagli ucraini, che richiederebbero lunghi periodi di formazione: in particolare i pod “Sniper” che permettono il puntamento di precisione contro bersagli in movimento ad alta velocità. L’attività principale delle nuove Tigri Volanti è fare scudo alla capitale, intercettando missili da crociera e droni russi: le loro missioni avverrebbero praticamente ogni giorno.
Non è chiaro quanti degli 85 F16 promessi dai donatori siano attualmente schierati in Ucraina. Alcune fonti parlano di circa cinquanta jet, che vengono usati intensamente. Nonostante siano aerei anziani con circa trent’anni di attività sono stati aggiornati nell’elettronica e rappresentano un notevole salto di qualità rispetto ai velivoli sovietici di Kiev. Le caratteristiche dei loro radar negli ultimi mesi li hanno resi la risorsa più importante nel contrasto delle incursioni russe che si accaniscono sugli impianti energetici, le industrie e i centri abitati.
Gli ucraini stanno ricevendo missili Patriot con il contagocce: la scorsa settimana ne sono stati consegnati 35, prodotti negli Usa e pagati dalla Germania, che bastano per fronteggiare due-tre giorni di attacchi. E c’è un altro problema: l’ultima generazione di droni Shahed-Geran messa a punto da Mosca sfugge alla rete di mitragliere, cannoncini e missili spalleggiabili con cui per quasi due anni le forze di Kiev hanno tenuto testa alle bombe volanti del Cremlino. Oggi i droni restano a una quota più alta, cambiando spesso direzione e – nel caso del modello Geran 5 spinto da un turboreattore - sono troppo veloci per venire abbattuti dalle mitragliatrici.
A farsi carico della sfida sono soprattutto gli F16, che usano missili aria-aria Sidewinder persino contro i droni o – quando i piloti sono veramente abili – li distruggono con una raffica del cannone di bordo. Più spesso però intervengono contro i cruise X101 e Kaliber: il primato è di un caccia che ne ha abbattuti sei in un’unica missione.