L’iran ribolle. Da giorni i funerali e le commemorazioni delle vittime della repressione di gennaio si sono trasformati in momenti di rivolta contro la Repubblica islamica. Gli Stati attendono le proposte di Teheran sul nucleare. L’amministrazione Trump sarebbe disposta a concedere un livello di arricchimento dell’uranio basso, ma lavora anche all’opzione militare
Israele riunisce domani il gabinetto di sicurezza sull’Iran
Israele riunirà domani il suo gabinetto di sicurezza per discutere degli ultimi sviluppi legati all'Iran. Lo ha riferito la tv pubblica Kan
Media: “Iran rifiuta l’export uranio ma è pronto a diluirlo sotto supervisione dell’Aiea”
L'Iran si rifiuta di esportare le sue scorte di 300 kg di uranio altamente arricchito, ma è disposto a diluire la purezza delle scorte in Iran sotto la supervisione dell'Aiea. Lo affermano fonti iraniane citate dal Guardian che sottolinea come la proposta sarà al centro dell'offerta che Teheran dovrebbe presentare agli Usa nei prossimi giorni, mentre il presidente americano Donald Trump valuta se utilizzare la sua vasta flotta navale in Medio Oriente per attaccare l'Iran. L'Iran possiede attualmente una scorta di uranio arricchito al 60%, prossima al grado militare, ma è disposto a ridurne la purezza al 20% o meno. Si era discusso dell'invio delle scorte in Russia e del collegamento del programma di arricchimento interno dell'Iran con un consorzio estero, ma fonti iraniane insistono sul fatto che l'idea di un consorzio non sia stata ancora sollevata. I media iraniani vicini al governo hanno citato un diplomatico iraniano che ha affermato: "Durante i negoziati abbiamo sottolineato questa posizione: i materiali nucleari non lasceranno il Paese". L'offerta iraniana probabilmente determinerà se Trump si sentirà obbligato a lanciare un'azione militare contro l'Iran
Teheran: "Lunga vita allo scià". Le manifestazioni nel 40mo giorno dall'inizio della repressione
Teheran: "Lunga vita allo scià". Le manifestazioni nel 40mo giorno dall'inizio della repressione
Esperto: “La sentenza della Corte Suprema sui dazi potrebbe influenzare la decisione di Trump sull’Iran”
Donald Trump potrebbe essere spinto ad attaccare l'Iran per "distogliere l'attenzione" dalla sentenza della Corte Suprema secondo ha violato la legge federale nell'applicazione dei dazi globali. Lo ha dichiarato alla Cnn il professore di Relazioni internazionali alla London School of Economics and Political Science (Lse), Fawaz Gerges. "Ciò che temo è che le sfide interne del presidente Trump potrebbero effettivamente accelerare la sua decisione di attaccare l'Iran", ha dichiarato l'esperto, secondo cui "storicamente" i presidenti americani "tendono a distogliere l'attenzione dai loro problemi interni compiendo attacchi all'estero. Questo è stato il modello". Gerges ha quindi aggiunto che bisognerà "aspettare e vedere" se la decisione della Corte Suprema avrà un'influenza diretta sulla decisione di Trump. Ma il rafforzamento militare degli Stati Uniti in Medio Oriente, il più imponente dall'intervento in Iraq del 2003, secondo l'esperto è un segnale evidente di quanto il conflitto sia vicino. "Si tratta di una forza militare reale, concreta. Costa miliardi di dollari. E a meno che il presidente Trump non intenda davvero attaccare l'Iran, dubito fortemente che avrebbe dispiegato una forza militare così massiccia e costosa", ha spiegato
Media: “Funzionari Iran, Usa e arabi pessimisti, si scivola verso la guerra”
Iran e Stati Uniti stanno rapidamente scivolando verso un conflitto militare, mentre svaniscono le speranze di una soluzione diplomatica alla loro situazione di stallo sul programma nucleare di Teheran. E' quanto affermano funzionari di entrambe le parti e diplomatici nel Golfo e in Europa, citati da Reuters online. I Paesi del Golfo e Israele ora considerano un conflitto più probabile di un accordo, affermano queste fonti, con Washington che sta creando uno dei suoi più grandi dispiegamenti militari nella regione dall'invasione dell'Iraq nel 2003. Il governo israeliano ritiene che Teheran e Washington siano in una situazione di stallo e si sta preparando per una possibile azione militare congiunta con gli Stati Uniti, sebbene non sia stata ancora presa alcuna decisione sull'opportunità di effettuare tale operazione, ha affermato una fonte a conoscenza della pianificazione. I funzionari regionali affermano che i paesi del Golfo produttori di petrolio si stanno preparando per un possibile scontro militare che temono possa sfuggire al controllo e destabilizzare il Medio Oriente. Alcune di queste fonti affermano che Teheran sta pericolosamente sbagliando i calcoli aspettando concessioni, mentre Donald Trump è ormai incapace di ridimensionare il rafforzamento militare che ha ordinato nella regione senza perdere la faccia, se non ci sarà un fermo impegno da parte dell'Iran ad abbandonare le sue ambizioni nucleari. Funzionari statunitensi affermano che Trump non ha ancora deciso se ricorrere alla forza militare, sebbene venerdì abbia ammesso di poter ordinare un attacco limitato per cercare di costringere l'Iran a un accordo
Pasdaran testano un missile a lungo raggio nello stretto di Hormuz
Le forze dei Guardiani della Rivoluzione dell'Iran hanno annunciato di aver testato con successo una versione navale del missile di difesa aerea a lungo raggio Sayyad-3, nel corso di un'esercitazione su larga scala nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Mehr, precisando che il missile è stato sparato dalla nave da guerra 'Shahid Sayyad Shirazi' nell'ambito dell'esercitazione denominata 'Controllo intelligente dello Stretto di Hormuz'.
L'esercitazione si inserisce nel quadro delle attività militari condotte da Teheran in una delle aree più sensibili per il traffico energetico globale, mentre il presidente Donald Trump continua a insistere sulla necessità che la Repubblica islamica accetti un accordo sul programma nucleare, minacciando in caso contrario un'azione militare.
Iran: Pezeshkian, non chineremo capo a potenze mondiali
L'Iran "non chinerà il capo alle potenze mondiali" di fronte alle richieste di interruzione dell'arricchimento dell'uranio. Lo ha dichiarato in un discorso televisivo il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. "I poteri mondiali si stanno mettendo in fila per costringerci a chinare il capo ma non chineremo il capo nonostante tutti i problemi che ci stanno creando", ha affermato Pezeshkian.
Proteste e tafferugli in università Teheran, studenti chiedono 'libertà'
Gli studenti universitari di Teheran hanno protestato nei campus per celebrare il 40° giorno dalla morte delle persone uccise durante le proteste di gennaio. Ci sono stati degli scontri con la milizia Basij. Lo riporta Iran International, pubblicando dei video delle manifestazioni.
Gli studenti dell'Università di Scienze Mediche di Mashhad hanno protestato, riunendosi nel campus inneggiando alla 'libertà'. Gli studenti dell'Università Tecnologica Amirkabir di Teheran hanno intonato lo slogan 'Lunga vita al Re' e hanno bloccato una strada accanto al campus dopo aver protestato: in un filmato si vedono gli studenti che lasciano il campus e cantano 'Non abbiate paura, siamo tutti insieme', mentre chiudono la strada.
Anche gli studenti dell'Università Tecnologica Sharif di Teheran si sono riuniti per protestare e hanno intonato lo slogan 'libertà' ma, secondo quanto riportato da fonti ufficiali, la protesta si è trasformata in scontri dopo che membri della milizia Basij hanno affrontato i dimostranti. I video mostrano gli studenti che cantano 'Senza vergogna, senza vergogna' e 'Morte a Khamenei' durante il raduno. Alcuni partecipanti hanno anche gridato 'Lunga vita al Re'.
Secondo l'Unione studentesca, inoltre, gli studenti della Facoltà di psicologia e scienze dell'educazione dell'Università Beheshti di Teheran hanno organizzato un sit-in.
A Trump presentate varie opzioni per l'Iran, una con Khamenei nel mirino
A Donald Trump sono state presentate varie opzioni militari per l'Iran, incluso uno scenario con l'uccisione della guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, e di suo figlio Mojtaba. Lo riporta Axios citando alcune fonti. "Il presidente non ha ancora deciso di attaccare.
Sta tenendo le sue opzioni aperte, Potrebbe decidere da un momento all'altro", hanno messo in evidenza alcuni funzionari americani.