Caso Epstein, Hillary Clinton testimonia al Congresso: “Non l’ho mai incontrato, indaghino su Trump”
di Massimo BasileNEW YORK – E’ il giorno di Hillary Clinton. L’ex segretaria di Stato americana ed ex first lady ha testimoniato oggi a porte chiuse davanti a una commissione del Congresso che indaga su Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019 e la cui rete ha coinvolto decine di personaggi di primo piano. Domani, venerdì, toccherà all’ex presidente Bill Clinton, apparso in una serie di foto in compagnia di Epstein e di alcune ragazze.
"Non ho mai incontrato Epstein e non avevo idea dei suoi crimini", ha detto Hillary Clinton nella sua dichiarazione iniziale. "Non sono mai salita sul suo aereo, né ho mai messo piede nella sua casa", ha aggiunto. "Come qualsiasi persona normale, sono inorridita dai suoi crimini".
"Se questa Commissione è seriamente intenzionata a scoprire la verità sui crimini di traffico di esseri umani di Epstein, non si affiderà ai gruppi di stampa per ottenere risposte dal nostro attuale presidente sul suo coinvolgimento", ma "gli chiederà direttamente,…
NEW YORK – E’ il giorno di Hillary Clinton. L’ex segretaria di Stato americana ed ex first lady ha testimoniato oggi a porte chiuse davanti a una commissione del Congresso che indaga su Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019 e la cui rete ha coinvolto decine di personaggi di primo piano. Domani, venerdì, toccherà all’ex presidente Bill Clinton, apparso in una serie di foto in compagnia di Epstein e di alcune ragazze.
"Non ho mai incontrato Epstein e non avevo idea dei suoi crimini", ha detto Hillary Clinton nella sua dichiarazione iniziale. "Non sono mai salita sul suo aereo, né ho mai messo piede nella sua casa", ha aggiunto. "Come qualsiasi persona normale, sono inorridita dai suoi crimini".
"Se questa Commissione è seriamente intenzionata a scoprire la verità sui crimini di traffico di esseri umani di Epstein, non si affiderà ai gruppi di stampa per ottenere risposte dal nostro attuale presidente sul suo coinvolgimento", ma "gli chiederà direttamente, sotto giuramento, informazioni sulle decine di migliaia di volte in cui compare nei fascicoli di Epstein". Così Hillary Clinton ha sollecitato una testimonianza del presidente americano Donald Trump e di Elon Musk. Un comitato trasparente “emetterebbe un mandato di comparizione per chiunque abbia chiesto in quale notte si sarebbe tenuta la 'festa piu' sfrenatà sull'isola di Epstein", ha detto. L'unica volta in cui questa espressione compare nei file di Epstein resi pubblici dal dipartimento di Giustizia è in un'email tra il miliardario Elon Musk e Epstein del 25 novembre 2012. "In quale giorno/notte ci sarà la festa più sfrenata sulla tua isola?", aveva chiesto Musk a Epstein nell'email.
La testimonianza è stata sospesa dopo che sui social media è comparsa una foto dell'audizione che mostra l'ex segretaria di Stato. A pubblicarla il commentatore conservatore Benny Johnson, che sul suo account X ha corredato l'immagine col commento: "La prima immagine di Hillary Clinton che testimonia sotto giuramento su Jeffrey Epstein al Comitato di Vigilanza Repubblicano
I Clinton a gennaio avevano rifiutato di testimoniare scatenando la reazione dei repubblicani che avevano minacciato di accusarli di oltraggio al Congresso, reato che prevede anche il carcere. Dopo aver accettato di testimoniare, i Clinton avevano chiesto di poterlo fare in sedute pubbliche, trasmesse in tv, ma i conservatori, preoccupati dalle cose che potrebbero emergere, si sono opposti. Hillary ha sempre sostenuto di non aver mai incontrato Epstein, ma di aver visto la sua complice, Ghislaine Maxwell.
I repubblicani puntano a fare della ex coppia presidenziale il simbolo del più grosso scandalo sessuale della storia politica americana, e di spostare l’attenzione dalla Casa Bianca, ma temono che i Clinton possano coinvolgere in qualche modo il presidente Donald Trump, il cui nome, secondo i democratici, è citato addirittura più di un milione di volte nei file del caso Epstein, parte dei quali sono stati desecretati dal dipartimento di Giustizia e parte oscurati senza un apparente chiaro motivo. L’opposizione parla apertamente di tentativo di insabbiare il coinvolgimento del presidente nella rete di pedofili.
I media americani hanno rivelato la scomparsa di almeno una novantina di pagine di deposizioni, tra cui tre interrogatori in cui una donna ha accusato Trump di avere abusato sessualmente di lei, negli anni ’80, quando aveva tredici anni. La testimonianza, raccolta durante il primo mandato Trump, non ebbe sviluppo da parte dell’Fbi, e non l’ha avuta neanche sotto l’amministrazione Biden. Le udienze si svolgeranno a porte chiuse, ma saranno registrate.
I filmati delle deposizioni verranno resi pubblici, un accordo che ricorda quanto accaduto davanti al grand jury di Clinton nel ’98, quando un mese dopo venne resa pubblica la testimonianza dell’allora presidente degli Stati Uniti, messo sotto accusa per aver avuto un rapporto sessuale con una stagista, Monica Lewinsky. L’ex presidente ha negato di aver commesso illeciti, ma ha ammesso di aver viaggiato più volte a bordo del Lolita Express, il jet privato di Epstein, che nel 2008 era stato condannato in Florida per reati legati alla prostituzione minorile.