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Merz a Pechino per rilanciare i rapporti: “Vogliamo migliorare e rendere più equa la cooperazione”

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Dopo Macron e Starmer, anche il cancelliere tedesco alla corte di Xi per riequilibrare le ralazioni con il partner commerciale più importante per Berlino e allo stesso tempo “rivale strategico”. Il presidente cinese: “Spero di portare le relazioni tra i due Paesi a nuovi livelli"
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PECHINO – Atterra in tarda mattinata in una Pechino nuvolosa, cielo grigio che preannuncia qualche nevicata. Friedrich Merz, alla sua prima visita in Cina da cancelliere tedesco, ha una missione complicata: riequilibrare i rapporti con la seconda economia mondiale, partner commerciale più importante per Berlino, ma allo stesso tempo “rivale strategico”. E affrontare le crescenti tensioni commerciali tra l’Ue e Pechino. Si è portato qui una nutrita delegazione di trenta aziende tedesche, come Volkswagen e Bmw, che risentono fortemente della concorrenza cinese. Spazio a margine anche per le questioni geopolitiche, come la guerra in Ucraina: alla vigilia del viaggio disse che avrebbe chiesto, come hanno fatto in tanti prima di lui in questi anni, alla leadership cinese di fare pressioni su Putin affinché fermi il conflitto. Pechino anche questa volta lascerà cadere il messaggio nel vuoto.

Una missione, quella del tedesco, tutta concentrata in due giorni: oggi gli incontri con il premier…

PECHINO – Atterra in tarda mattinata in una Pechino nuvolosa, cielo grigio che preannuncia qualche nevicata. Friedrich Merz, alla sua prima visita in Cina da cancelliere tedesco, ha una missione complicata: riequilibrare i rapporti con la seconda economia mondiale, partner commerciale più importante per Berlino, ma allo stesso tempo “rivale strategico”. E affrontare le crescenti tensioni commerciali tra l’Ue e Pechino. Si è portato qui una nutrita delegazione di trenta aziende tedesche, come Volkswagen e Bmw, che risentono fortemente della concorrenza cinese. Spazio a margine anche per le questioni geopolitiche, come la guerra in Ucraina: alla vigilia del viaggio disse che avrebbe chiesto, come hanno fatto in tanti prima di lui in questi anni, alla leadership cinese di fare pressioni su Putin affinché fermi il conflitto. Pechino anche questa volta lascerà cadere il messaggio nel vuoto.

Una missione, quella del tedesco, tutta concentrata in due giorni: oggi gli incontri con il premier Li Qiang e il leader Xi Jinping, domani visita ad una fabbrica della Mercedes qui a Pechino e poi tappa nella città di Hangzhou per vedere le strutture della società cinese di robotica Unitree Technology e della tedesca Siemens.

“Una cooperazione economica equa”

“La Cina auspica una cooperazione più profonda e concreta con la Germania”, dice il premier Li. “Per me è molto importante mantenere e approfondire questo rapporto”, afferma Merz, che chiede però che questa cooperazione sia “equa: abbiamo preoccupazioni molto precise al riguardo”.

La Cina è il partner commerciale più importante per la Germania: 251 miliardi di euro di scambi commerciali nel 2025, +2,2% rispetto al 2024. Un rapporto molto a vantaggio dei cinesi: la Germania ha importato dalla Cina merci per 170,6 miliardi di euro, più del doppio del valore delle esportazioni dalla Germania alla Cina. Pechino e Berlino “dovrebbero difendere congiuntamente il multilateralismo e il libero scambio”, continua Li in un velato ma nemmeno troppo riferimento all’America tornata a minacciare il mondo a colpi di dazi.

L’incontro con Xi

In serata l’incontro con Xi nella residenza di Diaoyutai e poi la cena tra i due. Merz elogia “il potenziale di una migliore cooperazione tra i due Paesi”. Il cinese dice di sperare in “nuovi progressi” nelle relazioni bilaterali. E che Cina e Germania dovrebbero rafforzare la comunicazione strategica e la fiducia reciproca, dato che “l’attuale panorama internazionale sta subendo la trasformazione più profonda dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Dovremmo essere partner affidabili che si sostengono a vicenda”.

Solamente poche righe, alla fine del comunicato ufficiale cinese, sulla questione ucraina. “La chiave sta nel cercare soluzioni attraverso il dialogo e i negoziati. È essenziale garantire la partecipazione paritaria di tutte le parti per consolidare le basi della pace, e affrontare le legittime preoccupazioni di tutti”, dice Xi senza scostarsi dalla sua abituale posizione. Nel comunicato congiunto si legge che "entrambe le parti sostengono gli sforzi volti a raggiungere un cessate il fuoco e una pace duratura basati sulla Carta delle Nazioni Unite e sui suoi principi".

L’ultimo degli alleati Usa in Cina

Dopo Macron a dicembre e dopo Lee, Carney e Starmer a gennaio, il cancelliere tedesco è l’ultimo degli alleati degli Usa a sbarcare qui in Cina per provare a rimettere in carreggiata i rapporti. Un pellegrinaggio di leader alla corte di Xi desiderosi di migliorare le relazioni con la seconda economia mondiale in questi tempi turbolenti con l’inquilino della Casa Bianca Donald Trump che minaccia dazi e rimette in discussione vecchie alleanze.

Pellegrinaggi che la leadership comunista cinese accoglie con piacere perché danno a Pechino sia la possibilità di porsi come la potenza ragionevole (in contrapposizione all’America) sulla scena mondiale sia perché offrono alla Cina opportunità per provare a ricucire relazioni, soprattutto commerciali, con alcuni Paesi dopo anni complicati.

Insomma, di presentarsi come un partner economico affidabile, nonostante le preoccupazioni degli europei sulla crescente dipendenza dai cinesi: materie prime, tecnologie, catene di approvvigionamento. E il sostegno, economico e politico, alla Russia in questi anni di guerra in Ucraina.

"Una narrativa della stabilità" contrapposta al caos Usa

Una narrativa della “stabilità”, contrapposta al caos che regna a Washington, che la stampa statale cinese ha presentato anche in questa visita. Il messaggio: migliorate le relazioni con noi mentre le vostre con gli Usa peggiorano. Per Pechino è un'opportunità per ridurre la tensione e la sfiducia che hanno caratterizzato il rapporto degli ultimi anni con l’Ue. “L'unilateralismo e il protezionismo perseguiti dagli Stati Uniti hanno spinto i Paesi europei a rivalutare le loro relazioni internazionali”, scrive il Global Times, giornale del Partito, in un editoriale. “In un mondo in continuo cambiamento, la visita di Merz non è solo un segnale importante del riassetto delle relazioni tra Cina e Germania, ma anche un passo fondamentale per ricalibrare le relazioni tra Cina ed Europa”. “La Cina sostiene l'Europa nel diventare autosufficiente e forte”, afferma Xi.

Merz, come gli altri leader europei, desidera che le aziende cinesi investano di più nel Vecchio Continente. “Creano posti di lavoro e rafforzano le catene del valore”. Che la Cina riduca l'eccesso di capacità produttiva che sta inondando di prodotti i mercati europei. Che metta dei paletti alle distorsioni commerciali. Che elimini le barriere che ostacolano le aziende straniere ad operare in Cina.

In questa prima parte della visita di Merz gli accordi firmati finora non sono certo molto significativi: cooperazione nella prevenzione delle malattie animali, accordi di collaborazione in materia di calcio e ping-pong, transizione verde. Tuttavia, la seconda parte della visita potrebbe portare ad ulteriori accordi. Già in tarda serata il cancelliere ha annunciato che Pechino "ha ordinato fino a 120 aeromobili aggiuntivi da Airbus".

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