Due uomini sono indagati per omicidio volontario nel pestaggio su Quentin Deranque. Dopo aver fermato nove persone, la procura di Lione ha ufficialmente indagato e chiesto la custodia cautelare in carcere per sette ragazzi di età compresa tra i 20 e i 26 anni.
Tra di loro c’è l’assistente parlamentare della France Insoumise, accusato di «complicità» nel pestaggio. Jacques-Elie Favrot, collaboratore dell’assistente del deputato Raphaël Arnault, ha riconosciuto «di aver commesso violenze e di essere stato presente sul posto», ma avrebbe precisato «di non essere l’autore dei colpi che hanno provocato la morte» di Deranque. Tre dei sette sospettati «dichiarano di aver fatto parte o di essere vicini alla galassia dell’ultrasinistra», ha aggiunto il procuratore.
L’inchiesta è affidata a tre magistrati, segno di quanto in Francia sia forte l’attenzione per questo fascicolo. I sette arrestati sono stati identificati dopo l’audizione di diversi testimoni, l’analisi di video e il lavoro su elem…
Due uomini sono indagati per omicidio volontario nel pestaggio su Quentin Deranque. Dopo aver fermato nove persone, la procura di Lione ha ufficialmente indagato e chiesto la custodia cautelare in carcere per sette ragazzi di età compresa tra i 20 e i 26 anni.
Tra di loro c’è l’assistente parlamentare della France Insoumise, accusato di «complicità» nel pestaggio. Jacques-Elie Favrot, collaboratore dell’assistente del deputato Raphaël Arnault, ha riconosciuto «di aver commesso violenze e di essere stato presente sul posto», ma avrebbe precisato «di non essere l’autore dei colpi che hanno provocato la morte» di Deranque. Tre dei sette sospettati «dichiarano di aver fatto parte o di essere vicini alla galassia dell’ultrasinistra», ha aggiunto il procuratore.
L’inchiesta è affidata a tre magistrati, segno di quanto in Francia sia forte l’attenzione per questo fascicolo. I sette arrestati sono stati identificati dopo l’audizione di diversi testimoni, l’analisi di video e il lavoro su elementi materiali, ha spiegato il procuratore, sottolineando che si tratta di un lavoro «difficile» e che «restano ancora diverse persone da identificare».
A due giorni da una marcia prevista a Lione per rendere omaggio alla vittima, la famiglia di Deranque ha lanciato un appello «alla calma e alla moderazione» e ha condannato «ogni forma di violenza politica». Il sindaco ecologista Grégory Doucet ha chiesto alla prefettura di vietare, per ragioni di sicurezza, la manifestazione che chiede «Giustizia per Quentin, ucciso dagli antifà», un appello ampiamente rilanciato dall’estrema destra sui social.
Bastien Brajon, avvocato dei genitori, ha annunciato che la famiglia non vi parteciperà e «desidera che, se qualcuno vorrà aggregarsi a questa iniziativa, lo faccia nella calma, nella moderazione e senza espressione politica».
Per ora la prefettura non ha autorizzato né vietato la marcia e continua «a valutare i rischi per la sicurezza dei partecipanti e degli abitanti».