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Andrea, il re dalla parte della legge: “Sostegno alle autorità”. William e Kate con Carlo

Re Carlo ieri durante la sfilata inaugurale della London Fashion Week (afp)

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La linea dura decisa per cercare di salvare la monarchia. Ormai contestazioni sul fratello in ogni uscita pubblica del sovrano
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LONDRA – Carlo non lo chiama più neanche fratello, bensì Mister Andrew Mountbatten-Windsor, dopo che gli ha strappato i titoli reali e pure il Royal Lodge da trenta stanze a Windsor dove l’ex principe ha scroccato per vent’anni. E il commento di Sua Maestà, alla notizia dell’arresto di Andrea ieri, è altrettanto epocale: «Le autorità hanno il nostro pieno e convinto sostegno e la nostra collaborazione. Voglio dirlo con assoluta chiarezza: la legge deve fare il suo corso. Carlo R.». Ossia Carlo Rex, firma in latino che il sovrano utilizza nelle occasioni più solenni, come nelle missive ad altri capi di Stato.

Lasciate ogni speranza voi che leggete. È l’epigrafe che seppellisce ogni illusione e reputazione di Andrea, ormai sradicato dalla Royal Family. Re Carlo, che pure doveva essere un sovrano intermedio, passerà invece alla Storia come una pietra miliare: colui che ha “permesso” il sensazionale arresto del fratello Andrea, approvando l’operato della polizia.

Perché qui c’è in gioco l…

LONDRA – Carlo non lo chiama più neanche fratello, bensì Mister Andrew Mountbatten-Windsor, dopo che gli ha strappato i titoli reali e pure il Royal Lodge da trenta stanze a Windsor dove l’ex principe ha scroccato per vent’anni. E il commento di Sua Maestà, alla notizia dell’arresto di Andrea ieri, è altrettanto epocale: «Le autorità hanno il nostro pieno e convinto sostegno e la nostra collaborazione. Voglio dirlo con assoluta chiarezza: la legge deve fare il suo corso. Carlo R.». Ossia Carlo Rex, firma in latino che il sovrano utilizza nelle occasioni più solenni, come nelle missive ad altri capi di Stato.

Lasciate ogni speranza voi che leggete. È l’epigrafe che seppellisce ogni illusione e reputazione di Andrea, ormai sradicato dalla Royal Family. Re Carlo, che pure doveva essere un sovrano intermedio, passerà invece alla Storia come una pietra miliare: colui che ha “permesso” il sensazionale arresto del fratello Andrea, approvando l’operato della polizia.

Perché qui c’è in gioco la sopravvivenza della “Ditta”, dell’istituzione Royal Family. Niente tempo da perdere, a costo di gesti disperati. Il primogenito ed erede al trono William lo aveva capito prima di tutti, spingendo da almeno un anno per defenestrare il prima possibile il famigerato zio, anche perché non vuole ereditare una monarchia marcia. Carlo invece è stato più riluttante: l’adorata madre Elisabetta aveva difeso fino all’ultimo il figlio preferito Andrea, convincendo il primogenito a contribuire con un paio di milioni ai 14 totali affinché l’ex duca di York comprasse il silenzio della sua grande accusatrice - e vittima di Epstein - Virginia Roberts Giuffre.

Un cataclisma solo rinviato, e presto piombato sulla testa di Carlo. Perché l’accordo extragiudiziale tra Giuffre e Andrea non regge. Prima le memorie postume della donna suicida in Australia lo scorso aprile, a 41 anni, che innescano lo strappo dei titoli nobiliari ad Andrea. Poi altri milioni di Epstein Files, che nelle ultime settimane inchiodano l’ex principe. Mentre si moltiplicano le urla nelle strade del Regno, durante i bagni di folla del re: «Carlo, cosa ci hai nascosto sinora?».

Di qui, una fulminea missione per salvare la Royal Family. Innescata dalla furia di William, che ieri con Kate è rimasto dietro le quinte, lasciando che il padre si sporcasse le mani e facendo filtrare solo un discreto «sostegno alle azioni di Sua Maestà». Perché nell’era di Internet e dei social, la pressione e la vergogna sono diventati presto insostenibili per i Windsor. Il leggendario motto della Queen “never complain, never explain” (“mai lamentarsi, mai spiegare”) oggi è carta straccia.

Così, in pochi giorni, abbiamo assistito a un’indimenticabile escalation: lo sfratto di Andrea da Windsor in piena notte, il clamoroso comunicato di tre settimane fa di Buckingham Palace «pronta a collaborare con la polizia su Mr Mountbatten-Windsor», fino all’arresto di ieri.

Un membro della famiglia reale britannica non veniva arrestato dal 1649, quando re Carlo I venne catturato e poi giustiziato durante la Guerra Civile Inglese. Andrea, scavallando ogni limite nel suo perverso sodalizio con Epstein, ha spalancato una voragine di credibilità che poteva risucchiare tutta la “Ditta”.

Secondo un ultimo sondaggio YouGov, il 64% dei britannici continua a volere la monarchia e solo il 58% la considera una cosa positiva. Troppo pochi per tenersi in famiglia un flagello come Andrea.

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