A Lione la marcia della destra per lo studente ucciso, Quentin Deranque
dalla nostra inviata Anna LombardiLIONE – Tensione altissima a Lione, dove è in corso una marcia in onore dello studente di matematica 23enne Quentin Deranque, il militante di estrema destra picchiato a morte lo scorso 12 febbraio, a margine di uno scontro fra sostenitori di fazioni politiche opposte. La richiesta avanzata dal sindaco ecologista della città, Grégory Doucet, d’interdire la manifestazione è stata infatti ignorata. Per la prefettura locale sono 3200 i partecipanti; 3500 per gli organizzatori.
La mobilitazione della destra
Negli ultimi giorni, l’ultradestra lionese e nazionale è stata molto attiva sui social nel rilanciare l’appuntamento in quella che da anni è considerata la sua roccaforte, con un messaggio esplicito contro “gli antifà” e la sinistra radicale. Mentre la vicenda ha già ripercussioni politiche importanti: tra le undici persone arrestate per l’omicidio di Deranque, ci sono infatti due collaboratori del deputato di France Insoumise, Raphaël Arnault e almeno quattro membri della Jeune Garde, …
LIONE – Tensione altissima a Lione, dove è in corso una marcia in onore dello studente di matematica 23enne Quentin Deranque, il militante di estrema destra picchiato a morte lo scorso 12 febbraio, a margine di uno scontro fra sostenitori di fazioni politiche opposte. La richiesta avanzata dal sindaco ecologista della città, Grégory Doucet, d’interdire la manifestazione è stata infatti ignorata. Per la prefettura locale sono 3200 i partecipanti; 3500 per gli organizzatori.
La mobilitazione della destra
Negli ultimi giorni, l’ultradestra lionese e nazionale è stata molto attiva sui social nel rilanciare l’appuntamento in quella che da anni è considerata la sua roccaforte, con un messaggio esplicito contro “gli antifà” e la sinistra radicale. Mentre la vicenda ha già ripercussioni politiche importanti: tra le undici persone arrestate per l’omicidio di Deranque, ci sono infatti due collaboratori del deputato di France Insoumise, Raphaël Arnault e almeno quattro membri della Jeune Garde, gruppo antifascista co-fondato proprio da Arnault e sciolto l'anno scorso dalle autorità dopo diversi episodi di violenza. Il linciaggio di Lione, ha provocato pure un battibecco a distanza tra Emmanuel Macron e Giorgia Meloni, col presidente francese che ha criticato il modo in cui il brutale episodio è entrato nel dibattito italiano: «Sono sorpreso dall’osservare che le persone nazionaliste, che non vogliono essere disturbate in casa loro, siano sempre le prime a commentare cosa succede in casa altrui». Parole a cui Palazzo Chigi ha risposto, parlando di «stupore», precisando che la premier aveva soltanto manifestato cordoglio e solidarietà verso il popolo francese. Ma l’impatto più diretto potrebbe essere elettorale. A metà marzo si vota in oltre 13mila comuni, tra cui città simbolo come Parigi, Lione e Marsiglia. E i sondaggi danno la destra in rimonta.
La Marcia di oggi
Il percorso è breve, poco più di un chilometro. E’ partita da Place Jean-Jaurès, nel 7° arrondissement, quello universitario, per concludersi al 20 di rue Victor Lagrange, il luogo dove il giovane è stato ucciso. Tra i partecipanti persone legate a gruppi considerati estremamente violenti. E infatti, a garantire la sicurezza è presente la CRS83, un'unità speciale di polizia specializzata in violenze urbane, oltre a uno schieramento enorme di agenti e droni. Hanno aderito diverse organizzazioni di estrema destra. A partire dal gruppo femminista identitario Némesis, che è stato l’elemento scatenante dello scontro dove ha perso la vita Deranque. Poco prima del pestaggio, infatti, proprio quel collettivo di donne che si dicono femministe di estrema destra – connotate da una profondo sentimento anti arabo – aveva organizzato un presidio fuori dalla conferenza di Rima Hassan, eurodeputata proprio de La France insoumise. Deranque e altri militanti di destra erano lì per “garantire la sicurezza” del collettivo, come scrive il Nouvel Obs, e si sono scontrati con militanti di estrema sinistra che erano lì per Hassan.
Fra le altre sigle che hanno aderito, c’è il movimento nazionalista e monarchico Action Française, il collettivo Héritage Lyon e il gruppo nazionalista Allobroges Bourgoin, di cui Deranque era parte. Secondo quanto riportato su Telegram, sono attesi anche attivisti europei, alcuni dei quali dichiaratamente neonazisti. Ci sarà anche l'attivista di estrema destra Yvan Benedetti, ex presidente del gruppo pétainista L'Œuvre Française, sciolto nel 2013 e condannato per negazionismo dell'Olocausto e incitamento all'odio razziale.
Assente la destra istituzionale
Il Rassemblement National ha scelto infatti di stare in disparte. Il partito di Marine Le Pen, che da giorni accusa France Insoumise per le sue prossimità con l’area antifascista radicale, teme di essere trascinato in scene di guerriglia. Per questo, il suo leader Jordan Bardella ha inviato un messaggio ai dirigenti chiedendo esplicitamente di non recarsi ai raduni e di non associare il partito a queste iniziative.
Gli organizzatori della marcia
Ad organizzare la marcia sono due figure molto note della destra locale. La prima è una nota attivista antiabortista locale, Aliette Espieux. Sì, perché Deranque apparteneva anche a una frangia estremista cattolica, legato a Academia Christiana, organizzazione integralista e sovranista. Espieux è un personaggio interessante: ex portavoce della Marcia per la Vita e fondatrice di Generation Pro-Life, un movimento antiabortista cattolico e fondamentalista, attualmente mobilitato contro la legge sulle cure di fine vita. Lei si definisce una "femminista pro-life". Ma è anche vicina ai circoli più radicali dell'estrema destra, sposata con Eliot Bertin, ex leader di Lyon Populaire; un gruppo di estrema destra, che è stato sciolto nel giugno 2025. Da allora, un altro gruppo ne ha preso il testimone: Audace Lyon. Bertin è sotto processo per atti di violenza
L'altro organizzatore, finora definito solo come "un amico di Quentin" si rivela essere, in realtà, qualcosa di più. Ieri sera il sito web di Mediapart ha rivelato che “l’amico Vincent”, è in realtà Vincent Claudin, assistente parlamentare di Lisette Pollet, deputata del Rassemblement National. Anche lui un passato nei gruppi neofascisti: membro di Lyon Populaire fino al 2024. È proprio lui che, usando solo il suo nome di battesimo, attraverso un video pubblicato giovedì online sui profili social ufficiali dell'organizzazione ha invitato a marciare in memoria del suo “miglior amico”: Deranque, appunto.
Il messaggio di Macron
Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato un incontro "per fare il punto su tutti i gruppi di azione violenta all'inizio della settimana". Si concentrerà sui gruppi di azione violenta "attivi, che hanno legami con partiti politici di qualsiasi tipo". Intanto, per oggi, ha esortato alla calma: "Sia un momento di raccoglimento e rispetto"
Lione, capitale dei "fachos"
Considerata a lungo la "capitale della Resistenza", Lione è ora regolarmente definita "la capitale dei fascisti", che d’altronde si sono radicati bene nella sua tradizione cattolica conservatrice molto forte. Lo scontro in cui è morto Quentin, spiegano gli esperti, infatti non nasce dal nulla. Fa parte di una lunga storia, segnata da un attivismo militante, scontri ricorrenti e da una risposta delle autorità pubbliche ritenuta inadeguata.
Il funerale
Sarà martedì, in forma strettamente privata, in un luogo e a un’ora attualmente ignoti per non rischiare il caos. Tanto più che la famiglia dello studente ucciso ha annunciato che non parteciperà alla manifestazione di oggi e ha anzi invitato alla calma.