Germania, scandalo per il congresso dell’Afd nel centenario di quello di Hitler in Turingia
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Cento anni fa, il 3 e 4 luglio del 1926, i nazisti si riunirono per la prima volta a Weimar per un “reichsparteitag”, un congresso nazionale. Obiettivo: serrare i ranghi e preparare la conquista della Germania. La Turingia, il primo land che aveva riammesso il partito di Adolf Hitler dopo il bando post putsch di Monaco, fu nel 1932 anche il primo land dove i nazionalsocialisti andarono al governo. E’ un caso, allora, che esattamente un secolo dopo il raduno di Weimar, il 3 e 4 luglio del 2026, l’Afd abbia organizzato un congresso in Turingia, stavolta nel capoluogo Erfurt? Esattamente nella regione dove nel 1926 era nata la Gioventù hitleriana e dove il Fuehrer si era fatto immortalare per la prima volta col braccio teso?
Sono in pochi a credere a una coincidenza, e l’indignazione è enorme. Per la sottosegretaria agli Esteri Serap Güler (Spd) “l’Afd sa esattamente quello che fa. Sono disgustata della totale mancanza di decenza e di rispetto di questo partito dinanzi alla no…
BERLINO – Cento anni fa, il 3 e 4 luglio del 1926, i nazisti si riunirono per la prima volta a Weimar per un “reichsparteitag”, un congresso nazionale. Obiettivo: serrare i ranghi e preparare la conquista della Germania. La Turingia, il primo land che aveva riammesso il partito di Adolf Hitler dopo il bando post putsch di Monaco, fu nel 1932 anche il primo land dove i nazionalsocialisti andarono al governo. E’ un caso, allora, che esattamente un secolo dopo il raduno di Weimar, il 3 e 4 luglio del 2026, l’Afd abbia organizzato un congresso in Turingia, stavolta nel capoluogo Erfurt? Esattamente nella regione dove nel 1926 era nata la Gioventù hitleriana e dove il Fuehrer si era fatto immortalare per la prima volta col braccio teso?
Sono in pochi a credere a una coincidenza, e l’indignazione è enorme. Per la sottosegretaria agli Esteri Serap Güler (Spd) “l’Afd sa esattamente quello che fa. Sono disgustata della totale mancanza di decenza e di rispetto di questo partito dinanzi alla nostra storia”. Il direttore dell’Istituto Hannah Arendt Jörg Ganzenmüller, parla di un “atto simbolico consapevole che agisce a diversi livelli”. Che manda ovviamente un segnale al suo elettorato più estremista, ma “mostrandosi ufficialmente inconsapevole, mantiene una facciata di rispettabilità borghese”. Un portavoce dell’Afd della Turingia nega ci sia un collegamento con il famoso congresso nazista del 1926.
Il partito in questi giorni è scosso anche da una colossale parentopoli, partita dal land dove secondo i sondaggi potrebbe fare l’en plein di voti a settembre, la Sassonia-Anhalt. Parenti di ogni grado sono stati assunti come collaboratori da funzionari e parlamentari regionali e federali. I sondaggi più recenti danno l’ultradestra testa a testa con la Cdu, al 25%. Ma in Sassonia-Anhalt e Meclemburgo-Pomerania, dove si vota in autunno, il loro consenso sfiora il 40%.
Uno studio inquietante, tanto più in un anno elettorale come questo, dimostra intanto che gli attacchi terroristici e razzisti alimentano la popolarità dell’Afd invece di spaventare gli elettori. Gli economisti Navid Sabet, Marius Liebald e Guido Friebel dell’Università Goethe di Francoforte hanno analizzato in uno studio pubblicato da Rockwool Foundation i risultati di elezioni europee, federali e locali tra il 2013 e il 2021 legandoli ad atti terroristici di estrema destra - tipicamente contro migranti o profughi - avvenuti a partire dal 2010. E il risultato lascia a bocca aperta: invece di terrorizzare l’elettorato, quegli attacchi lo spingono a votare più spesso per l’ultradestra. “La stima - si legge nel rapporto - è che l’Afd benefici di un incremento dei consensi di 4,5 punti nelle elezioni dei land se c’è stato un attacco in una municipalità”.
Non solo: il paper dimostra che dopo un attacco di estrema destra l’Afd diventa una calamita per elettori di tutto lo spettro politico: attira elettori della Cdu, della Linke, neonazisti e pesca persino nell’astensionismo. Suddividendo gli elettori in base al titolo di studio, i tre economisti scoprono anche il classico “riflesso autoritario” codificato già nel 2019 da Norris e Inglehart: “Individui senza un titolo universitario preferiscono l’Afd più spesso in risposta a un attacco terroristico rispetto a chi è laureato” perché “si sentono i ‘dimenticati’ della globalizzazione e rispondono in maniera difensiva a shock che ne minacciano la sicurezza - inclusi attacchi terroristici - abbracciando un’ideologia più estremista”.