No alla kefiah dentro Buchenwald: i pro-Pal protestano davanti all’ex lager, polemica in Germania
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – La manifestazione si intitola “Kufiyas in Buchenwald” ed è organizzata da alcune associazioni di sinistra che vogliono protestare davanti al memoriale del campo di concentramento di Buchenwald contro la decisione dell’ex lager di vietare l’ingresso a chiunque indossi una kefiah, il tradizionale copricapo palestinese. L’anno scorso una sentenza del tribunale di Weimar aveva dato ragione al memoriale, che aveva impedito l’ingresso a una militante pro-Pal che portava la kefiah. La donna, riporta Bild, fa parte di un’organizzazione comunista che ha festeggiato il massacro di Hamas del 7 ottobre.
Una decisione controversa
L’anno scorso la decisione di bandire la kefiah dal campo, in realtà, aveva già scatenato un’enorme polemica. E un documento interno dei dirigenti del memoriale, rivelato l’anno scorso dal quotidiano Taz, aveva fornito delle interpretazioni piuttosto discutibili di simboli ritenuti “antisemiti”. Il testo, pensato per i dipendenti e gli addetti alla sicurezz…
BERLINO – La manifestazione si intitola “Kufiyas in Buchenwald” ed è organizzata da alcune associazioni di sinistra che vogliono protestare davanti al memoriale del campo di concentramento di Buchenwald contro la decisione dell’ex lager di vietare l’ingresso a chiunque indossi una kefiah, il tradizionale copricapo palestinese. L’anno scorso una sentenza del tribunale di Weimar aveva dato ragione al memoriale, che aveva impedito l’ingresso a una militante pro-Pal che portava la kefiah. La donna, riporta Bild, fa parte di un’organizzazione comunista che ha festeggiato il massacro di Hamas del 7 ottobre.
Una decisione controversa
L’anno scorso la decisione di bandire la kefiah dal campo, in realtà, aveva già scatenato un’enorme polemica. E un documento interno dei dirigenti del memoriale, rivelato l’anno scorso dal quotidiano Taz, aveva fornito delle interpretazioni piuttosto discutibili di simboli ritenuti “antisemiti”. Il testo, pensato per i dipendenti e gli addetti alla sicurezza di Buchenwald, sosteneva correttamente che il triangolo rosso è il simbolo dell’organizzazione terroristica Hamas, o che le cartine in cui Israele è cancellata sono simboli antisemiti.
Si tratta di interpretazioni talmente arbitrarie di alcuni simboli del sostegno alla causa palestinese che persino il direttore di Buchenwald, lo storico Jens-Christian Wagner, ha preso le distanze e ha promesso di rivedere quel documento. Ma intanto l’organizzazione studentesca della Linke, gli attivisti antisionisti della “Juedische Stimme” e il partito comunista tedesco Dkp hanno deciso di protestare davanti al campo di concentramento dove morirono oltre 56mila persone. La stragrande maggioranza erano ebrei.