Mikhailo Podolyak è consigliere della Presidenza ucraina.
Con quale animo affrontate l’inizio del quinto anno di guerra?
«Molte tragedie, molte vite spezzate, progetti distrutti. La Russia continua una guerra genocida la cui essenza non è la conquista ma la distruzione. Alla base c’è l’odio. Ci stanca, ma non ci fa paura. Abbiamo dimostrato che si può opporre efficace resistenza. Non c’è scelta, dobbiamo resistere».
Come resisterete ai continui attacchi russi all’energia?
«Non avendo risultati significativi al fronte, concentrano lì gli sforzi con tutte le capacità: missili balistici, da crociera, ipersonici. Ci sono due possibilità. Brusco potenziamento della difesa antimissile a lungo, medio e corto raggio; e investimenti in rinnovi e riparazioni per dare ai civili riscaldamento, elettricità e acqua».
I negoziati portano alla pace o bisogna rassegnarsi alla guerra?
«La delegazione ucraina è molto costruttiva, soprattutto con l’ingresso di Budanov, e pronta a discutere di tutto.…
Mikhailo Podolyak è consigliere della Presidenza ucraina.
Con quale animo affrontate l’inizio del quinto anno di guerra?
«Molte tragedie, molte vite spezzate, progetti distrutti. La Russia continua una guerra genocida la cui essenza non è la conquista ma la distruzione. Alla base c’è l’odio. Ci stanca, ma non ci fa paura. Abbiamo dimostrato che si può opporre efficace resistenza. Non c’è scelta, dobbiamo resistere».
Come resisterete ai continui attacchi russi all’energia?
«Non avendo risultati significativi al fronte, concentrano lì gli sforzi con tutte le capacità: missili balistici, da crociera, ipersonici. Ci sono due possibilità. Brusco potenziamento della difesa antimissile a lungo, medio e corto raggio; e investimenti in rinnovi e riparazioni per dare ai civili riscaldamento, elettricità e acqua».
I negoziati portano alla pace o bisogna rassegnarsi alla guerra?
«La delegazione ucraina è molto costruttiva, soprattutto con l’ingresso di Budanov, e pronta a discutere di tutto. Non si riuscirà a ottenere una formula ideale, considerate le richieste gonfiate della Russia che usa il tavolo per prendere tempo. Ma va spinta, va costretta con più pressione».
Mosca vuole il controllo sovrano sul Donbass, nuove elezioni prima della firma, l’assenza di truppe Nato in Ucraina. Sarà necessario versare ancora sangue per impedire ciò che chiede con il sostegno di Trump?
«Respingo l’idea che Trump sostenga richieste di Mosca, irrazionali e non basate sul diritto. La Russia vuole funzioni di polizia sul territorio dell’ex Urss, compresa l’Ucraina. Vuole dominio e controllo totale. La questione non è il sangue da versare: a volte non si ha scelta, si difende il diritto alla vita, a una storia, a Chiesa e lingua separate. A esistere. La Russia continua ad attaccare e a uccidere. Se rifiuti di difenderti, non significa che smetterà di ucciderti».
Chiedete all’Europa di armarvi: ritenete di poter vincere?
«Chiediamo all’Europa di armare se stessa, non noi. L’Ucraina è pronta a essere parte della sicurezza pan- europea, ad assumersi funzioni che oggi svolgono gli Stati Uniti. Se Mosca non si ferma è perché l’Europa è pronta a farle concessioni».
L’Italia e Meloni sono un partner politico e militare affidabile?
«Senza dubbio. Forse si potrebbero condurre discussioni più rapide sui rischi e le interferenze russe, non militari per ora, negli affari sovrani europei. Mosca investe molto in partiti politici e movimenti sociali in diversi Paesi, compresa l’Italia, per ottenere una sorta di lobby filorussa. Ciò andrebbe valutato».
Come conciliate l’affermazione che il regime di Putin sia al collasso con “attaccherà l’Europa”?
«Per la Russia l’espansione è un metodo di controllo dello spazio interno. Se Putin vuole dominare in Russia gli servirà l’espansione, indipendentemente dal successo. Combattono senza regole nel modo più sanguinoso, violando ogni accordo. E l’Europa non è pronta a questo tipo di guerra. Mosca investe nel militare a scapito del sociale: il collasso è questione di tempo, ma attaccherà per controllare lo spazio interno. La Nato sarà pronta?».
Mosca non accoglie le vostre richieste. Pensate di costringerla alla resa?
«Zelensky ha sottolineato che nessuno cederà territori, rinuncerà a soggettività, sovranità, principi e regole. Le richieste irrealistiche le avanza Mosca: non si basano su risultati militari né economici. Ha dimostrato inconsistenza: non bisogna assecondarla, bisogna aumentare la pressione».
Dite: un accordo darà tempo a Putin per preparare un nuovo attacco. Un rischio ipotetico non è meglio di un attacco in primavera?
«Il rischio non è ipotetico, è molto alto se le garanzie di sicurezza non mostreranno che il confine orientale europeo è controllato e protetto. La Russia deve capire che l’Europa non è sdentata, e che riceverebbe una risposta potente».
Quale sarà il destino dei milioni di ucraini che vorrebbero il proprio Paese nel “mondo russo” e non europeo? Potranno tornare, votare partiti filorussi, parlare russo?
«Il “mondo russo” è un mondo terribile dove domina la violenza, la persona priva di diritti può essere fatta a pezzi dallo Stato autoritario. Se a qualcuno piace può vivere in Russia, finché esisterà. La scelta dell’Ucraina è pro-europea, non ci sarà alcun “mondo russo” in Ucraina. Le restrizioni alla propaganda russa devono essere totali, e non solo in Ucraina e non solo durante le nostre elezioni: i divieti sulla propaganda filorussa devono essere introdotti in tutta Europa. Non si può assecondare ciò che porterà a conflitti, risse, uccisioni e invasioni. È una strada molto, molto pericolosa».
Lo è quanto limitare il dissenso?
«La Russia inventa motivi per entrare in altri Paesi e questo significa molto sangue e uccisioni. L’Ucraina ha fatto la sua scelta».