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Dyer: “Su Andrea finalmente fatta giustizia, se la monarchia non cambia è destinata alla decadenza”

Geoff Dyer

 

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Per lo scrittore britannico lo scandalo dimostra che è possibile chiedere e ottenere più trasparenza alla Royal Family
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LONDRA – «Ho provato pura felicità ed enorme eccitazione all’arresto di Andrea». Geoff Dyer, celebre scrittore inglese e autore di Amore a Venezia, morte a Varanasi, non nasconde i suoi sentimenti verso l’ex principe, indagato e arrestato giovedì dalla polizia nell’ambito dello scandalo Epstein.

Addirittura eccitazione?

«Sì perché in un mondo terribile e profondamente iniquo, basti pensare a quanto accade a Gaza e in Ucraina, questo è un raggio di luce nelle tenebre dell’ingiustizia. Se ci fosse stato un contatore Geiger a misurare non la radioattività ma il sentimento del Paese avrebbe confermato che tantissimi britannici hanno provato le mie stesse emozioni».

Finalmente la giustizia si applica anche alla Royal Family? I “sudditi” si sono sentiti per la prima volta allo stesso livello degli aristocratici?

«Credo proprio di sì. E come me molte persone sono rimaste sconvolte dalla velocità con la quale è avvenuta la defenestrazione di Andrea, a poche settimane dalla pubblicazione degli…

LONDRA – «Ho provato pura felicità ed enorme eccitazione all’arresto di Andrea». Geoff Dyer, celebre scrittore inglese e autore di Amore a Venezia, morte a Varanasi, non nasconde i suoi sentimenti verso l’ex principe, indagato e arrestato giovedì dalla polizia nell’ambito dello scandalo Epstein.

Addirittura eccitazione?

«Sì perché in un mondo terribile e profondamente iniquo, basti pensare a quanto accade a Gaza e in Ucraina, questo è un raggio di luce nelle tenebre dell’ingiustizia. Se ci fosse stato un contatore Geiger a misurare non la radioattività ma il sentimento del Paese avrebbe confermato che tantissimi britannici hanno provato le mie stesse emozioni».

Finalmente la giustizia si applica anche alla Royal Family? I “sudditi” si sono sentiti per la prima volta allo stesso livello degli aristocratici?

«Credo proprio di sì. E come me molte persone sono rimaste sconvolte dalla velocità con la quale è avvenuta la defenestrazione di Andrea, a poche settimane dalla pubblicazione degli ultimi Epstein Files. L’ex principe è riuscito in una grande impresa».

Quale?

«Unire monarchici e repubblicani di questo Paese. Incredibile, no? I repubblicani disprezzano Andrea, mentre i fedeli alla Corona non riescono a trovare nemmeno una buona parola sul suo conto. E tutti i britannici si sono rallegrati del suo arresto. Che meraviglia».

Questa storiaccia potrebbe essere l’inizio della fine per la monarchia?

«Beh, sarebbe bellissimo. Anzi, le rivelo una cosa».

Cosa?

«Ieri qualcuno mi ha convinto a finanziare il movimento anti-monarchico Republic. Si meritano i miei soldi. Sono appena diventato un loro iscritto. Molti altri mi seguiranno? Non lo so, ma è un periodo interessante. C’è la sensazione vera di un possibile cambiamento».

Quindi ci crede davvero? Il Regno Unito che diventa repubblica?

«Quello sarebbe il mio desiderio, ovvio. Tuttavia ormai ho 67 anni e ammetto che, nonostante tutto, rimane decisamente irrealistico, a causa della storia e tradizione di questo Paese. Ma non è tutto perduto, anzi. Lo scandalo di Andrea ha dimostrato che è possibile chiedere e ottenere più trasparenza alla Royal Family, strappando ai suoi membri diversi privilegi di cui hanno goduto sinora, vedi l’immunità giudiziaria. Oppure si pensi alle loro ricchezze e finanze: sono sempre state protette da una sorta di mistero clandestino, incluso il finanziamento da 12 milioni di sterline della famiglia ad Andrea per comprare il silenzio della sua accusatrice Virginia Giuffre».

Dunque crede che la caduta di Andrea sia l’inizio di una nuova era per la Royal Family?

«Non ci giurerei, affatto. Dobbiamo essere noi repubblicani e cittadini a fare pressione pubblica. Senza di essa, la monarchia britannica non si sarebbe mai sbarazzata dell’ex principe. Ma stavolta ha dovuto farlo, come se si sia amputata un braccio per evitare che si infettasse anche il resto del corpo. Non lo hanno fatto per una causa umanitaria o in nome della moralità oltraggiata. Se ne sono sbarazzati solo per proteggere l’istituzione».

Quindi non cambierà nulla?

«Non è detto, se la pressione pubblica e la richiesta di trasparenza continueranno a tenere banco, soprattutto sul tema della ricchezza e degli asset dei Windsor. I quali non inizieranno di punto in bianco ad ospitare richiedenti asilo nelle proprie regge. Ma alla lunga potrebbero dover arrivare a un compromesso e rendere sempre più conto allo Stato britannico. Per non parlare del loro potere ereditario, qualcosa di incredibilmente obsoleto. Alla fine, la Royal Family dovrà cambiare e, spero, diventare una monarchia moderna, aperta e più trasparente, come quelle del Nord Europa, rinunciando a buona parte dei privilegi di cui ancora gode in Gran Bretagna. Altrimenti tutti, da re Carlo all’erede William in giù, saranno condannati alla decadenza».

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