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Boyd: “Il Regno Unito è classista, non demoliremo la monarchia e poi re Carlo ha agito bene”

William Boyd

 

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Intervista allo scrittore britannico dopo l’arresto dell’ex principe Andrea. “Era una questione esistenziale per la ditta della Royal Family. E hanno preso i provvedimenti giusti”
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LONDRA – Il grande scrittore britannico William Boyd, 73 anni, nel secolo scorso è andato a scuola con re Carlo, la privata Gordonstoun in Scozia. Ma sul sovrano non ha nulla da ridire, anzi: «Ha fatto bene contro quel supponente, antipatico e arrogante di Andrea. Il Regno Unito non è una zona sismica, ma questo è un vero terremoto».

Se lo aspettava?

«Sì. Era inevitabile dopo che Buckingham Palace aveva promesso di cooperare alle indagini della polizia sull’ex principe, qualche settimana fa, dopo avergli strappato tutti i titoli. Quello è stato il momento decisivo. E oggi la hubris di Andrea è stata finalmente seppellita dalla sua nemesi».

L’ex principe in cella è immediatamente diventato un “commoner”, uno qualunque.

«Esatto. Carlo, quasi 80enne, lo ha fatto soprattutto per suo figlio William, per “ripulirgli” la monarchia britannica che stava diventando tossica. Ha defenestrato Andrea in modo brutale, ma machiavelllico e pragmatico. Una caduta clamorosa, che non accadeva da molti se…

LONDRA – Il grande scrittore britannico William Boyd, 73 anni, nel secolo scorso è andato a scuola con re Carlo, la privata Gordonstoun in Scozia. Ma sul sovrano non ha nulla da ridire, anzi: «Ha fatto bene contro quel supponente, antipatico e arrogante di Andrea. Il Regno Unito non è una zona sismica, ma questo è un vero terremoto».

Se lo aspettava?

«Sì. Era inevitabile dopo che Buckingham Palace aveva promesso di cooperare alle indagini della polizia sull’ex principe, qualche settimana fa, dopo avergli strappato tutti i titoli. Quello è stato il momento decisivo. E oggi la hubris di Andrea è stata finalmente seppellita dalla sua nemesi».

L’ex principe in cella è immediatamente diventato un “commoner”, uno qualunque.

«Esatto. Carlo, quasi 80enne, lo ha fatto soprattutto per suo figlio William, per “ripulirgli” la monarchia britannica che stava diventando tossica. Ha defenestrato Andrea in modo brutale, ma machiavelllico e pragmatico. Una caduta clamorosa, che non accadeva da molti secoli a questi livelli. E anche il più bel regalo che il monarca poteva fare al suo primogenito ed erede al trono».

Anche le figlie di Andrea, le principesse Eugenia e Beatrice, diventeranno paria come il padre?

«Non credo. Tutti dicono che sono ragazze a posto. I figli non dovrebbero essere marchiati dalle colpe del padre, e nemmeno della madre, visto che anche Sarah Ferguson è pesantemente coinvolta nel caso Epstein e sparirà pure lei dalla Royal Family».

Re Carlo ha così salvato la monarchia britannica?

«Ha dovuto farlo, marcando uno stacco netto da Andrea, scacciando via quella mela marcia. Il sovrano e i suoi si sono mossi in maniera relativamente rapida, ma soprattutto spietata. Era una questione esistenziale per la “Ditta” della Royal Family. E credo che abbiano preso i provvedimenti giusti».

Ma c’è chi accusa che la famiglia lo sapeva da tempo e poteva sbarazzarsi ben prima di Andrea, il figlio preferito di Elisabetta II e protetto da quest’ultima.

«Certo. Immagino che i segretari privati dell’ex principe sapesse cosa facesse, così come gli autisti e la scorta. Era un segreto sulla bocca di tutti. Ma fino al secolo scorso si poteva far finta di nulla. Poi sono arrivate le email, i social, le fotografie virali. I tempi sono cambiati e a quel punto la pressione è diventata enorme per Carlo e gli altri: per questo hanno dovuto cambiare anche loro. Giusto in tempo».

Quindi non vede grossi pericoli per la monarchia britannica oggi, nonostante lo scandalo di Andrea ed Epstein?

«No. Cambierà come ha fatto negli ultimi anni, e quando William salirà sul trono la nostra monarchia muterà ancora di più, adeguandosi ai tempi. Ma il Regno Unito non diventerà una repubblica, per lo meno in un futuro prossimo. Credo che re Carlo sia sempre più popolare e a suo agio da re, così come Camilla da regina e gli stessi William e Kate. Le terribili malattie che hanno colpito il sovrano e la principessa li hanno paradossalmente avvicinati al popolo. E aver estromesso Andrea farà crescere ancora di più la loro popolarità. Non vedo un movimento repubblicano né un desiderio pubblico così forte da spodestare i Windsor nei prossimi decenni».

Però il sostegno popolare alla monarchia sta calando, soprattutto tra i giovani.

«È fisiologico nelle nuove generazioni, ma ricordate una cosa: questo Paese, anche nella vita quotidiana, è assolutamente dominato dal classismo. Per questo abbiamo ancora re, principesse e duchi. E poi la monarchia britannica incarna ancora un soft power gigantesco. Non è un caso che uno dei pochi che Donald Trump sembra ascoltare sia proprio re Carlo…».

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