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Mosca, stop al summit tra i leader

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Zelensky sente Trump. Nuovo round di colloqui a Ginevra ma non in formato trilaterale
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Il negoziato per la pace in Ucraina prosegue, ma in formato bilaterale. Una telefonata di 30 minuti tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky ha preceduto l’incontro previsto oggi a Ginevra tra i funzionari statunitensi e i negoziatori ucraini. Oltre che dei prossimi colloqui trilaterale con i russi che dovrebbero tenersi «all’inizio di marzo», a detta di Zelensky, i due leader hanno discusso anche dell’«opportunità di portare i colloqui a livello di leader». «Il presidente Trump sostiene questa sequenza di passi. È l’unico modo per risolvere tutte le questioni complesse e delicate e porre finalmente fine alla guerra». Una proposta che aveva rilanciato già giorni fa l’inviato statunitense Steve Witkoff. Peccato che il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, intervistato dalla tv di Stato, avesse già messo le mani avanti: «Ha senso che i tre presidenti si incontrino solo per concludere accordi, o, come dicono gli americani, un “deal”». Accordo che, però, al momento resta lontano.

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Il negoziato per la pace in Ucraina prosegue, ma in formato bilaterale. Una telefonata di 30 minuti tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky ha preceduto l’incontro previsto oggi a Ginevra tra i funzionari statunitensi e i negoziatori ucraini. Oltre che dei prossimi colloqui trilaterale con i russi che dovrebbero tenersi «all’inizio di marzo», a detta di Zelensky, i due leader hanno discusso anche dell’«opportunità di portare i colloqui a livello di leader». «Il presidente Trump sostiene questa sequenza di passi. È l’unico modo per risolvere tutte le questioni complesse e delicate e porre finalmente fine alla guerra». Una proposta che aveva rilanciato già giorni fa l’inviato statunitense Steve Witkoff. Peccato che il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, intervistato dalla tv di Stato, avesse già messo le mani avanti: «Ha senso che i tre presidenti si incontrino solo per concludere accordi, o, come dicono gli americani, un “deal”». Accordo che, però, al momento resta lontano.

Oggi, in Svizzera, voleranno il caponegoziatore ucraino Rustem Umerov e l’inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev per incontrare, separatamente, Witkoff e Jared Kushner. Dmitriev parlerà di cooperazione economica, Umerov discuterà di un nuovo scambio di prigionieri tra Kiev e Mosca, nonché della ricostruzione postbellica. L’Ucraina spera di attrarre circa 800 miliardi di dollari di fondi pubblici e privati nei prossimi 10 anni. Per Peskov è il segno che Kiev «concentra tutti i suoi sforzi non nel trovare una soluzione pacifica, ma nel garantirsi l’erogazione di fondi, con le buone o con le cattive». «L’Occidente ha creato un mostro insaziabile», ha sentenziato invece la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.

Mosca, inoltre, continua a cavalcare il recente rapporto del Servizio di Intelligence Estero (Svr) che accusa, senza fornire prove, Francia e Regno Unito di voler trasferire armi nucleari all’Ucraina. Per Grigorij Karasin, presidente della Commissione esteri del Consiglio della Federazione, Londra e Parigi «vogliono interrompere i colloqui di pace». Una retorica pericolosa secondo Zelensky che ha invitato gli Usa a reagire. Washington, però, non sembra concordare: per Witkoff i russi starebbero mostrando «moderazione».

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