BERLINO – Per ora l'Afd non può essere definita "sicuramente di estrema destra": lo ha stabilito un tribunale di Colonia accogliendo un ricorso dell'ultradestra tedesca. L'anno scorso il Verfassungsschutz, i servizi segreti interni, dopo un procedimento durato anni, era arrivato alla conclusione che non ci fosse solo "il sospetto", ma che il partito guidato da Alice Weidel e Tino Chrupalla fosse da considerare "sicuramente" in contrasto coi dettami costituzionali e pericoloso per la democrazia.
L'Afd aveva fatto ricorso a Colonia perché è la sede del Verfassungsschutz, e un primo verdetto è arrivato oggi in risposta a un "Eilverfahren", un procedimento accelerato. Nella motivazione si legge che esistono tendenze antidemocratiche e illiberali nel partito ma che non lo influenzerebbero a tal punto da costituire "nel complesso una tendenza di fondo incostituzionale”.
La corte di Colonia riconosce insomma che ci sono nell’Afd delle tendenze ravvisate anche dai servizi a considerare i cittadini secondo principi etnici e a violare la dignità umana (ad esempio nel modo di giudicare i cittadini musulmani). Ma non sarebbero preponderanti. Un aspetto interessante, però, è che il tribunale renano prende in considerazione soltanto le fonti ufficiali e accessibili a tutti, non informazioni raccolte dai servizi.
Il procedimento principale è ancora in corso e per una sentenza potrebbero volerci degli anni. Ma nel frattempo quella definizione dei servizi segreti di un partito “sicuramente” estremista non potrà essere più usata. Si torna al “sospetto” che sia una formazione estremista. Una decisione che il Verfassungsschutz, in realtà, aveva già preso autonomamente dopo il ricorso avviato l'anno scorso.
La sentenza della corte di Colonia arriva in un momento cruciale: la Germania affronta quest'anno cinque elezioni regionali (in Baden-württemberg, Renania-Palatinato, Sassonia-Anhalt, Meclemburgo-Pomerania e Berlino). E l'Afd sta esplodendo ovunque nei sondaggi, raggiungendo a Est percentuali da capogiro: sfiora il 40%. Che in cinque campagne elettorali non possa essere bollata come estremista in base alla valutazione dei servizi é dunque una buona notizia. Alice Weidel e Tino Chrupalla, non a caso, gongolano: “una vittoria per lo stato di diritto e la democrazia”.