Cina, il primo cartone animato realizzato tutto con IA e la trama sulla “riunificazione” con Taiwan
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO – “Tuán yuán lìng”, il primo film d’animazione cinese interamente realizzato con l’intelligenza artificiale, esce domani nelle sale cinematografiche del Paese. Ma più che la tecnica, è interessante il messaggio di questo film che ha per protagonisti due simpatici fratelli-panda: la riunificazione con Taiwan. Ennesimo tentativo della propaganda: non con proclami bellicosi o esercitazioni militari attorno all’isola, ma con un cartone animato sul grande schermo.
La trama: il ritorno a casa per proteggere la loro patria
“Ispirato a Tuan Tuan e Yuan Yuan, una coppia di panda giganti donati dalla Cina a Taiwan, il film segue le vicende dei fratelli-panda Tuan Zai e Yuan Niu mentre superano una serie di sfide e difficoltà prima di ricongiungersi finalmente”, scrive la stampa statale raccontando brevemente la trama. Le autorità cinesi responsabili delle relazioni con lo Stretto hanno presentato infatti il film come esempio di “separazione, ricerca della famiglia e ricongiungimento…
PECHINO – “Tuán yuán lìng”, il primo film d’animazione cinese interamente realizzato con l’intelligenza artificiale, esce domani nelle sale cinematografiche del Paese. Ma più che la tecnica, è interessante il messaggio di questo film che ha per protagonisti due simpatici fratelli-panda: la riunificazione con Taiwan. Ennesimo tentativo della propaganda: non con proclami bellicosi o esercitazioni militari attorno all’isola, ma con un cartone animato sul grande schermo.
La trama: il ritorno a casa per proteggere la loro patria
“Ispirato a Tuan Tuan e Yuan Yuan, una coppia di panda giganti donati dalla Cina a Taiwan, il film segue le vicende dei fratelli-panda Tuan Zai e Yuan Niu mentre superano una serie di sfide e difficoltà prima di ricongiungersi finalmente”, scrive la stampa statale raccontando brevemente la trama. Le autorità cinesi responsabili delle relazioni con lo Stretto hanno presentato infatti il film come esempio di “separazione, ricerca della famiglia e ricongiungimento finale” (sulla locandina appare anche il nome in inglese della pellicola, “The reunion journey”), un film che ha un'aspirazione più ampia di “pace, sviluppo, scambio e cooperazione”.
I due fratelli-panda “vengono separati inaspettatamente e intraprendono un viaggio pericoloso per ricongiungersi. Lungo il percorso, trovano nuovi amici e coraggio, mentre un'oscura forza intenzionata a separare le famiglie si nasconde nell’ombra. Mentre la separazione mette alla prova il loro legame, il ritorno a casa diventa l'unica strada possibile per proteggere la loro patria comune. Un film che esprime la speranza di riunificazione tra Taiwan e la Cina continentale. Che riflette i profondi sentimenti familiari e nazionali che legano le persone attraverso lo Stretto”, continua ancora la stampa di Stato cinese. I produttori hanno fatto sapere che una parte degli incassi del film sarà devoluta a iniziative a sostegno della “riunificazione nazionale”.
"La riunificazione pacifica”
Nonostante le esercitazioni militari e la minaccia di usare la forza per riprendersi l’isola, il film si inserisce alla perfezione tra gli sforzi che il Partito comunista prova a fare per cercare di arrivare ad una “riunificazione pacifica” come la chiama Pechino. Che resta l’obiettivo della leadership comunista, consapevole delle difficoltà e dei rischi che un’azione militare comporterebbe e consapevole pure che un conflitto chiamerebbe in causa l’America e i suoi alleati nella regione, a cominciare dal Giappone.
Sebbene la Cina abbia sviluppato notevoli capacità per invadere o accerchiare Taiwan, non è affatto chiaro se riuscirebbe a farlo senza subire numerose perdite e devastare l'economia globale. Le grandi purghe per corruzione nell’apparato militare degli ultimi mesi mettono in dubbio, poi, nel breve-medio termine le capacità dell’esercito cinese. Ritrovarsi a combattere una guerra con Washington non è nei piani di Xi Jinping. Xi vuole una soluzione politica della questione: ma ha bisogno di un cambiamento di linguaggio e atteggiamento degli americani così Taipei si sentirebbe più isolata. Un messaggio che il leader cinese ribadirà a Donald Trump quando l’inquilino della Casa Bianca arriverà qui a Pechino in visita il 31 marzo.
Il possibile incontro a marzo tra Xi e la leader del Kuomintang
A inizio febbraio è stata qui una delegazione del Kuomintang, il partito che a Taiwan è all’opposizione, che è il più favorevole al dialogo con Pechino e che Pechino infatti corteggia. Si sta lavorando ad un incontro, forse a marzo, tra Xi e la nuova leader del Kuomintang, Cheng Li-wun, che sarebbe molto simbolico e importante. Xi non è pressato da scadenze elettorali o di mandato. Anzi, può usare le altrui scadenze a proprio vantaggio: a Taiwan si vota tra due anni e non è affatto detto che il partito democratico attualmente al potere vinca ancora.
Giocando sul fattore tempo e sulle belle promesse della propaganda, il sogno della leadership comunista di arrivare alla tanto agognata “riunificazione della madrepatria” potrebbe chissà un giorno avverarsi senza dover invadere. Lo scenario più probabile nei prossimi anni non è un conflitto vero e proprio ma un aumento costante della pressione politica, economica e militare della Cina nei confronti dell’isola.
Non è la prima volta che Pechino si affida a dei cartoni animati per promuovere il tema della riunificazione. Tre anni fa l’esercito cinese pubblicò un breve filmato intitolato “I sogni diventano realtà sul fiume Fuchun”. Il cortometraggio raccontava la storia di due elfi, che impersonavano le due metà della famosa opera d'arte “Dimora nelle montagne Fuchun”, che decidono di incontrarsi di nuovo. Realizzato tra il 1348 e il 1350, il dipinto fu danneggiato da un incendio nel 1650 e diviso in due parti: una è ora conservata al Museo Nazionale del Palazzo di Taipei, l'altra al Museo Provinciale dello Zhejiang nella città cinese di Hangzhou.