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Il taglio alle tariffe premia la Cina. Xi cauto aspettando Trump

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Pechino sta valutando l’impatto della sentenza. “Washington revochi le barriere unilaterali imposte ai partner”
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PECHINO – Stiamo conducendo una valutazione completa del contenuto e dell’impatto della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti contro i dazi imposti dal governo». Pechino interrompe il silenzio delle festività del Capodanno lunare per reagire alla decisione dello scorso venerdì della Corte Suprema che ha annullato molti dei dazi di Donald Trump, e soprattutto per invitare la Casa Bianca a «revocare le tariffe unilaterali imposte ai partner commerciali».

Una bocciatura, quella subita da Trump lo scorso weekend, che potrebbe dare a Xi Jinping e compagni un’arma in più nei colloqui commerciali, a ridosso del viaggio del presidente statunitense in Cina previsto per il 31 marzo. Pechino comunque reagisce con cautela e infatti afferma che «abbiamo anche notato che la parte statunitense si sta preparando a ricorrere a misure alternative, come le indagini commerciali, nel tentativo di mantenere i dazi imposti ai suoi partner: monitoreremo attentamente la situazione e difenderemo con…

PECHINO – Stiamo conducendo una valutazione completa del contenuto e dell’impatto della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti contro i dazi imposti dal governo». Pechino interrompe il silenzio delle festività del Capodanno lunare per reagire alla decisione dello scorso venerdì della Corte Suprema che ha annullato molti dei dazi di Donald Trump, e soprattutto per invitare la Casa Bianca a «revocare le tariffe unilaterali imposte ai partner commerciali».

Una bocciatura, quella subita da Trump lo scorso weekend, che potrebbe dare a Xi Jinping e compagni un’arma in più nei colloqui commerciali, a ridosso del viaggio del presidente statunitense in Cina previsto per il 31 marzo. Pechino comunque reagisce con cautela e infatti afferma che «abbiamo anche notato che la parte statunitense si sta preparando a ricorrere a misure alternative, come le indagini commerciali, nel tentativo di mantenere i dazi imposti ai suoi partner: monitoreremo attentamente la situazione e difenderemo con fermezza i nostri interessi», dice il portavoce del Ministero del Commercio cinese.

Dopo la sentenza della Corte di venerdì, Trump ha reagito annunciando un dazio globale del 10% su tutti i Paesi, che è stato successivamente aumentato al 15%. I nuovi dazi globali del 15% entreranno in vigore oggi e dovrebbero durare 150 giorni.

«La Cina si è sempre opposta a qualsiasi forma di aumento unilaterale dei dazi doganali. Non ci sono vincitori in una guerra commerciale, il protezionismo porta a un vicolo cieco. Le misure unilaterali della parte statunitense non solo violano le norme economiche e commerciali internazionali, ma contravvengono anche alle leggi interne degli Stati Uniti e non sono nell’interesse di nessuna delle parti», continua il portavoce. «La cooperazione tra Cina e Stati Uniti va a vantaggio di entrambe le parti, mentre il confronto danneggia entrambe». Dal 31 marzo al 2 aprile lo statunitense è atteso qui in Cina e, secondo molti analisti, Xi si appresta a sedersi al tavolo delle trattative con Trump con un maggiore potere contrattuale. «L’eliminazione delle minacce tariffarie renderà più difficile per Trump esercitare pressioni su Xi affinché aumenti gli acquisti di soia, Boeing e energia. Inoltre, lo priva di un’arma fondamentale per contrattaccare se i negoziatori cinesi avanzassero nuove richieste”, sottolinea Bloomberg.

Sul piano economico, il paradosso è che la “flat tax” favorisce alcuni dei Paesi in precedenza più direttamente presi di mira, a partire proprio dalla Cina. Un’analisi del centro indipendente Global Trade Alert (Gta), riportata dal Financial Times, indica che il Brasile vedrà calare le aliquote medie di 13,6 punti percentuali e la Cina di 7,1.

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