Ucraina, il viceministro della Difesa britannico: “Terza guerra mondiale? Somiglianze con Anni ‘30”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA – “Terza guerra mondiale? Di certo ci sono molte somiglianze con gli anni Trenta…”. A sostenerlo è il viceministro della Difesa britannico con delega alle forze armate, il laburista e veterano di guerra Al Carns. Il 45enne astro nascente del Labour - tanto che qualcuno lo vede come prossimo primo ministro - parla con Repubblica e altri media britannici in occasione del quarto anniversario dell’invasione della Russia in Ucraina. Secondo fonti dell’intelligence occidentale, per la prima volta negli ultimi tre mesi la Russia ha perso più soldati al fronte di quanti ne sia riusciti a reclutare. Non era mai capitato dal 2022. Secondo le stessi fonti, si tratta di un evento che, se ripetuto, potrebbe segnare una svolta nel prossimo futuro, e potrebbe costringere Putin a una mobilitazione di massa, “che il presidente russo sta cercando disperatamente di evitare”.
Viceministro Carns, ha letto le parole del presidente ucraino Zelensky, secondo il quale “è la Russia ad aver iniziato…
LONDRA – “Terza guerra mondiale? Di certo ci sono molte somiglianze con gli anni Trenta…”. A sostenerlo è il viceministro della Difesa britannico con delega alle forze armate, il laburista e veterano di guerra Al Carns. Il 45enne astro nascente del Labour - tanto che qualcuno lo vede come prossimo primo ministro - parla con Repubblica e altri media britannici in occasione del quarto anniversario dell’invasione della Russia in Ucraina. Secondo fonti dell’intelligence occidentale, per la prima volta negli ultimi tre mesi la Russia ha perso più soldati al fronte di quanti ne sia riusciti a reclutare. Non era mai capitato dal 2022. Secondo le stessi fonti, si tratta di un evento che, se ripetuto, potrebbe segnare una svolta nel prossimo futuro, e potrebbe costringere Putin a una mobilitazione di massa, “che il presidente russo sta cercando disperatamente di evitare”.
Viceministro Carns, ha letto le parole del presidente ucraino Zelensky, secondo il quale “è la Russia ad aver iniziato la Terza guerra mondiale”? È d’accordo?
“Di certo ci sono molte somiglianze con gli anni Trenta, soprattutto con gli anni ‘36, ‘37 e ‘38…. Non mi sarei mai aspettato in vita mia di vedere soldati nordcoreani al confine con l’Europa. E mai avrei immaginato che questo conflitto sarebbe durato oltre quattro anni. Anche per questo l’Ucraina è il fronte di guerra anche dell’Europa e anche per noi britannici, nonostante siamo su un’isola. Kiev sta facendo un lavoro straordinario per noi”.
Ma cosa bisogna fare affinché l’Ucraina vinca? O almeno si arrivi a una pace?
“Innanzitutto devono essere gli ucraini a decidere cosa significhi per loro una vittoria. Detto questo, la Russia conta sempre più vittime sul fronte, almeno 1,25 milioni tra uccisi e feriti, un numero superiore alle vittime americane nella Seconda guerra mondiale. L’economia di Mosca è sempre più in pericolo grazie alle sanzioni occidentali e l’esercito di Kiev è sempre più tecnologizzato. La Russia oramai deve reclutare sempre di più dalle campagne e non può più farlo nei centri città, dove i giovani si stanno rifiutando di andare a combattere. Nonostante la tecnologia, l’elemento umano sarà cruciale per vincere questa guerra”.
Quindi Putin potrebbe cedere a un compromesso?
“È difficile che la Russia faccia pace in questo momento, perché, dopo le strategie belliche e l’economia di guerra decise dal presidente, ora per Putin è difficile uscirne a livello politico ed economico”.
Allora che cosa può fare l’Europa per provare a convincere Putin a venire al tavolo?
“Le industrie europee della Difesa devono iniziare a produrre su ampia scala ora, è l’unico modo per essere al sicuro. La Russia vuole dividerci come faceva Napoleone con il resto d’Europa, in tantissimi modi. La guerra cyber di Mosca sta costando 15 miliardi solamente all’economia britannica. E bisogna prepararsi a ogni minaccia. Per esempio, quando Israele e gli Stati Uniti hanno colpito l’Iran mesi fa, Teheran rispose anche scatenando troll e disinformazione in Scozia, inquinando i social con contenuti a favore dell’indipendenza da Londra. Questo è il mondo in cui viviamo oggi”.