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Merz rieletto presidente al congresso Cdu: “Non mi vergogno di concentrarmi sulla politica estera”

(afp)
Dopo la promessa di ricompattare l’Europa fatta alla conferenza di Monaco, il cancelliere tedesco interviene davanti ai suoi. Poi si difende dall'accusa di essere troppo concentrato sul resto del mondo e promette: “Il cordone sanitario contro l’Afd resta”. Merkel è l’ospite a sorpresa
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BERLINO – Non si vergogna affatto, Friedrich Merz, di essere considerato un “Aussenkanzler”, un cancelliere proiettato sulla politica estera. Anzi, “ne vado fiero”. EDel resto l’“ordine globale” come lo abbiamo conosciuto finora “è tramontato”. Il leader cristianodemocratico rafforza al congresso della Cdu il messaggio della Conferenza di Monaco e striglia i commentatori tedeschi che lo hanno considerato troppo concentrato su un mondo che sta andando a pezzi, su un “nuovo ordine delle grandi potenze che sta rapidamente prendendo piede”. E viene rieletto alla presidenza della Cdu con il 91,17% dei voti.

Sono “tempi difficili” e l’epicentro del terremoto che sta distruggendo la sfera transatlantica basata sulle regole è Donald Trump, sono gli Stati Uniti. E’ una geopolitica - e qui Merz fa anche riferimento alla Cina - “dei dazi e delle sovvenzioni” un contesto in cui “l’imprevedibilità diventa uno strumento della politica”. Il cancelliere parla di una necessità di “ridefinire” i rappor…

BERLINO – Non si vergogna affatto, Friedrich Merz, di essere considerato un “Aussenkanzler”, un cancelliere proiettato sulla politica estera. Anzi, “ne vado fiero”. EDel resto l’“ordine globale” come lo abbiamo conosciuto finora “è tramontato”. Il leader cristianodemocratico rafforza al congresso della Cdu il messaggio della Conferenza di Monaco e striglia i commentatori tedeschi che lo hanno considerato troppo concentrato su un mondo che sta andando a pezzi, su un “nuovo ordine delle grandi potenze che sta rapidamente prendendo piede”. E viene rieletto alla presidenza della Cdu con il 91,17% dei voti.

Sono “tempi difficili” e l’epicentro del terremoto che sta distruggendo la sfera transatlantica basata sulle regole è Donald Trump, sono gli Stati Uniti. E’ una geopolitica - e qui Merz fa anche riferimento alla Cina - “dei dazi e delle sovvenzioni” un contesto in cui “l’imprevedibilità diventa uno strumento della politica”. Il cancelliere parla di una necessità di “ridefinire” i rapporti con Washington, ma, aggiunge, “nonostante le tensioni, gli americani sono nostri amici e devono rimanere nostri amici”, sottolinea. Anche perché l’Ucraina è la prova che “abbiamo ancora bisogno degli Stati Uniti”. Ma l’Ucraina dimostra anche che “l’appeasement non funziona”, che “non crea la pace” e rafforza l’aggressore, ossia la Russia. Basta con il “pacifismo naif”, sottolinea Merz.

L’Europa, però, deve essere più sicura di sé, sapere che rappresenta per il resto del mondo un “imperativo normativo contro le autocrazie”, sapere che “il diritto non è una debolezza, è una forza”. Si è visto con la Groenlandia, con la fermezza che l’Ue ha opposto alle minacce di invasione di Trump: “Se l’Europa resiste, può avere successo”. E il cancelliere esorta l’Europa a rafforzarsi sulla difesa, ad abbattere la burocrazia, ad applicare subito il Mercosur e cita i rapporti “di due italiani”, Mario Draghi en Enrico Letta, per dire che la via per il rilancio economico l’hanno mostrata loro, nei loro ormai famosi rapporti.

In prima fila c’è Angela Merkel, accolta da una vera e propria ovazione; veste uno dei suoi caratteristici completi-uniforme dei tempi in cui era cancelliera, oggi è verde acqua. E Merz sa che per essere riconfermato alla guida della Cdu dal congresso con un risultato accettabile deve anche parlare di politica interna. Il suo messaggio, dunque, è di coraggio, di ottimismo “contro i lagnosi e i disfattisti”, ossia contro l’Afd. La Cdu, ricorda Merz, è il partito “del futuro, del potere, della fiducia”. E il cancelliere conferma il cordone sanitario contro l’ultradestra: “Ho deciso definitivamente che cercherò il consenso per la nostra politica esclusivamente al centro”. Niente accordi con l’Afd.

La decisione “più difficile” da quando è stato eletto cancelliere, Merz ammette essere stata quella della deroga al freno al debito pubblico. “Ma è stata una decisione giusta” per rafforzare la difesa e garantire investimenti nelle infrastrutture. In più “stiamo uscendo dalla valle”, quest’anno la Germania “crescerà lievemente”. Il leader della Cdu ammette che non tutte le riforme potranno essere realizzate ma promette un “cambio di paradigma” su pensioni - una proposta sarà presentata entro la fine dell’anno -, sanità e sburocratizzazione. Alla fine del suo discorso, la platea dei delegati lo applaude per oltre dieci minuti.

Merz si dovrà confrontare oggi con una serie di malumori che serpeggiano tra i cristianodemocratici e si sono manifestati in questi mesi in vere e proprie fronde interne. Una per tutte, quella di diciotto “scapigliati”, esponenti giovani della Cdu e Csu che si sono ribellati alla “controriforma” delle pensioni voluta dalla ministra del Lavoro socialdemocratica, Baerbel Bas. E proprio la coabitazione con la Spd continua a rendere nervosi tanti cristianodemocratici: l’impressione è che il governo abbia navigato fin qui con un’impronta troppo “rossa”: dalla deroga al freno al debito, ai 500 miliardi di spese per infrastrutture, all’aumento del salario minimo. Da Merz la Cdu si aspetta oggi un discorso meno da “Aussenkanzler”, da cancelliere che brilla in politica estera, e più da capo di un governo che vuole resuscitare una Germania insabbiata nelle secche della stagnazione.

Una delle aspettative che potrebbe essere accontentata dai delegati che arriveranno stamane in Svevia è un “no” deciso di Merz alle richieste di aumento delle tasse di successione e contributi sanitari e sociali avanzato della Spd. Molti, soprattutto nell’organizzazione giovanile, si aspettano una chiara traiettoria sulle riforme: sanità, spesa sociale, pensioni. Ma un’altra parte del partito, e lo stesso cancelliere, sono più cauti all’idea di annunciare riforme, che in parte potrebbero essere dolorose, alla vigilia di cinque elezioni regionali da cui potrebbe risultare un ulteriore, enorme pressione sui vertici della Cdu. L’ultradestra Afd è in ascesa ovunque, in due land dell’Est, Sassonia-Anhalt e Meclemburgo-Pomerania, sfiora il 40% dei consensi in tutti i sondaggi. E nel land di Lutero potrebbe persino andare al potere, scatenando un inevitabile terremoto a Berlino.

Uno dei temi che potrebbe essere discusso al congresso, anche grazie a una mozione dell’ala cosiddetta economica (ammorbidita però nei toni) è quello del lavoro. Il cancelliere non ha fatto che ripetere che “dobbiamo lavorare di più”, ma ha respinto l’ipotesi radicale dell’ala economica di limitare per legge l’orario ridotto. Un’altra proposta che potrebbe essere dibattuta è quella di una riforma delle imposte che sposti l’aliquota marginale in alto, ai redditi oltre gli 80mila euro (rispetto ai 68mila attuali): è fortemente appoggiata dal segretario generale della Cdu, Carsten Linnemann.

In più, i delegati dello Schleswig-Holstein e il loro governatore, Daniel Guenther, si presenteranno con la richiesta di vietare i social media ai minori fino a sedici anni. Una proposta che va incontro a quella presentata già dalla Spd di un bando fino ai 14 anni che Merz considera “con simpatia”. In una lunga intervista con il podcast “Machtwechsel” alla vigilia del congresso, il cancelliere ha detto che bisogna essere “molto, molto cauti” con i divieti. Ma ha anche ammesso che se tra i giovani “la socializzazione avviene interamente attraverso questi media, non dobbiamo meravigliarci dei loro problemi nell’atteggiamento sociale”. L’alleata della Cdu, la Csu del governatore della Baviera Markus Soeder, è contraria. La ministra della Famiglia, Karin Prien (Cdu) ha istituito lo scorso autunno una commissione di esperti che dovrà formulare una proposta entro l’estate. Ma la riflessione partita ormai anche in Europa su un bando dei social media per gli adolescenti potrebbe accelerare i tempi.

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