LONDRA – «Puoi chiudere quella bocca? Fu più o meno questo il messaggio della polizia nei miei confronti, nonostante volessi testimoniare su quel flusso di ragazze senza nome che venivano a trovare l’ex principe Andrea, anche a Buckingham Palace». A parlare è Paul Page, ex membro della sicurezza della Royal Family, che oggi riferisce di una lettera recapitatagli da Scotland Yard lo scorso dicembre. La missiva, con il logo dell’anti-terrorismo, lo esortava a rispettare i suoi «obblighi di confidenzialità e rispetto della privacy dei diretti interessati, ovvero gli agenti che proteggono la famiglia reale». Ciò dopo che Page aveva parlato pubblicamente di un via vai sospetto, negli anni scorsi, di ospiti dell’ex duca di York nelle residenze reali.
LONDRA – «Puoi chiudere quella bocca? Fu più o meno questo il messaggio della polizia nei miei confronti, nonostante volessi testimoniare su quel flusso di ragazze senza nome che venivano a trovare l’ex principe Andrea, anche a Buckingham Palace». A parlare è Paul Page, ex membro della sicurezza della Royal Family, che oggi riferisce di una lettera recapitatagli da Scotland Yard lo scorso dicembre. La missiva, con il logo dell’anti-terrorismo, lo esortava a rispettare i suoi «obblighi di confidenzialità e rispetto della privacy dei diretti interessati, ovvero gli agenti che proteggono la famiglia reale». Ciò dopo che Page aveva parlato pubblicamente di un via vai sospetto, negli anni scorsi, di ospiti dell’ex duca di York nelle residenze reali.
Situazioni in cui, continua Page al Times, «venivano infranti tutti i protocolli di sicurezza. Non sapevamo chi fossero queste persone. I superiori ci intimavano di non chiederlo e di non registrare i loro nomi. Anzi, ad alcuni di noi, ci mandavano in giro, a fare da autisti». Page racconta di numerose donne anonime, portate a Buckingham Palace a qualsiasi ora per conto di Andrea, mentre l’unica sempre regolarmente registrata era Ghislaine Maxwell, amica del secondogenito di Elisabetta e soprattutto ex complice del pedofilo americano Jeffrey Epstein.
La polizia inglese smentisce, sottolineando come quella lettera fosse un richiamo sui modi, non sulle intenzioni. Inoltre, Page, membro della sicurezza della Royal Family dal 1998 al 2004, è stato spesso considerato inaffidabile dalle forze dell’ordine, poiché in passato condannato a sei anni di carcere per un giro di scommesse clandestine da 3 milioni di sterline che aveva organizzato in uno spogliatoio di Buckingham Palace, coinvolgendo diversi suoi colleghi.
Ma certo è paradossale che invece ora la stessa Scotland Yard stia esortando apertamente gli ex membri della scorta di Andrea a farsi avanti e parlare. Ma, soprattutto, quei due anonimi agenti che una quindicina di anni fa hanno accompagnato l’ex principe, arrestato giovedì scorso dalla polizia e poi rilasciato, in due suoi viaggi distinti sulla caraibica isola privata di Epstein, soggiornandovi per una settimana. Una richiesta anche per accertare i presunti spostamenti aerei di vittime del miliardario pedofilo verso l’aeroporto di Gatwick a Londra.
Intanto, la polizia inglese continua a perquisire il Royal Lodge, la magione da trenta stanze a Windsor dalla quale Andrea è stato sfrattato, mentre il prossimo disegno di legge del governo Starmer per cancellare Andrea dalla linea di successione reale sarebbe stato approvato da re Carlo. E il Daily Mail rivela che fine ha fatto Sarah Ferguson, l’ex moglie ma sempre convivente di Andrea, sparita da quasi due mesi: si sarebbe rifugiata prima nella clinica di benessere svizzera Paracelsus Recovery a Zurigo - per modici 15mila euro al giorno - per poi andarsene a Dubai, dove si troverebbe ancora. Con quali soldi, (ancora) non si sa.