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Caso Epstein, Podesta: “Provano a coinvolgere Hillary Clinton per salvare Trump, ma lui ha perso”

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Tony Podesta, lobbysta e fratello dell’ex capo di gabinetto di Bill: “Ha fatto arrabbiare troppi elettori, presto sarà un’anatra zoppa”
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NEW YORK – «Le audizioni dei Clinton sul caso Epstein sono solo un complotto politico dei repubblicani per distrarre l’attenzione da Trump, ma falliranno e si riveleranno un boomerang. Ormai Donald ha già perso questa partita e il Gop la pagherà alle elezioni di Midterm». Tony Podesta ha un interesse personale in questa vicenda, se non altro perché suo fratello John è stato capo di gabinetto nella Casa Bianca di Bill e capo della campagna presidenziale di Hillary. Però è anche il lobbista più potente di Washington e pochi conoscono come lui i trucchi della politica americana.

Perché prendere di mira i Clinton?

«Dovete capire che per i repubblicani Bill e Hillary sono i personaggi preferiti di qualsiasi film complottista. Tirarli in ballo funziona sempre con i loro elettori. Trump è in difficoltà a causa di Epstein e per distrarre l’attenzione non c’è nulla di meglio che coinvolgere i Clinton».

Hillary però ha risposto che se vogliono la verità dovrebbero interrogare Donald, visto che …

NEW YORK – «Le audizioni dei Clinton sul caso Epstein sono solo un complotto politico dei repubblicani per distrarre l’attenzione da Trump, ma falliranno e si riveleranno un boomerang. Ormai Donald ha già perso questa partita e il Gop la pagherà alle elezioni di Midterm». Tony Podesta ha un interesse personale in questa vicenda, se non altro perché suo fratello John è stato capo di gabinetto nella Casa Bianca di Bill e capo della campagna presidenziale di Hillary. Però è anche il lobbista più potente di Washington e pochi conoscono come lui i trucchi della politica americana.

Perché prendere di mira i Clinton?

«Dovete capire che per i repubblicani Bill e Hillary sono i personaggi preferiti di qualsiasi film complottista. Tirarli in ballo funziona sempre con i loro elettori. Trump è in difficoltà a causa di Epstein e per distrarre l’attenzione non c’è nulla di meglio che coinvolgere i Clinton».

Hillary però ha risposto che se vogliono la verità dovrebbero interrogare Donald, visto che è il più citato nei file.

«Ha ragione, è un fatto. L’interrogatorio di Trump non avverrà mai, ma quello dei Clinton diventerà un boomerang per i repubblicani perché non rivelerà reati, ma tornerà ad attirare l’attenzione su una vicenda molto imbarazzante per il capo della Casa Bianca».

Perché?

«La verità è che Epstein era bipartisan nel tentativo di usare la sua ricchezza per guadagnare influenza. Però c’è una differenza: nel caso dei Clinton non ha avuto alcun rapporto significativo con Hillary, mentre Bill ha usato un paio di volte il suo aereo per lavoro e ha fatto un bagno in piscina. Trump invece era un vero amico di Jeffrey, almeno fino a quando hanno litigato, e lo frequentava per eventi sociali, feste e divertimenti vari, ossia le attività legate ai suoi reati. Finora non sono emerse prove di crimini commessi da Donald, ma molte informazioni imbarazzanti che lo hanno messo in difficoltà con la stessa base del suo movimento. Interrogare i Clinton non cambierà questa dinamica e, anzi, riporterà l’attenzione su un tema che l’attuale capo della Casa Bianca vorrebbe far dimenticare».

Quale dinamica?

«Trump ha già perso questa partita e non riuscirà a rimediarla. Può solo sperare che passi di moda».

Perché?

«Perché era stato lui in campagna elettorale a promettere di pubblicare tutti i file di Epstein, perché la sua base era convinta che contenessero prove contro i democratici. Poi, quando dopo le elezioni il dipartimento alla Giustizia lo ha informato che il suo nome era quello più citato nei documenti, ha cambiato idea. I suoi elettori lo hanno capito e così ha perso anche alleati accecati dal culto della sua personalità, come l’ex deputata Marjorie Taylor Greene».

Quindi. ora cosa si aspetta che accada?

«Al netto di grandi sorprese sempre possibili, il caso Epstein farà perdere voti ai repubblicani nelle Midterm di novembre, in particolare fra i moderati che avevano chiuso un occhio sui limiti personali di Donald, ma anche fra alcuni militanti Maga. Siccome ai democratici basteranno pochi voti per riprendere la maggioranza alla Camera, questo potrebbe essere uno degli elementi fondamentali per fare di Trump un’anatra zoppa nel resto del mandato. È questo che cerca disperatamente di evitare».

Quali sarebbero gli effetti, secondo lei?

«Il terzo mandato è vietato dalla Costituzione, ma comunque Trump dovrebbe scordarsi anche solo di sognarlo. Poi i democratici userebbero la Camera per mettere l’amministrazione sotto inchiesta, magari non il terzo impeachment. Sarebbe comunque una paralisi, non solo legislativa. Quindi il Gop inizierebbe a pensare ai candidati per il 2028, rendendo Trump irrilevante».

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